COSTRUZIONE CHIPMUNK DELLA AIRSAIL

 

 

 COSTRUZIONE D.H. CHIPMUNK da Kit Airsail

 

 

Premessa

Dopo avere costruito nel 2010 il Komet di Bertolani partendo da un disegno originale, avevo dedicato il 2011, fino ad oggi, alla messa a punto e collaudo dello Zlin 50 MAZDA del quale ho gia’ pubblicato foto e disegni.

Mi stavo annoiando un po’, ma allo stesso tempo non volevo fare macchine impegnative.

Avevo da scegliere tra disegni e un paio di scatole da fare. Sono scatole vecchia maniera piene di pezzi di balsa, dove c’e’ da studiare il disegno, imparare le istruzioni, e magari, perche’ no’, apportare un po’ della nostra esperienza per fare alcune modifiche su sistemi che non ci vanno a genio………….Insomma, metterci un po’ di testa proria per “sentire” il modello piu’ nostro.

E cosi’, tra il Piper Arrow della Aviomodelli e un D.H. Chipmunck della Airsail, acquistati a suo tempo su Ebay, la scelta e’ caduta su quest’ultimo. Anche perche’ come costruzione si presenta piu’ laboriosa e a me piace assemblare.

Le caratteristiche del modello sono evidenziate nella Foto 1 e Foto 2.


Presentazione scatola

La scatola di montaggio si presenta completa di tutto il necessario atto a finire il modello fino all’inizio della “carrozzatura” .

Si va dal legname alle stampate in ABS, fino alla ferramenta e ruote. Insomma, c’e’ proprio tutto. Il legname e’ non di buona, ma di ottima qualita’ e con delle tavole di balsa che oggi sono difficile da reperire per venatura e grammatura. Tutti i legnami sono ben scelti in funzione del lavoro meccanico che dovranno svolgere. Foto 3 e 4

I disegni sono fatti da professionisti e la stampa e’ stata fatta su carta da 100gr/mquadro……quasi cartoncino . Foto 4a

FOTO 4a

Nonostante tutto il bene detto sopra, anche qua’ un grosso neo : su tutti i materiali non sono state stampigliate le numerazioni relative al disegno e alle istruzioni. (e questo probabilmente e’ uno dei motivi che ha indotto il venditore a disfarsene……….non sapeva da che parte rifarsi e si e’ arreso !!!!!!! ) .

Quindi una giornata e’ partita , con disegni ed istruzioni alla mano, per identificare e marcare tutti i pezzi del Kit.

Le stampate in ABS sono di buon spessore e ancora “malleabili”. Cio’ significa che non sono troppo “vecchie” e non ci saranno pericoli di cricche future. (anche questo e’ uno dei motivi per cui ho dato la precedenza a questa scatola). Squadrette in plastica e linkeria sono di quelle “commerciali” e non “fatte in casa” che poi dovrai buttare.

Costruzione Impennaggi

 

 

Piano di quota

Come si fa normalmente, ho steso il disegno interessato al primo step, sul tavolo, e lo ho protetto con del foglio di polietilene spesso. Foto 4b

FOTO 4b

Voglio seguire le istruzioni “alla lettera” e cosi’ comincio a mettere insieme tutto il piano di coda.

A prima vista puo’ dare l’impressione di debolezza strutturale ma, man mano che compongo il legname, mi accorgo che stanno venendo fuori travi a T , scatolati e struttura laminare.

Inoltre una cosa da apprezzare, rispetto ad altri kit con stesse caratteristiche tecniche e dimensionali di questo, sono gli impennaggi sagomati secondo profilo NACA e non costruiti con il metodo a “tavoletta”. Questa e’ una prerogativa in piu’, a disposizione, per chi volesse avvicinarsi il piu’ possibile ad una riproduzione.

