SAVOIA MARCHETTI S.55.X

Come giustamente è stato commentato, l’articolo ” Sotto di noi l’Oceano ” è una degna presentazione per il modello che mi appresto a descrivere; il Savoia Marchetti S.55.X.
Le principali caratteristiche tecniche di questo modello sono, apertura alare 2600mm, peso stimato circa 6000gr. motorizzazione in tandem, anteriormente un OS. 61FX e posteriormente un Rossi 53 5Travasi.
Per disegnare e progettare il modello, si è reso necessario un trittico e non avendolo a disposizione, l’ho realizzato fotografando con diapostive un modello in plastica nelle posizioni necessarie. Con la proiezione delle diapositive raffiguranti le posizioni ideali, ho ricavato il trittico in scala 1:1 e da lì il disegno con le ordinate dei galleggianti. Oggi sicuramente ci sono modi molto più semplici ed i trittci sono di più facile reperibilità su internet, ma negli anni novanta i disegni venivano per la maggior parte fatti ancora a mano.
Creato uno scaletto e creato una prolunga centrale delle ordinate, le ho potute assemblare con estrema precisione. Le ordinate sono in compensato di pioppo da 3mm, nella parte inferiore c’è una scanalatura che permette il passaggio di un listello opportunamente sagomato e in compensato di betulla da 3mm che serve da chiglia e costolatura di irrobustimento. Gli scafi sono stati rivestiti in balsa da 2mm e successivamente resinati con tessuto leggero da 25gr al mtquadro. Anche l’interno è stato verniciato per isolare il legno.
La parte centrale dell’ala è parte solidale con i due scafi e costruita con centine di compensato di pioppo e di betulla da 3mm. Le centine in betulla servono da supporto per i due sostegni per il piano che ospiterà i motori e i serbatoi. Anche la parte centrale dell’ala è rivestita in balsa, ma è stata resinata solo la parte inferiore. Le ali sono con centine di balsa e supportate da due longheroni, la parte sup. è rivestita in balsa da 2mm mentre la parte inf. è rivestita solo con termoretraibile Solartex.
Subito sotto alcune foto che mostrano la costruzione.

costruzione ala


lo scheletro delle ali, si notano le due guaine per il comando, un solo servo fa funzionare il movimento in due punti dell'alettone


gli alettoni ricavati dalle ali


rivestimento con termoretraibile Solartex delle ali


ancora una fase del rivestimento


le centine sono state rinforzate con una soletta di balsa per permettere un migliore appoggio.


gli scafi sono pronti per essere resinati con epossidica e tessuto, naturalmente solo la parte inferiore.


oltre ad un ottimo irrobustimento, la resina sarà un buon isolatore dell'umidità


sulla parte ant. degli scafi, sono ricavate le chiglie


anche la parte centrale dell'ala è stata resinata


l'ala prima del rivestimento, assemblata sul modello per constatarne le misure


questa la parte interna degli scafi, si notano le ordinate alleggerite e i tubi per i travi di coda


ancora una vista della parte sup. potete vedere i rinforzi che servono, sia da longheroni che da supporti per la " capra motore" ed hanno anche la funzione di baionette per le semi ali, la struttura è estremamente alleggerita, lo scafo centrale è verniciato anche all'interno per l'umidità


la struttura sup. ancora da rivestire



si nota l'imponenza del modello


anche qui si può vedere l'eleganza dell'S.55.X, i piani di quota sono uniti all'aereo tramite un traliccio di tubi in resina

Il modello era stato già collaudato precedentemente, ma emersero alcuni difetti molto importanti, che mi portarono dal desistere a continuare, causa anche il poco tempo a disposizione. Adesso stò rivedendo completamente il modello e sono state apportate importanti modifiche, grazie anche alla consulenza di un esperto in fluidodinamica, il nostro amico Sergio.
I difetti principali, erano di cattiva direzionalità e di affondamento della prua dei galleggianti, nel momento di corsa nel decollo, questi problemi mi inducevano ad alzare il modello ad una velocità non adeguata, con conseguenti stallate. Il volo di collaudo fu troppo breve per capirne i problemi. Quindi, adesso, cercheremo di risolvere i problemi inerenti alla corsa di decollo e flottaggio e dopo passeremo a risolvere i problemi di volo.

Info su Daniele

Salve, pratico l'aeromodellismo dal 1988, dopo aver appreso il pilotaggio rc. con motoalianti, mi sono dedicato ai modelli, prima da acrobazia e poi da riproduzione. Il mio interesse e curiosità verso la progettazione degli aeromodelli, mi spinge a dedicarmi alla realizzazione di riproduzioni in scala progettandoli in proprio. Ancora oggi, dopo molte realizzazioni, continuo a progettarli, realizzarli, collaudarli e metterli a punto con grande piacere e divertimento. Per qualsiasi domanda, non avete che da contattarmi. Ciao. Daniele.
Questa voce è stata pubblicata in Build log. Contrassegna il permalink.

