Come progettare un Aeromodello in proprio

Adesso per determinare l’apertura dello stabilizzatore, basta moltiplicare il valore di allungamento per la corda media e cioè : 3,5×17,49=61,21 cm.
Adesso possiamo passare a vedere quanto sarà il braccio di leva dello stabilizzatore e questo è un dato molto importante, in quanto influenzerà il diedro longitudinale del modello, creando più o meno sensibilità al movimento del “ cabra”.

Il rapporto volumetrico di coda è regolato dal valore “ K” e possiamo assumere che: per modelli pluri da gara un valore “ K” corretto varia da 0.6 a 0.8, mentre per un modello sport il valore “K” sarà da 0,5 a 0,6 per i veleggiatori tale valore si attesterà a 0,4.

Il rapporto tra braccio di leva e la corda media alare è compreso tra 2 e 3, calcoleremo il braccio di leva post. sempre con valore medio di 2,5.

Quindi moltiplicando questo valore per la corda media alare, 2,5X27,91= 69,77, questo valore sarà il nostro braccio di leva posteriore, la misurazione è da prendersi dal fuoco dell’ala, al fuoco dello stabilizzatore, facendo una contro prova per vedere dove si colloca il nostro BL rispetto al rapporto volumetrico di coda, andremo ad eseguire questa operazione matematica; K= superficie dello stabilizzatore moltiplicato il braccio di leva, questo risultato diviso, la superficie alare moltiplicata la corda media alare.
K = 1075X6977= 7500275 4300X2791= 12001300
7500275/12001300= 0,625 quindi abbiamo un rapporto volumetrico di coda ( “K”) uguale a 0,6 e quindi si colloca tra un acrobatico ed uno sport.

Adesso possiamo interessarci al profilo da usare sul piano di quota, nei modelli radiocomandati vengono usati profili simmetrici o addirittura piani, cioè a tavoletta, arrotondando il bordo di entrata ed affinando il bordo di uscita.
Comunque, usando un profilo simmetrico, ci rivolgeremo ad uno spessore molto basso e cioè con percentuale da 0,6 a 0.8 %.anche in questo caso il NACA 0006/0007/0008 potrebbero fare al caso nostro.

Mentre le superfici delle parti mobili dello stabilizzatore si attestano a circa 1/3 della superficie dell’intero stabilizzatore. Per le parti mobili delle ali invece ci attesteremo su un decimo 1/10 dell’intera superficie alare. Adesso spendiamo due parole per il direzionale, la superficie complessiva ideale è un quinto della superficie dello stabilizzatore e la parte mobile deve essere circa due terzi dell’intera superficie e come profilo, vale il discorso dello stabilizzatore.
Come valore del braccio di leva anteriore o motore, non esiste una regola fissa, dipende da tipo di motore e dal suo peso, comunque indicativamente, si può partire da un valore di circa il 50% del braccio di leva posteriore.

A questo punto possiamo creare un diedro longitudinale, calettando l’ala ad un’incidenza positiva rispetto all’asse “immaginario” che attraversa il modello dalla linea o parallela dell’asse motore allo stabilizzatore, in riferimento a questa linea possiamo dare all’ala da 0,5° ad un massimo di 2°, questo dipenderà molto dal profilo usato, con quello preso ad esempio fino adesso, essendo asimmetrico e quindi avendo già di per sé un incidenza positiva nel profilo stesso, possiamo usare 0,5° mentre per un profilo simmetrico, avendo un camber a 0° sarà necessario dare almeno 1°/1,5°.

Adesso parliamo del gruppo propulsore, è noto, che un elica in movimento produce una forza giroscopica e quindi tale forza produce un movimento laterale, in questo caso un motore “ destroso” imprimerà un movimento a sinistra, per questo motivo è consigliabile fissare il motore con 2° a destra, per quanto riguarda un modello ad ala bassa, possiamo mettere il motore perfettamente dritto, mentre per un modello ala alta sarà necessario dare al motore 1,5° a picchiare, sempre a 0° se l’asse di trazione e l’ala sono sullo stesso piano.