Si tratta di comporre la figura, seguendo disegno e istruzioni, con del piatto balsa da 1.5mm incostolato successivamente sulle due facce, la superiore e la inferiore. Foto 5-6-7

FOTO 5

FOTO 6

la struttura interna del piano di quota

Ho costruito prima il piano di quota e poi gli elevatori. Sulle foto li osserverete assemblati con delle viti autofilettanti. Questo perche’ mi ha avvantaggiato per eseguire la loro sagomatura a profilo esterno centina. In questa fase il collante usato e’ stato un Cianoacrilato “medium density

Foto 10

Nella Fig. 8 invece si possono osservare i riporti di piatto in balsa duro, che ospiteranno rispettivamente la barra di torsione e la squadretta di comando. Sono anche visibili , al centro del piano di quota, le tavolette in balsa riempitivo.

preparazione piano di quota

Dopo avere dato una passata di tampone in carta vetro 120 sulla struttura, per avviare bene il tutto a profilo, si puo’ procedere alla ricopertura con tavolette, del piano di quota e degli elevatori. Vedi Foto 9 e 10

Foto 9-anche le mollette tornano utili per pressare le incollature

Per avere il tempo necessario a disposizione di questo lavoro, il collante usato e ‘ stato lo UHU HART in acetato. (ma si puo’ usare anche un vinilico o un alifatico).

Ricordare che e’ sempre bene incollare la sera. La notte “lavorera’ per noi” mentre dormiamo e l’indomani, trovando il tutto gia’ essiccato, potremo sfruttare bene il nostro tempo con le cartature e altri assemblaggi..

Nelle Foto 11 e 12 i nostri componenti sono gia’ stati levigati. Sul bordo di uscita degli elevatori ho incollato un terminale di rinforzo in Cedro da 6x3mm e poi sagomato.

Foto 11 - il piano di quota rivestito, si nota la pulizia del lavoro

Foto 12 - la precisione del lavoro è essenziale in questa parte aerodinamica

Il cedro e’ un legno meraviglioso : leggero e al tempo stesso di fibra resistente e………. profumatissimo mentre viene scartavetrato.

Prima di incollare i terminali sugli elevatori, che mi impedirebbero di usare il pialletto e il tampone , procedero’ ad eseguire gli smussi per la loro rotazione.

Nella Foto 13 si vedono il piano di quota e gli elevatori. Le cerniere sono gia’ state posizionate, cosi’ come la barra di trasmissione centrale dei due elevatori. Vi ho gia’ incollato e sagomato anche i compensatori dinamici. Dormiranno ancora cosi’ fin quando non sara’ pronta la fusoliera.

Foto 13 - Piano di quota con cerniere ed elevatori, barra trasmissione e comp. dinamici

Deriva e Direzionale

La Deriva e il Direzionale seguono la stessa filosofia di costruzione del Piano di quota.

Sono cioe’ anch’essi costituiti da anima piu’ mezze centine e ricopertura e dalle foto allegate se ne evince bene l’intelaiatura. Foto 1-2-3-4

Il telaio del Direzionale

Deriva e direz. accoppiati cin viti autofil. 2.2 e comp. dinamico sbozzato

Il kit prevede la deriva ricoperta in balsa 1.5 e la parte mobile avvolta invece con termoretraibile (TMR) fino alla compensazione dinamica. Vedi Foto sopra.

Il direz. rifinito con un righellino di balsa duro

Inizia la ricopertura della deriva con balsa 1.5

Non mi va di usare il TMR e quindi ricopro in balsa 1.5 anche il Direzionale e ne sostituisco l’arco sup.(comp. dinam.) con un blocchetto in balsa leggero da sagomare. Foto 5-6

Foto 5

Foto 6-Deriva/Direz. finiti da incernierare

Ricordare che prima di incollare il blocchetto sara’ bene eseguire i soliti smussi per la sua rotazione, sulla parte mobile.

Il comando esterno del Direzionale invece, andra’ modificato. E’ stato commesso un errore di concetto piuttosto grossolano. La leva esterna, cosi’ come e’ concepita e collocata, non permette una eguale corsa nei due sensi della parte mobile stessa. Foto 7

Foto 7-

Ancora non so se adottero’ un sistema a comando esterno che spunta sopra il trave di coda e il Piano di quota ( magari con tiranteria a cavetti) o se lo portero’ all’int. trave di coda Fusoliera con relativo sportellino di ispezione.

Come ho scritto per il piano di quota, anche l’assieme Deriva/Direz. attendera’ in questa condizione l’assemblaggio fusoliera.

Come noterete dall’aggiornamento del buildlog, ho continuato con la costruzione della fusoliera fino ad un  punto tale dove ho deciso di optare per la soluzione a  tiranteria .

