COME DIMENSIONARE LA COSTRUZIONE DEGLI AEROMODELLI

Chi da anni realizza i propri aeromodelli, ha ormai acquisito una buona conoscenza per il materiale da impiegare, sia per tipologia che per il dimensionamento, questo si può facilmente apprendere costruendo modelli sia da kit che da disegni. Nei disegni sono indicate le dimensioni e il tipo di legno da usare, mentre nei Kit viene fornito direttamente e così ci si ritrova di fronte al materiale e possiamo saggiarne le caratteristiche meccaniche, sia per la flessione che per la compressione e ovviamente anche per il peso.

Così, quando poi ci troviamo ad effettuare una riparazione, non abbiamo grosse difficoltà per sapere quale tipo di legno è meglio usare per quel preciso punto, oppure se è il caso, vista la necessità,  di procedere ad un rinforzo della zona.

Quindi, una volta acquisita una certa pratica nella costruzione, possiamo liberamente procedere alla costruzione di un modello, basandoci su precedenti esperienze, valutando volta per volta le diversità di grandezza del modello stesso.
Si può, quindi, tranquillamente affermare che generalmente la costruzione degli aeromodelli è affidata più all’esperienza diretta, piuttosto che a formule matematiche.

In questo breve articolo, descriverò alcuni suggerimenti proprio sul dimensionamento strutturale dei modelli, non addentrandomi in complicate formule e calcoli matematici, anche se tutti possiamo immaginare che sono alla base di ciò che poi portiamo in volo. Un tranquillo modello trainer ad ala alta e con una modesta motorizzazione, non avrà le stesse sollecitazioni di un modello da acrobazia e con un propulsore decisamente più performante, si pensi solo agli effetti della forza centrifuga sulle ali al termine di una picchiata e con una brusca richiamata!

Quindi va da se, che l’importanza di calcoli ben precisi e mirati sono alla base di un buon modello, ma è anche vero che difficilmente ci metteremo a fare calcoli complicati solo per dimensionare un longherone alare e quindi come risultato avremo un abbandono generale verso questa pratica, che poi è quello che sta accadendo.
Fatta questa doverosa premessa, il seguito dell’articolo si svilupperà in consigli strutturali e su quali legnami indirizzarci.

Facciamo subito una distinzione, tra legno e compositi. Questi ultimi sono di varie nature, si parte dalle resine epossidiche caricate in fibra di vetro, fino ad arrivare alle più costose e complesse, ma anche più leggere e resistenti fibre di carbonio. Per fare un modello in fibra è necessario uno stampo, ed uno stampo richiede molto lavoro per realizzarlo ed è anche molto costoso infine, il tempo e i costi, sono giustificati solo se si prevede un’alta “ tiratura”, ovvero, se si prevede di produrlo in serie.

Inoltre, la stragrande maggioranza dei modelli che si vedono sui campi di volo, sono ad elica, possono essere riproduzioni di aerei delle due guerre precedenti, oppure aerei di libera interpretazione, fatto sta che non presentano particolari difficoltà costruttive e il rapporto tra forma esterna e peso, costruendolo in legno, non presenta enormi svantaggi.

Altrettanto non si può dire per gli aerei a getto, la loro particolare forma riproduttiva, i loro fratelli maggiori, i “ full size” hanno ricevuto quelle forme per via dell’alta velocità a cui dovranno volare, impone delle tecniche di costruzione più complesse e realizzarli in struttura lignea comprometterebbe notevolmente il rapporto tra forma esterna e peso, è per questo motivo che, generalmente, la loro costruzione richiede l’uso di resine e fibre, per seguire le loro forme armoniose e complesse, dando loro la necessaria robustezza ed al tempo stesso lasciando molto spazio all’interno, necessario per la collocazione del motore e sopratutto dei canali per l’alimentazione dell’aria.

Questo, per dire che la costruzione lignea non è affatto superata e obsoleta, ma necessaria su determinati modelli, se ovviamente, usata con criterio.
Menzionerò un altro materiale, utilissimo, ma solo per determinate situazioni e che ultimamente è stato frainteso il suo uso, parlo dei materiali estrusi, tanto per capirsi il polistirolo e derivati, sia che abbiano più o meno densità. Per inciso, questo materiale non potrà mai sostituire il legno, proprio per la mancanza delle principali caratteristiche meccaniche, causa principale, la mancanza di venature oltre alla “vivacità” del legno stesso.

