Come si determina il C.G. nei Biplani

Ogni volta che ci troviamo per le mani un biplano, ci assale il dubbio circa la posizione esatta del C.G. (centro di gravità).

E questo, anche se si tratta di un pronto al volo, dove il C.G. è già stabilito da progetto, magari vorremmo accertare la bontà del progetto, garantendoci l’esatta posizione del bilanciamento del nostro biplano. La determinazione di questo parametro è molto semplice ed uno schema ci aiuterà a capirne il funzionamento.

Prima di tutto dobbiamo dividere i vari tipi di cellule biplane e cioè; con ali entrambe uguali e di uguale superficie e scalamento,cosa è lo scalamento: la posizione delle ali, se la superiore e l’inferiore sono sulla stessa proiezione, lo scalamento è neutro, se la superiore avanza quella inferiore, lo scalamento è detto positivo, mentre se quella inferiore sopravanza quella superiore, allora lo scalamento è considerato negativo.

Lo scalamento influisce molto sul C.G. Poi,dobbiamo appurare se le superfici delle ali sono uguali, se è così, allora si tratta di un biplano, in caso contrario ci troviamo di fronte ad un sesquiplano,tipo; ala superiore di 2 mt di apertura con superficie di 66 dm quadri ed ala inf. di 135 cm con superficie di 33dm quadri.

Appurati questi parametri, possiamo procedere alla determinazione del C.G. Come possiamo vedere dal disegno (1) una volta disegnati i profili alari nella esatta posizione, in questo caso con scalamento positivo e con ali di eguale dimensioni e superfici, la designazione della linea mediana è molto semplice, essendo uguali le ali, avranno uguale portanza e quindi la linea mediana sarà a metà delle due centine.

Info su Daniele

Salve, pratico l'aeromodellismo dal 1988, dopo aver appreso il pilotaggio rc. con motoalianti, mi sono dedicato ai modelli, prima da acrobazia e poi da riproduzione. Il mio interesse e curiosità verso la progettazione degli aeromodelli, mi spinge a dedicarmi alla realizzazione di riproduzioni in scala progettandoli in proprio. Ancora oggi, dopo molte realizzazioni, continuo a progettarli, realizzarli, collaudarli e metterli a punto con grande piacere e divertimento. Per qualsiasi domanda, non avete che da contattarmi. Ciao. Daniele.
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15 risposte a Come si determina il C.G. nei Biplani

  1. Massimo scrive:

    bellissimo articolo molto chiaro come tutti i tuoi articoli complimenti ! mi chiedo, forse faccio una domanda sciocca ma la corda media del triplano si trova con il seguente metodo ?

    • Daniele scrive:

      Ciao Massimo, le domande non sono mai sciocche, sciocco è chi non trova il coraggio di farle e comunque tutti abbiamo ancora da imparare, io per primo. Nella storia dell’aeronautica di triplani, fortunatamente, c’è ne sono stati pochi, oltre al Fokker Dr1 dei Von Richthofen, ricordo una versione della Sopwith, altri, se c’è ne sono stati sono meno noti.Già nella progettazione e nei voli di collaudo per i triplani, i tecnici si affidarono a calcoli del baricentro approssimativi, riuscendo a metterlo a punto solo dopo faticose e pericolose prove pratiche. Comunque, se intendiamo un triplano con tutte e tre le ali uguali e scalate positivamente, la corda media si può intendere con lo stesso metodo applicato per il biplano. Non sono invece a conoscenza del metodo da seguire, nel caso le ali fossero di differente superficie, in questo caso ogni suggerimento o indicazione in tal senso è bene accetta e la seguiremo con interesse, aggiungendola in rilievo sul nostro Blog.
      Grazie.

  2. Claudio Boribello (Vicenza) scrive:

    E se l’ala superiore ha -1,5 gradi e l’ala inferiore e’ a zero può cambiare qualche cosa?