La collocazione dei vari accessori da installare a bordo del modello, sarà conveniente effettuarla il più avanti possibile, i servo comandi, per esempio, andranno fissati alla specifica basetta porta servi, tra il bordo di entrata ed il massimo spessore dell’ala, mentre il serbatoio, per motivi di alimentazione benzina sarà necessario fissarlo all’ordinata parafiamma, ma sarebbe corretto installarlo il più vicino possibile al baricentro, in modo da non avere scompensi durante il suo svuotamento.

Adesso vediamo dove potrebbe essere il posto più indicato per fissare i carrelli, sia fissi che retrattili. Se intendiamo installare un carrello fisso, abbiamo la possibilità di fissarlo direttamente sulla fusoliera ed il posto più indicato è tra il bordo di entrata e l’ordinata parafiamma, in modo di avere un vantaggioso fulcro, così non correremo il pericolo di indesiderati capottamenti causati da un eventuale fondo sconnesso.

Mentre per i carrelli retrattili il discorso è diverso ed è obbligatorio il loro fissaggio sulle ali, bisogna stare attenti a rispettare il C.G. del modello, quindi il loro fissaggio sarà obbligatorio tra il massimo spessore dell’ala e il bordo di entrata, è pacifico che più avanti è e più vantaggi avremo, quindi fissare il meccanismo di retrazione il più vicino possibile al bordo di entrata è essenziale naturalmente dovremo fare in modo che ci sia lo spazio per ospitare le ruote e quindi si potrebbe rendere necessario inclinare il meccanismo leggermente indietro, in modo che le ruote riescano ad alloggiare all’interno del profilo alare e dando anche una inclinazione per permettere alle ruote, una volta estratte, di trovarsi oltre il bordo di entrata, così avremo un equilibrio migliore, con il modello in corsa.

In questo breve articolo, ho sintetizzato le parti più importanti della progettazione di un aeromodello e rese estremamente semplici, in modo da essere comprese da neofiti interessati a questa pratica, ovviamente non è indirizzata a persone già esperte le quali conoscono perfettamente il procedimento di progettazione e anche qualche nota in più.

Costruire i nostri aeromodelli è molto affascinante, se poi includiamo anche la progettazione allora,vi assicuro, la soddisfazione sarà totale.
Per ogni consiglio o chiarimento, l’autore di questo articolo è sempre disponibile, naturalmente…..su queste pagine.
Se poi vorrete cimentarvi nel progettare il vostro aeromodello in proprio, sappiate che noi di RCAeroModellismo, siamo disponibili per seguirvi passo/passo durante la fase della progettazione e della costruzione.
Buon lavoro.

Info su Daniele

Salve, pratico l'aeromodellismo dal 1988, dopo aver appreso il pilotaggio rc. con motoalianti, mi sono dedicato ai modelli, prima da acrobazia e poi da riproduzione. Il mio interesse e curiosità verso la progettazione degli aeromodelli, mi spinge a dedicarmi alla realizzazione di riproduzioni in scala progettandoli in proprio. Ancora oggi, dopo molte realizzazioni, continuo a progettarli, realizzarli, collaudarli e metterli a punto con grande piacere e divertimento. Per qualsiasi domanda, non avete che da contattarmi. Ciao. Daniele.
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6 risposte a Come progettare un Aeromodello in proprio

  1. Massimo scrive:

    Ciao Daniele complimenti sia a tè che a Sergio per le vostre bellissime realizazione , e gli articoli posti in maniera semplice e chiaro sieti artisti !! faccio una domanda riguardo la stabilità longitudinale ho sentito parlare di diagramma di Crocco, su internet c’ è più di un articolo anche abbastanza chiaro , ma il punto è proprio questo illustrato il tutto , si dimentica che senza il dato dei coifficienti di momento dei profili in esame non si può applicare , infatti se pure si trovano i diagrammi dei rispettivi profili con il CP e CR tranne quello di momento ! ovvio ci sarà un’ altro metedo per arrivare alla stabiltà longitudinale , Sergio sicuramente ricorderà la galleria M.E.G. Enrico Galeazzi , insomma si potrebbe tentare di fare un archivio dei profili con tutti i dati ?

  2. Daniele scrive:

    Ciao Massimo, esporre gli articoli in modo semplice e chiaro è una necessità, per far si che quello che scriviamo sia facilmente compreso da tutti, visto che potrebbero affacciarsi a questo blog sia esperti aeromodellisti che neofiti. Le tue osservazioni son tutte giuste, sia per il diagramma di Crocco che per la stabilità longitudinale ed anche per un eventuale banca dati. Proprio da queste tue osservazioni, posso dedurre, che hai conoscenze concrete in aerodinamica e quindi ,credo, tu sia un esperto aeromodellista, o quanto meno del settore. Quindi ti sarai reso conto che su internet è facile trovare varie banche dati di quel tipo, per esempio il programma ” Profili2″ , noto programma per disegnare centine e pannelli alari, mostra un completo archivio di profili alari, anche modificati e modificabili, interpolazioni, generazioni di polari di singoli profili a diversi numeri di Reynolds ed allo stesso numero di Reynolds, singoli profili a diversi Alpha, generazione distribuzione pressione CP sul profilo, può prelaborare polari mancanti, calcola semplicemente e velocemente il numero di Reynols, insomma è un programma davvero completo, ma, senza fare troppa pubblicità gratuita, avrai capito che a volte è meglio orientarsi verso sistemi già collaudati e noi preferiamo dare indicazioni su dove trovare tali sistemi piuttosto che offrirli in proprio, anche perchè, essendo abbastanza complicati, rischiamo di non venire più seguiti da tutti, ma solo da alcuni. Comunque, avevamo già interzione di proporre un archivio di Links, dove indirizzare velocemente gli utenti verso i loro interessi.
    Per la stabilità longitudinale, non devi dimenticare, poi, il fattore ” K”.

  3. Claudio scrive:

    Ciao Daniele
    Puoi spiegarmi come posso risolvere il problema delle riproduzioni in scala dove mi trovo un K di 0.64
    e una retta isoclina molto inclinata,tipo 32:120 (distanza diviso la corda media).So che potrei modificare il disegno ed ottenere valori più accettabili ma il modello risulterebbe essere un semi-scala.
    Per caso,dato che il modello è un Piper Super cruise 80 cm di apertura,con 400gm di peso e 3 servi + il motore elettrico,il problema può essere ovviato controllandolo con le superfici?

    Grazie e buon lavoro Claudio

    • Daniele scrive:

      Potrei anche provare a rispondere, ma prima dovresti spiegarmi perchè vuoi fare una riproduzione fedele e volante con una scala così piccola. Le riproduzioni in scala sono già abbastanza difficoltose da far volare, se sono di dimensioni abbastanza generose, almeno 1:7, 1:6, 1:5, 1:4 ma addirittura arrivare ad 800mm di ala, mi sembra una inutile perdita di tempo. Questa ovviamente è la mia opinione e lo giustifica il fatto che generalmente io e Sergio ci avvaliamo di scale citate, naturalmente non pretetendiamo di avere sempre ragione ed è possibile che costruire determinati modelli a cui tu fai riferimento possa dare soddisfazioni sia nella progettazione che nel volo…ma quelle dimensioni non sono il campo dove ci dedichiamo, anche perchè Mr. Reynolds avrebbe qualcosa da eccepire.
      In ogni caso, è probabile che appassionati del quelle ” misure” abbiano letto il tuo commento e potrebbero risponderti.

  4. Claudio scrive:

    Opss! per la retta isoclina volevo dire 320:120 SALUTI cLAUDIO

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