Il primo step e’ stato quello di ricostruire il comando in modo da poter essere accessibile dal sotto fusoliera per poterci andare a collegare i cavetti di trasmissione.

Dalla Foto 8 si possono apprezzare le variazioni rispetto all’originale (sulla sin. foto) fornito nella scatola di montaggio.

Foto 8 - Sulla sin. l'originale e a dx il custom

 

Ho mantenuto la barra di torsione ovviamente, ma la ho allungata verso il basso.

Ho sostituito la cerniera con una autocostruita e piu’ alta per far flettere il meno possibile l’asta.

Ho dovuto rendere smontabile la doppia leva  per due motivi :

Primo – permettere il passaggio dell’asta e quadrello  attraverso un foro cilindrico che faro’  sul piano di quota.

Secondo –  l’avere  la leva sontabile mi permettera’ di collegare la tiranteria con maggiore facilita’. Tra l’altro sono stato anche fortunato nel trovarne una a magazzino con l’imbuettaggio quadro.  

Quindi saldero’ in testa all’asta un quadrello di misura che termina con perno filettato da 3mm. La doppia leva sara’ fissata con dado al momento dell’assemblaggio finale.

Le Foto 9-10-11 parlano chiaro sul sistema di posizionamento e di come la barra di torsione si impegnera’ sul Direzionale.

Foto 10 - Come si vede, ho dovuto essere particolarmente preciso

 

Foto 11 - vista d'assieme

COSTRUZIONE ALA

Nota : La numerazione reinizia da ” 1″ .

Sezione Centrale

L’ala del Chipmunk e’ progettata con la struttura classica a longheroni e centine, ed e’ costituita da tre parti fondamentali:

– La sezione centrale (SC).

– La semiala Dx

– La semiala Sin.

Come al solito seguo le istruzioni e prendo in considerazione per prima la SC

Dopo avere individuato tutti i componenti inizio i primi incollaggi e raddoppi di quelle parti che lo richiedono. Foto 1, 2

Foto 1- I vari componenti

Foto 2- Esempio di "raddoppio" con comp.

compreso quelle che andranno a costituire le baionette alari. Su queste baionette ho praticato dei fori e vi ho posizionato le viti che mi serviranno come fissaggio sulla dima assemblaggio SC. Foto 3, 4

Foto 3-Morsettatura delle baionette alari

Foto 4- Le baionette finite e viti fissaggio

Info su Sergio

68 anni, disegnatore meccanico progettista- Specializzazione in mezzi subacquei. Appassionato aeromodellismo e sottomarini RC. Aeromodellismo dall'eta' di 12 anni e RadioComandato dal 1966. Modelli naviganti di Sottomarini Radioc. dal 1987. Purtroppo, mi sono affacciato ai PC e ad Internet in eta' tale , per cui molte delle mie realizzazioni (dal semplice trainer alle mie maxi riproduzioni) potranno essere presentate solo in foto, gia' terminate e senza un Build Log allegato.
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10 risposte a COSTRUZIONE CHIPMUNK DELLA AIRSAIL

  1. Daniele scrive:

    E’ una bellissima riproduzione, la lavorazione è pulita e precisa e il Build-Log chiaro e molto comprensibile, vale la pena mettersi comodi e gustarsi il continuo.
    Hai già scelto la colorazione?

  2. Michele scrive:

    Bellissimo articolo, ho già letto tutto e gustato le foto, ora aspetto il proseguimento.
    Devo dire che potresti anche fare il recensore dei kit, sei molto esaudiente, ottimo metodo, quello di lavorare direttamente sul progetto cartaceo coperto da polietilene.
    Continuo a seguire 😉

    • Daniele scrive:

      Ciao Michele, veri ” artisti” come Sergio, se ne trovano pochi. Il titolo di ” Maestro”, appellativo che fù coniato per uno “storico” personaggio duemila anni or sono, io trovo, gli calzi a pennello.

  3. Daniele scrive:

    Sergio, quale sarà il peso stimato per questo modello, hai fatto qualche calcolo? Perchè quello indicato nella scatola, 2,9 Kg, mi sembrano pochini e per il motore, cosa intendi metterci? Anche in questo caso, quelli indicati in scatola mi sembrano piccoli, per un due tempi il minimo mi sembrerebbe un 61, mentre per un quattro tempi, opterei per un 91, questo se riesci a stare entro i 3500 gr. e credo che poi sarà il peso finale.

  4. sergio scrive:

    Le scatole di montaggio soffrono tutte (chi piu’ chi meno) del complesso “della piuma”.
    Avevo pronosticato anche io un peso totale sui 3200gr circa, ma visto che io ho deciso per certe modifiche, come quella del rivestimento integrale, so bene che andro’ un po’ piu’pesante.
    Per la motorizzazione , se raggiungo il target peso previsto, avrei gia’ a disposizione un 80 4T Saito.
    Mi spiacerebbe dover acquistare un 4T nuovo.

    SITUAZIONE “allo stato dell’arte” :

    Posso anticipare che l’ala finita a legno completa di plastiche sta pesando 770gr.
    Il Saito 80 completo di marmitta pesa 470gr
    Gli Impennaggi a legno sono pesi adesso 150gr (mancano cerniere dir e comando parte mobile).
    Considero 400gr per Accessori (link, elica, prolunghe radio, carrelli, ruote ecc.)
    Considero 650gr per radio,batt,servi.

    Sarei quindi arrivato a 2440gr

    Adesso c’e’ da fare la fusoliera. La posso considerare 650gr (a legno e senza impennaggi).
    Quindi sommando 2440 a 650-660 = 3100.
    Considero 300-400gr per la “carrozzatura” ed ecco che si arrivera’ a 3400-3500 max come dici tu.
    Uno .80 e’ pur sempre un 12-13cc e vista la coppia potrei anche sfangarcela.

  5. Michele scrive:

    Bellissimo, si nota paurosamente che sei un vero maestro.
    P.S.:Hai subito usato le clamp ricavate dagli appendi gonne della moglie :-)

  6. giacomo scrive:

    Salve,concordo perfettamente con l’amico Michele;volevo chiederti che tavolo da lavoro hai usato,e le squadrette che hai usato,come le hai realizzate.Grazie

    • sergior90 scrive:

      Ciao Giacomo,
      in tutti questianni ho usato diverse basi “piane” per realizzare i miei modelli.
      Con il tempo poi si sono rovinate e quindi cambiate. Andavano dal piano in lamellare (quello per le cucine) ai piani con vespaio all’interno (quelli da mobilia), o multistrati da 22 o 30.
      In questo momento, sto usando il piano di un tavolo da disegno della Zucor (era il mio vecchio tavolo di quando ancora lavoravo) e ne ho ancora uno di riserva. Spessore 25mm.
      Le squadrette della foto me le feci ritagliare da un amico falegname. Sono state ricavate da ritagli (scarti) di tavole di mogano molto stagionate.
      Le sto usando da diversi anni. La sezione e’ quadrata costante sulla X e sulla Y, 30x30mm.
      Le altezze variano da 15 a 20cm e la larghezza e’ 10cm.
      Spero di essere stato esauriente
      Ciao

      • giacomo scrive:

        Ciao Sergio,gentilissimo,io mi sono procurato un pannello da muratore,per intenderci quelli di colore giallo,ma anche quest’ultimo non è perfettamente livellato,mi adopererò al più presto per farmi ritagliare gli angolari da te adoperati.Ciao e a presto.

        • sergio scrive:

          Ciao giacomo, sinceramente non e’ che abbia compreso bene cosa sono questi pannelli da muratori (color giallo).
          Riguardo alle squadrette in questione, ti consiglio di costruirtene almeno 4, snodate alla giunzione di base, in modo da poterle impiegare su eventuali ordinate che dovranno essere inclinate.Come ti avevo gia’ risposto, puoi anche usare dei pannelli commerciali detti “tamburati” con i quali viene costruita comunemente la mobilia (ante armadi, fianchi ecc).
          Quelli piu’ “stabili” nel tempo (che soffrono meno deformazioni cioe’)
          sono quelli che hanno l’interno riempito con quel cartone fatto a nido d’ape.
          Li puoi reperire addirittura nelle differenziate presso i depositi delle Aziende Municipali dei rifiuti.
          L’importante e’ che non siano stati esposti ad intemperie.
          Un accurato controllo sul posto sara’ comunque necessario.
          Ma perche’ non ti iscrivi al nostro blog e ci pubblichi il tuo lavoro?

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