Infatti, la loro crescente presenza sui campi di volo, modelli costruiti interamente in polistirolo da stampo, è dovuta non ad un aumento dell’attività aeromodellistica, ma bensì ad una fruibilità rapida del volo con aeromodello a costi decisamente più bassi e raggiungibili da una sempre più crescente clientela. Il problema principale di questi modelli, è il loro veloce invecchiamento, considerando la fragilità del materiale ed il rovescio della medaglia, è la loro estrema leggerezza. Ovviamente la loro tecnica di costruzione, li allontana da ciò che si potrebbe definire; un aeroplano.

Inizieremo proprio da questo ultimo materiale, descrivendone gli usi più consoni da farne.
Sono le ali e le velature, le parti più coinvolte da questo materiale, per le ali si preparano due dime di centine, una per la radice ed una per l’estremità, con un archetto teso da un filo in acciaio armonico e portato ad una temperatura ideale si può procedere al taglio della lastra di polistirolo, prima da una parte e dopo dall’altra.

Un corretto procedimento, prevede di preparate la lastra da tagliare in diverse densità, cioè; la semiala deve essere costituita da almeno tre parti incollate insieme e di diversa densità, partendo dalla radice con una parte di polistirolo da almeno 30kg/m cubo, decrescendo a 20kg/m cubo, per finire con una densità di circa 10kg/m cubo, questo per diminuire progressivamente il peso inerziale alle estremità.

tre lastre di polistirolo incollate insieme, con densità decrescente dalla mezzeria, pronte per applicargli le dime di taglio e realizzarne una semiala

Altro sistema è quello di praticare degli alleggerimenti nella parte centrale delle semiali, creando delle larghe centine . E’ conveniente realizzare delle longherine centrali, a sostegno dell’unione delle due semiali, in compensato di betulla da 3/5 mm, affogate nel polistirolo stesso, la principale a circa il 30% della corda e il secondario a circa il 70% della corda. Il polistirolo è usato anche per i piani di coda profilati, la tecnica è la stessa. Al termine, il rivestimento si può fare sia con balsa oppure con obece.

Se invece prendiamo in considerazione di realizzare le ali con le centine, per modelli fino ad 1700mm di apertura alare è consigliabile usare la balsa, di vari spessori, a seconda della sua dimensione, comunque lo spessore sarà sempre compreso tra 2mm e 3mm.mentre oltre quella misura è meglio orientarsi su centine in compensato di pioppo da 3mm. con rinforzi nella zona dei carrelli se previsti retrattili, con un raddoppio delle centine solo sulla parte anteriore, cioè quella interessata dal meccanismo del carrello e dove si concentra la compressione in fase di atterraggio.

In questo caso, le longherine di resistenza sono obbligatorie, ovviamente sempre posizionate alle percentuali di corda precedenti e con listelli sup. e inf. nelle misure di 10X10 mm, in balsa fino a 1500mm di ala, misto faggio/balsa oltre questa misura, da applicare il faggio nella parte centrale e la balsa verso l’estremità.

le due longherine applicate alle centine e tra una centina e l'altra la soletta di rinforzo

E’ sempre conveniente applicare delle solette in balsa, la venatura deve essere verticale per una maggior resistenza( nel disegno è rappresentata erroneamente orizzontale) in modo di unire le longherine inf e sup, tra una centina e l’altra, in modo da formare un cassonetto di resistenza. Per il longherone secondario, quello posto al 70% della corda, le longherine possono scendere a 5x5mm completamente in balsa e senza solette tra loro. Quando raccordate dei listelli, non li incollate in testa, ma praticate una greca oppure tagliandoli a sguincio, assicurando una superficie di contatto maggiore, in questi casi l’incollaggio migliore è con colla epossidica, la classica “5minuti”.

come devono essere fatte le giunte dei listelli

Info su Daniele

Salve, pratico l'aeromodellismo dal 1988, dopo aver appreso il pilotaggio rc. con motoalianti, mi sono dedicato ai modelli, prima da acrobazia e poi da riproduzione. Il mio interesse e curiosità verso la progettazione degli aeromodelli, mi spinge a dedicarmi alla realizzazione di riproduzioni in scala progettandoli in proprio. Ancora oggi, dopo molte realizzazioni, continuo a progettarli, realizzarli, collaudarli e metterli a punto con grande piacere e divertimento. Per qualsiasi domanda, non avete che da contattarmi. Ciao. Daniele.
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23 risposte a COME DIMENSIONARE LA COSTRUZIONE DEGLI AEROMODELLI