6 risposte a SAVOIA MARCHETTI S.55.X

  1. giovanni scrive:

    ho visto ed apprezzato la tua costruzione, ma io voglio realizzarlo in polistirolo con la struttura della coda e l’anima dei galleggianti in compensato, per un’apertura alare di 120 cm ed una fusoliera di 80 cm escluso i piani di coda. Che profilo alare hai usato, una corda centrale di 30 cm ti sembra adeguata?
    Dammi qualche consiglio sulle proporzioni, e considera che io al massimo uso il carbonio per i rinforzi oltre al nastro telato e alle varie colle per tenere assieme i pezzi.
    Grazie di tutto quello che potrai dirmi. Gianni

    • Daniele scrive:

      Ciao Gianni,
      tutto dipende se ti vuoi attenere alle dimensioni originali, naturalmente in scala, quindi ti consiglierei di reperire un trittico, scalarlo alla dimensione voluta e ricavarci le misure che poi ti servono per costruire il modello, così avrai anche la corda media alare e saprai che dimensione avrà.
      Non posso dirti se 30 cm vanno bene, dipende dalla dimensione del modello.
      Il profilo che io ho usato è un Clark y e penso possa andare bene anche per il tuo modello.
      Usare il polistirolo per il modello va bene, ma non userei il compensato per la struttura della coda, per i quattro tubolari che uniscono gli scafi sarebbe meglio usare del carbonio, perché è meglio rimanere leggeri in coda, visto che i motori in tandem nel centro ala non aiutano i baricentro, anche se lo motorizzi elettrico e usi le batterie come zavorra( ti consiglio di disporre a prora dei galleggianti il posto) potrebbero non bastare.
      Quindi cerca di stare leggero in coda.
      Anche i piani di quota sarebbe meglio farli in polistirolo.
      L’unico problema, per questo modello, è il C.G. per il resto, visto la grande ala che si ritrova, vola benissimo.

  2. Claudio scrive:

    Buongiorno Daniele,
    Gran bel lavoro. E gran bell’aereo. L’S.55 sembra avere un numero insospettato di fans, mi sono ritrovato a parlarne con piu’ d’una persona, ultimamente.

    Esistono altre foto del tuo S.55.X, completo e magari in volo o in acqua?

    Grazie!

    • Daniele scrive:

      Ciao Claudio, quello che vedi è un progetto realizzato agli inizi degli anni 90′, tutto disegnato a mano. Purtroppo a quell’epoca non avevo molto interesse a documentare tutto il build-log, le foto che vedi, sono le uniche che sono riuscito a ritrovare.
      Il modello ha volato solo in una occasione e nonostante le ripetute prove, ho avuto difficoltà, fin dall’inizio, di flottaggio e faticavo a mantenere la traettoria rettilinea in decollo.
      Successivamente ho apportato delle modifiche senza ottenere risultati accettabili e quindi accantonai il modello.
      Ripreso dopo molti anni, apportai ulteriori modifiche e anche abbastanza profonde, ma a tutt’oggi non ho avuto occasione di riprovarlo.
      Il volo, nell’unica occasione, si è dimostrato buono.

  3. Lorenzo Morigi scrive:

    ciao, ho visto il bel modello che hai fatto.

    Possiedo un’elica originale di uno dei SM S55 che fece la traversata. E’ un vecchio ricordo di famiglia.
    Saresti in grado/avresti tempo per realizzare un modello simile ma più piccolo?
    Vorrei mettere il modello accanto all’elica (modelle con eliche a due pale) e mi piacerebbe che avesse la livrea della trasvolata del decennale facista del 1932 (Balbo)
    Credo che il modello dovrebbe essere circa 50 cm di apertura alare. se si vedono i particolari costruttivi, anche meglio.

    Una curiosità, hai poi messo due motori contrapposti? mi piacerebbe vederlo finito

    Grazie,
    Lorenzo

    • admin scrive:

      Ciao Lorenzo, si sono stati montati i motori contrapposti e hanno funzionato bene, purtroppo hanno continuato a manifestarsi problemi di affondamento della prua e quindi difficoltà nell’entrare in planata.
      Le prove sono state poi sospese per mancanza di tempo, visto i molteplici impegni.
      Grazie per il tuo commento.
      Complimenti per la tua elica.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *