BUCKER JUNGMANN di Carl Goldberg

 

BUCKER JUNGMANN

MODIFICHE ESEGUITE DALL’AUTORE

E’ sempre stata la mia passione progettare  aeromodelli, in particolare riproduzioni. Ed ho sempre macinato segatura a suon di usare il seghetto da traforo e poi l’archetto elettrico.

Ultimamente pero’, la disponibilita’ di tempo da dedicare alla fase di  taglio dei dettagli, e’ diminuita. 

Non disdegno quindi la ricerca di scatole di montaggio, purche’ ( unico compromesso !!! ) siano di quelle dette “a bricioli” , vale a dire con tutto da incollare ed assemblare.   L’avvento pero’, sul mercato,  degli aeromodelli  gia’ pronti al volo (ARF-ARTF ecc ecc) , ha fatto  diventare merce sempre piu’ rare queste scatole di montaggio. E quando riesco a trovarne qualcuna che mi aggrada, specie se originali del periodo anni 70-80,  vedo di non farmi sfuggire l’occasione di acquistarla.

Cosi’ e’ stato per questa bella semiriproduzione di biplano acrobatico, commercializzata in quegli anni da Carl Goldberg.

Foto scatola Kit

Foto 1 - Foto su scatola di montaggio.Non mi avventuro nel raccontare la storia di questo aereo, lasciando il compito della documentazione storica a quei siti Internet dove meglio e piu’ dettagliatamente si puo’ fare riferimento.E nemmeno staro’ a riportare il build log completo della costruzione proprio perche’ gia’ tutto scritto sul libretto di istruzioni.Mi limitero’ invece a riportare la documentazione fotografica delle modifiche da me apportate, a seguito di esperienze fatte (nella costruzione e nel volo) da altri amici, con lo stesso aeromodello.Spero di fare cosa gradita a quei modellisti che potrebbero entrare in possesso di questa scatola e volessero seguire il mio metodo.Posso garantire che e’ tutto piu’ facile da fare che da spiegare !! Prima cosa: Rimpiazzare tutta la viteria americana con viteria ed accessori metrici (compreso dadi a griffe). Vi evitera’ spiacevoli contrattempi se perderete una vite fissaggio cabanes e altro. NOTA : fare sempre riferimento alle istruzioni originali. FusolieraIl libretto di istruzioni consigliava, come metodo di assemblaggio, quello di incastrare tra loro tutti i particolari che componevano la fusoliera e di tenerli uniti con l’aiuto di elastici e morsetti.Non esisteva un “Piano di costruzione” classico e l’unico riferimento era costituito dal traguardare il sottostante disegno su cui avrebbe dovuto poggiare la fusoliera cosi’ legata e bloccata.Una volta accertata l’assenza di svergolature e visto che tutto era in squadra si procedeva allora ad unire il tutto colando del collante cianoacrilico sulle giunture. Foto 1 e 1a

Foto 1a

E’ certo che di fusoliere cosi’ assemblate ne saranno state fatte a centinaia e mai senza problemi…….(???)  A me questo metodo “sbrigativo” , ma rischioso, non piaceva proprio e quindi ecco la prima modifica.

Assemblare la fusoliera  nel modo classico, cioe’ capovolta su un “Piano di costruzione” e li’ bloccata , con tanto di squadre ecc ecc.

E come collante ho preferito un due comp. Epoxi 24h.

Piccola parentesi:

 Una fusoliera solitamente e’ composta da :  Fiancate + Piano costruzione  (P.C.) + Dorso + Ventre + Ordinate varie

In questa scatola mancava proprio questo fatidico “Piano C. “

Per ricrearlo ho dovuto unire tra loro, di testa, le tre parti del kit che venivano fornite staccate.  Foto 2

Foto 2

 Ma considerando che tra loro andavano interposte  originariamente due ordinate, ho aggiunto uno distanziale in ctp  = allo spessore delle  stesse.  Foto 3-3a-3b

Foto 3

 

Foto 3a

 

3b

Secondo il concetto di costruzione originale, quindi, la ordinata alle spalle del pilotino e quella di coda erano  costruite intere. (Former “A” e “D”)

Le ho divise in due asportando via anche quel tratto di circa 3mm  che adesso viene occupato dal  nuovo P.C.

Sulla  nuova  parte inferiore rettangolare della Former “A”, il suo tratto sup. rimaneva un poco troppo fine e vi ho aggiunto una striscetta di rinforzo.

Mentre sulla parte di Ord. Superiore, quella dorsale al pilotino,  ho preferito accoppiare un ctp da 0.5mm  per eliminare la parte vuota.

Questa copertura mi sarebbe servita per piazzarci a contatto due nervature di rinforzo, vedremo in seguito come e perche’.

La stessa cosa e’ toccata alla Former “D”.  Fig.  4 – 4a – 4b

Foto 4

Fig 4a

 

Fig 4b

   Studiando le istruzioni di assemblaggio notai  che per la manovra dei due elevatori veniva impiegato un unico servocomando deputato a trasmettere il movimento tramite una unica forcella in acciao. Il servo era posizionato in coda.

Per esperienze fatte e viste la maggior parte di noi modellisti preferisce piazzare un servocomando per parte mobile. Ecco quindi un’altra variazione da eseguire.

In un certo modo ho anche evitato di andare a costruire tutto un portellino previsto in coda per accedere al servo elev. Stesso. Fig 5

Fig 5

Per evitare di aggiungere due servi in coda, avendo spazio a disposizione, ho preferito quindi collocarli negli alloggi gia’ previsti sul P.C. e vedremo in seguito la foto dell’assieme servocomandi.  Cosi’ facendo rimaneva senza “lettino” il povero servocomando motore.  Ma nessun problema !!  Sulla tavola del P.C. c’e abbastanza posto per eseguirvi un nuovo alloggio, che risultera’ anzi, piu’ conforme alle necessita’  Infatti cosi’ piazzato, il servo motore filera’ con il cavetto dritto dritto in linea alla leva del carburatore.

Per le viti fissaggio  servocomandi era previsto incollare una serie di striscettine  in comp. betulla  sulle teste degli alloggi.

 Io le ho sostituite con una sola intera. In questo modo ho anche rinforzato la tavola  P.C. , che con tre alloggi (gia’ in origine),  sarebbe risultata debole a sostenere la compressione del cacciavite.

A questo punto riprendo il corso delle istruzioni originali e vado a piazzare sul P.C. i quadratini di ctp e i dadi a griffa ancoraggio cabanes.   Fig.6 

Fig 6

 

Sulle fiancate fusoliera incollo le controguance in balsa lato ala, come da istruzioni orig. Fig. 4b   e vado ad aggiungere una ventatura sul grande vano presente che, a mio avviso, cosi’ come e’, andrebbe  ad inficiare  piuttosto negativamente sulla resistenza a torsione della fusoliera stessa. 

Questa ventatura  migliorera’ anche l’ancoraggio che vi trovera’ il Monokote.    Fig.  7

Fig 7

A questo punto dovremo ritrovarci sul banco da lavoro una serie di pezzi come da Fig.  8

Fig 8

Il piu’ delle modifiche alla fusoliera si puo’ considerare fatto e si puo’ procedere all’assemblaggio delle parti, lavorando rovesciati e prendendo a riferimento  proprio quel P.C. che ci siamo creati ed oggetto della nostra modifica.

Osservate la serie di foto allegate. Noterete che verranno piazzati tutti i componenti ad eccezione della parafiamma, che con la sua stondatura superiore ci avrebbe dato fastidio.

E’ chiaro che l’incollaggio delle parti avverra’ per gradi, cioe’ per prime saranno unite le ordinate alle fiancate e fatte essiccare.  Si passera’ poi ai fondi fusol. sia  anteriore che lato coda.          Foto 9 – 9a – 9b -9c .

Foto 9

Foto 9a

Fig 9b

 

Fig 9c

 

Adesso si puo’ procedere al piazzamento della Parafiamma completandola di tutti i triangoli di rinforzo, esterni ed interni alla fusoliera. Fig 10

Fig 10

 

E’ arrivato il momento di andare a piazzare  tutte quelle ordinate collocate superiormente  al P.C.

Come avevo accennato al punto relativo al punto 4a , l’avere aggiunto quella chiusura in ctp da 0.5mm mi ha fatto comodo per collocare le due nervature di appoggio per la ord. stessa

Cosi’ composta questa ord. presenta una robustezza tale che gli consentira’ di non flettere quando vi verra’ avvolto sopra la copertura in ctp del dorso stesso. Lo stesso vale per la ordinatine lato coda.    Fig. 11 e 11a

Foto 11

Fig 11a

 

Osservando piu’ attentamente  le Fig. 11 e 11a,  noterete che io ho piazzato un righello in balsa 6×6  sul P.C. , circa 1/2mm  all’interno rispetto le fiancate.

Questo righello fara’ da battuta al ctp da 0.5mm che andra’ a costituire il dorso fusoliera.

A questo punto dovreste ritrovarvi con un robusto trave come   Fig  11b

Fig 11b

Nel kit era previsto l’incollaggio del dorso sovrapponendo ed incollando le sue basi alle fiancate fusoliera, stuccando lo scalino che si veniva a creare, cartandolo e lisciandolo con appesantimento e lavoro e sicuramente un risultato estetico piu’ scadente.

NON INCOLLARE ancora , pero’ , il ctp del dorso e  leggere attentamente i passi successivi.   Vedi Fig 12.

Fig 12

 

La capote in acetato che copre la parte la zona anteriore fusoliera e fa da capottina pilota era previsto che venisse incollata alle fiancate. Io l’ho fatta smontabile con grandi vantaggi sulla ispezionabilita’, alleggerimento del lavoro e migliori risultati estetici.

L’unico accorgimento : piazzare alcuni tassellini di ctp all’interno fusoliera per ospitare le viti fissaggio (autof. da 2.2) .

Di queste tassellini ne ho piazzati : 1 +1 a cavallo di ogni cabane , mentre a Pr ho sfruttato la parafiamma e a Pp la ord. alle spalle pilotino. In totale 6 vitine per fiancata.

Inoltre per evitare fastidiose vibrazioni ho aggiunto altri due tassellini anche sulla ordinatina posteriore al serbatoio. Vedi Foto 13 e 13a

Foto 13

In Foto 13 questi tassellini sono visibili uno per lato alla piastrina porta “dado a griffe” .

Fig 13a

Rispetto al kit ho variato anche la interfacciatura e raccordatura tra dorso e impennaggi

Era previsto far continuare il ctp dorso fino in coda , con due punte a “coda di rondine”, appiccicate poi sui piani di coda e deriva.  Una cosa laboriosa e dai risultati assai dubbiosi, che lasciavano posto alla applicazione di stucchi e lavoro di cartatura…..e peso in coda.

Come ogni aeromodellista ben sa’, prima di posizionare i piani di coda e’ bene avere gia’ terminato l’ala ed averla presentata e fissata alla fusoliera, rispettando le tolleranze geometriche di ortogonalita’ e le incidenze dovute.

Continuo la fusoliera supponendo quindi,  di avere gia’ sbrigato questa fase.

Piani di Coda  e Direzionale

 Non ho eseguito modifiche sostanziali. Bastera’ osservare attentamente le foto allegate  alla costruzione fusoliera,  da 14 a 15b  per notare che ho irrobustito  le ventature delle parti mobili (Elevatori e Direz. ) facendole diventare incrociate  (invece che a “V” come originale) , per avere piu’ zona di contatto del rivestimento termoretraibile e piu’ resistenza alla torsione sotto sforzo. Pochi grammi in piu’ non pregiudicheranno certo la posiz. CG.

Come da istruzioni originali presento e fermo in posto il piano di quota facendolo scontrare sulla ordinatina finale del dorso. Lo allineiamo con l’ala  e lo fermiamo.

La scatola prevedeva, a questo punto,  di fissare il piano di quota e la deriva semplicente incollandole tra loro.

Io, invece, ho praticato la spinatura della deriva passando attraverso il piano di quota e andando fino al piano di appoggio dello stesso, garantendomi cosi’ da ogni possibile disallineamento in fase di essiccazione del collante. 

Con gli impennaggi cosi’ bloccati (ma non ancora incollati) ho incastrato la parte prodiera della deriva incollando sulla ordinatina di Pp due spessori da 10mm di balsa  sagomandoli secondo la curvatura ordinatina stessa.

Fare attenzione a non incollare anche la deriva !!   Vedi Fig. 14 – 14a – 14b

Fig 14

Fig 14a

Fig 14b

E’ arrivato il momento di togliere  gli impennaggi e procedere all’incollaggio del dorso in ctp da 0.5mm.

Dalla Fig. 14 alla 15 si vede bene come abbia fatto arrivare il ctp fino a ricoprire gli spessori da 10mm in balsa  di Fig.14, che avevo incollato sulla ordinatina di Pp.

Ad essiccazione avvenuta potremo procedere all’incollaggio definitivo degli impennaggi in posto.

Ricordo che gli allineamenti  e la crociatura con l’ala vanno fatti con gli impennaggi completi delle parti mobili

Ad essiccazione avvenuta  si andranno  a sagomare i due blocchetti in balsa che costituiranno il prolungamento del dorso fusoliera. Fig. 15 e 15a

Fig 15

Fig 15b

E qua finisce la descrizione delle modifiche da me apportate alla fusoliera ( a propria discrezione chiaramente) del kit commercializzato.

A seguire appena possibile, le variazioni sull’ala e la sua interfacciatura con la fusoliera.

Info su Sergio

68 anni, disegnatore meccanico progettista- Specializzazione in mezzi subacquei. Appassionato aeromodellismo e sottomarini RC. Aeromodellismo dall'eta' di 12 anni e RadioComandato dal 1966. Modelli naviganti di Sottomarini Radioc. dal 1987. Purtroppo, mi sono affacciato ai PC e ad Internet in eta' tale , per cui molte delle mie realizzazioni (dal semplice trainer alle mie maxi riproduzioni) potranno essere presentate solo in foto, gia' terminate e senza un Build Log allegato.
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5 risposte a BUCKER JUNGMANN di Carl Goldberg

  1. Daniele scrive:

    Ottimo lavoro Sergio, ben esposto, ottime anche le istruzioni originali che hai allegato.

    • Michele scrive:

      Mi accodo ai complimenti di Daniele, ed aggiungo che, anche con dei kit di montaggio, se non si è ordinati e pazienti, si può combinare un casino, sicuramente questo tuo articolo/guida sarà di aiuto a molti neofili, bravo.
      Michele

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