  1. vito scrive:

    Ho acquistato un aeromomodello della mantua model, un GEM 80, in cui tutti i pezzi erano gia divisi.Il modello in questione ha le seguenti dimensioni: apertura alare 1450mm, lunghezza 1010mm, peso 1700gr.
    Nella confezione oltre alle varie parti ci era qnche il disegno della fusoliera che non e’ in scala con i suoi pezzi e l’ala che invece corrisponde alle dimensioni delle centine.
    La mia domanda e’ : si puo risalire alla scala del disegno?

    • Daniele scrive:

      Non ho presente il modello GEM80, magari se puoi inviare un’immagine mi rendo conto meglio.
      Per la scala, a quale ti riferisci, alla scala del modello con l’originale, oppure alla scala del modello con il disegno che hai tu.
      Per la scala con l’originale( sempre che esista un originale) basta dividere l’apertura alare dell’originale per 1450mm e ottieni la scala, esempio, se l’originale ha un’apertura alare di 10 mt, la scala sarà 1:6,9
      Altrimenti se ti riferisci alla scala del disegno che hai trovato nella scatola, devi misurare la lunghezza della fusoliera del disegno e poi devi trovare la lunghezza dell’originale e fai l’operazione sopra detta.
      Oppure, se vuoi ingrandire il disegno che hai, alla grandezza della fusoliera che hai, basta che dividi 1010 ( la lunghezza della fusoliera in legno) per la lunghezza della fuso nel disegno,
      esempio: se la fuso del disegno misura 750mm, fai così: 1010diviso 750, il risultato è 1,346.
      Adesso devi aumentare il disegno di 1,346. Vai in una copisteria e te lo fanno.
      Spero di aver interpretato quello a cui ti riferivi.

  2. fillyx scrive:

    io non costruisco aeromodelli ma mi piace capire le tecniche di costruzione. vorrei sapere cosa vuol dire ” mettere longherine centrali la principale al 30 per 100 della corda e la secondaria al 70

  3. Daniele scrive:

    Ciao, è più semplice di quello che sembra.
    La lunghezza totale della centina alare, si chiama ” corda” ( va dal naso alla coda) cioè, dalla punta, dove inizia, la parte stondata, fino alla fine, la parte con la punta.
    Questa corda, ha una dimensione in mm, esempio; la corda 100mm, posizionare il primo longherone di resistenza al 30% significa posizionarlo dalla punta verso la fine del 30% di 100mm, cioè in questo caso, a 30mm dal naso e se fai caso è sempre il punto di maggior spessore dell’intera centina, quindi consente di posizionare del listelli di dimensioni consistenti.
    Continuando verso la coda, arriviamo e ci fermiamo al 70% cioè, 70mm sempre dal naso( dall’inizio) ed in quel punto posizioneremo altri due listelli, ma di dimensioni molto più piccoli, dato il poco spazio.
    In questo modo ci ritroveremo con due longheroni di resistenza che impediranno di far flettere troppo l’ala sotto sforzo, cioè in una brusca richiamata dopo una picchiata, ma questa è un’altra storia.

  4. fillyx scrive:

    grazie ho capito ho un altra domanda di che dimensioni variano i listelli

  5. fillyx scrive:

    vorrei dedicarmi al modellismo , non ho mai costruito aerei vorrei partire da un kit non rtf a quale marca è preferibile comprare per un principiante ?

  6. fillyx scrive:

    grazie mille per tutto quello che mi hai detto

    • Daniele scrive:

      Partendo dall’inizio, la dimensione dei listelli varia con il variare delle dimensioni dell’ala, generalmente i listelli che formano il primario sono il doppio del secondario. Su di un modello con ala da 1600mm, il listello sup e quello inf. che andranno a formare il longherone primario avranno una dimensione di 10×10 mm ed il secondario da 5x5mm e possono essere in balsa, se aumentiamo la dimesione dell’ala a 2000mm, possiamo anche mantenere le stesse dimensioni dei listelli, ma cambieremo materiale, dalla balsa passeremo, per il primario al tiglio o noce ( questi ultimi hanno la qualità di essere molto dritti) e per il secondario potremo usare il pino.
      Se vuoi iniziare a costruirti un modello, prima dovrei sapere le tue capacità di pilotaggio di rc.
      Dopo posso consigliarti cosa fare, comunque penso che tu ti riferisca a kit di montaggio da zero e non pronti al volo. I primi sono oggi di difficile reperibilità, in quanto sono pochi quelli che ne fanno richiesta. Comunque non ci sono problemi, posso farti un progetto pronto al taglio con c.n.c di un modello che preferisci, sia acrobatico che riproduzione, in modo da avere un tuo modello personale e che nessuno lo ha uguale.
      Dammi qualche informazione più precisa e posso risponderti meglio.
      Per la costruzione non ci sono problemi, posso seguiri passo/passo e se vuoi puoi anche aprire un articolo nel blog e documentare tutta la costruzione, nessuna difficoltà.

  7. fillyx scrive:

    ciao io non ho mai ne costruito ne pilotato un aeromodello ma sto provando un simulatore di volo , io mi riferivo a un kit arf ,visto che non ho mai costruito un aeromodello e non posso progettarlo da me non mi piaceva comprarne uno già fatto anche per le seguenti riparazioni io cercavo un trainer a ala alta

    • Daniele scrive:

      Il simulatore aiuta molto a ” sciogliere” le dita e preparare i riflessi, ma ti consiglio di rivolgerti presso un club di aeromodellismo, dove sicuramente potrai trovare qualcuno disponibile ad insegnarti il volo rc, provando da solo ti ci vorrà molto più tempo…e modelli.
      Per un trainer ala alta, penso che sia una buona idea, anche un piccolo aliante è molto indicato per imparare velocemente, ovviamente elettrico. Dopo di che potrai affacciarti a modelli più complessi. Anche la scelta di rivolgersi ad un pronto al volo tipo ARF, la vedo corretta, in quanto è di facile fruibilità e veloce assemblaggio, considerando che per il momento la tua priorità è imparare il volo rc.

  8. fillyx scrive:

    grazie mille !!

  9. marco scrive:

    vorrei sapere se hai un disegno in scala di un aereo in polistirolo.
    mi spiego meglio, vorrei poter costruire un piccolo e semplice aereo in polistirolo da poter legare ad un filo e farlo volare come se fosse un aquilone.
    grazie
    marco

    • Daniele scrive:

      Caro Marco, non pensare che la tua richiesta sia poi così ” strampalata”, tu non lo sai ma quello che hai appena esposto è il futuro dell’aeromodellismo, oltre confine non lo so, ma in Italia… sicuramente si!

  10. massimo scrive:

    Buonasera , volevo chiederle visto che è da poco che mi sto avvicinando al mondo dell’aereomodellismo , se possibile avere un disegno tecnico per l’autocostruzione di qualche modello ad ala alta . grazie resto in attesa

    • admin scrive:

      Cioè vorresti un progetto di un modello ad ala alta, di semplice costruzione per iniziare.
      Per il momento abbiamo solo il kit dell’ M86, un modello molto semplice anche se ad ala bassa.

  11. massimo scrive:

    per il momento per iniziare va bene grazie

  12. Giovanni scrive:

    Ciao complimenti per i tuoi consigli. Volevo chiederti sei in grado di fornirmi o di indicarmi dove cercare dei piani di costruzione di aerei della seconda guerra mondiale? spitfire, mustang ecc, ecc…. cerco una fedele riproduzione in legno no polistirolo o resine varie. Se vuoi contattami via email. Anticipatamente ringrazio tanto

  13. Salve sono un pensionato e di tempo libero ne ho da vendere. Come obby faccio presepi anche in polistirene , adesso sono stufo perchè li costruisco da 30 anni, me li chiedono tanti e non li vendo ma li regalo. Volevo costruire un aliante in balsa per mio nipote, le scatole di montaggio costano un botto sai dirmi dove acquistare una carta modelli per costruirli da me. Mi piacerebbe tentare e passarci le mie giornate, ti ringrazio aspettando una tua risposta.

  14. Francesco Rescigno scrive:

    Disegni costruttivi

  15. Francesco Rescigno scrive:

    Comunque la ringrazio per la sua disponibilitá, non conosco il nome tecnico ma da questo disegno posso ricavare i vari pezzi fusoliere ali e loro misure e spessori

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