  3. Claudio Boribello (Vicenza) scrive:

    Come calcolare il baricentro dell’ala superiore del Pitts composta da un tratto centrale dritto più 2semiali a freccia (7gradi)

    • admin scrive:

      Sempre allo stesso modo, solo che il fuoco va trovato con la procedura delle ali a freccia, in questo caso sarà più arretrato. In sostanza cambia solo il punto del fuoco.
      In questo caso non viene calcolata la parte centrale dritta, essendo un minima parte. Se poi la vogliamo calcolare, va inserita in percentuale alla superficie, ma non è necessario visto che alla fine rimane ” coperta ” dalla fusoliera.

  4. Claudio Boribello (Vicenza) scrive:

    Visto che siete così bravi e solerti ho un ultimo quesito da porvi.
    Che assetto prenderà in volo un pitts con ala inferiore a 0 gradi,ala superiore a-1,5 piani quota a+1 e incidenza motore a 0.
    Diventa predominante il rapporto volumetrico di coda e quindi volerà col piano quota a 0 o cosa?

  5. Claudio Boribello scrive:

    Ho quasi ultimato un Boeing P-26 da 3 my con Moki 250 cc.Ho cambiato il profilo ala usando il Naca 0010 per averlo più reattivo.Come trovo il baricentro di questo tipo di ala la cui apertura e circa al 50% rettangolare ed il resto ellittico?

  6. Piero scrive:

    Ciao Daniele, devo trovare il CG per un Caproni Ca 100 ed ho letto con grande interesse la spiegazione per determinare il CG di un biplano con ali di diversa superficie, ma non mi è chiaro – nel disegno che alleghi – come determini il punto sul prolungamento di P2 (vicino al bordo d’uscita di P2) al quale unisci il punto sul prolungamento di P1 che è la somma di P1 e P2.
    Ti ringrazio per la risposta.

    • admin scrive:

      Ciao, devi essere più preciso nella tua descrizione. Non capisco cosa intendi.

      • Piero scrive:

        Ciao, prima di tutto grazie per la risposta. Provo ad essere più preciso:
        dopo aver riportato le misure dell’area di P1 sul prolungamento di P2, tirata la verticale da questo punto su P1 e aggiunto la misura dell’area di P2 determini un punto sul prolungamento di P1 da cui far partire una linea che congiunge quel punto con ????? tu scrivi ” unire le due estremità delle linee tracciate” però nel disegno unisci l’estremità di P1 con un punto che non è l’estremità di P2. Grazie

        • admin scrive:

          Come non è il punto di estremità di P 2″ !? ( comunque quando scrivi metti le virgolette se ci sono altrimenti fai confusione, c’è P1 e P1″ quale intendi? Il disegno è chiaro, le estremità devono essere contrapposte, come per determinare il CG di una normale ala. P 1″ e P2″ sono le superfici alari espresse in percentuali. Il disegno è chiaro, non capisco dove trovi difficoltà. Se continui a non capire nella pagina INFO trovi il mio numero di cell, chiamami.
          P.S. Naturalmente le due superfici P 1″ e P2″ devono essere invertite sui piani di P1 e P2. La diagonale che va da P1 Fuoco e P2 Fuoco determina il fuoco medio delle due ali ( nell’intersezione ” linea mediana”) poi il CG va determinato davanti al fuoco ( la zona fuoco è neutra) una percentuale nota varia da 0% a 10% davanti al fuoco e abbiamo un modello picchiato in percentuale che abbiamo usato, generalmente il 7% va bene, Se invece calcoliamo il CG dietro al fuoco, avermo un modello instabile e cabrato, che va bene per il volo 3D.

          • Piero scrive:

            Ciao ho letto e riletto le tue spiegazioni ed ora mi è tutto chiaro, tranne come si determina il punto a destra del bordo di uscita dell’ala inferiore posto sul prolungamento di P2
            Abbi pazienza, ma sapere di avere un modello ben centrato ti toglie almeno un po’ di tremore ai pollici!! Grazie per quanto vorrai spiegarmi.

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