SIAI Marchetti S.66


La Società Idrovolanti Alta Italia, inizia la costruzione di un idrovolante con progettazione propria nel 1917, con l’S.8 subito seguito nel 1918 dagli idrovolanti S.9, S.12 e S.13.
Questa azienda fu la prima a costruire idrovolanti sia in Italia, che nel mondo. Nel 1919 presentarono l’S.16, che verrà prodotto anche in versione militare, riscuotendo un buon successo. In seguito, viene prodotto l’S.59, anch’esso in versione militare.

Ma la realizzazione più importante, verrà dal progetto dell’S.55, un aereo dalle linee avveniristiche, somigliante più ad un “disco volante” che ad un aereo. E’ nel 1922 che dalla matita dell’ingegnere Alessandro Marchetti, esce il progetto più ambito.
Un aereo che segnerà la storia, con le importanti trasvolate transoceaniche compiute in grandi formazioni aeree, guidate da Italo Balbo. Principalmente costruito per impiego civile, venne prodotto in un discreto numero di esemplari e furono impiegati per trasporto di passeggeri e collegamenti con le isole maggiori.

Ma per il trasporto civile, occorreva un aereo più capiente e per questo motivo venne progettato il suo successore, l’S.66. E’ nel 29” che Alessandro Marchetti riceve l’incarico del nuovo progetto. La ditta produttrice, indica nelle specifiche, che il nuovo progetto dovrà riguardare un quadrimotore. Invece, Marchetti né farà un trimotore, con le caratteristiche tecniche simili al suo predecessore, solo più grande e con tre gondole motore sopra l’ala, forniti di tre quadrieliche spingenti, mentre nell’S.55 si era scelta la formula “tandem” e con un elica spingente ed una traente.

L’aereo, elegantemente arredato, aveva un totale di 14 posti, 4 cuccette e 2 toilette.
La propulsione era affidata a tre motori Fiat 12 cilindri a V da 750cv.capaci di una velocità massima di 238km/h. Un esemplare venne esposto al salone di Parigi nel 1932, con l’immatricolazione I-ABRA e verrà impiegato da Italo Balbo per lungo tempo, ma l’esemplare successivo, immatricolato I-MARE verrà utilizzato addirittura da Benito Mussolini, il quale lo piloterà personalmente.

Questi idrovolanti copriranno le rotte dell’intero mediterraneo. Dopo alcune trattative per l’esportazione dell’S.66 negli Stati Uniti, la commessa dovette essere cancellata per inadempienza delle ditte importatrici, causa la grave crisi del 29”.
Nonostante, si trattasse di un ottimo velivolo, di eccezionale robustezza e dalla manutenzione semplificata, non riscosse il successo commerciale che si meritava, rimanendo relegato al ruolo di comprimario. A partire dal 1939, vennero avviati alla sostituzione, da parte dei trimotori “Cant”, ma con lo scoppio del secondo conflitto, vengono radunati gli esemplari esistenti, per formare un gruppo di soccorso in mare.
Ancora più tardi, alcuni esemplari saranno trasformati e usati in aerei medici della croce rossa. L’S.66, compì il proprio dovere fino al 1943, salvando la vita di molti equipaggi caduti in mare.

Questa, in breve, la storia di un aereo poco conosciuto, ma dalla forma innovativa e moderna, più somigliante ad un “Disco Volante”…che ad un aereo.

Info su Daniele

Salve, pratico l'aeromodellismo dal 1988, dopo aver appreso il pilotaggio rc. con motoalianti, mi sono dedicato ai modelli, prima da acrobazia e poi da riproduzione. Il mio interesse e curiosità verso la progettazione degli aeromodelli, mi spinge a dedicarmi alla realizzazione di riproduzioni in scala progettandoli in proprio. Ancora oggi, dopo molte realizzazioni, continuo a progettarli, realizzarli, collaudarli e metterli a punto con grande piacere e divertimento. Per qualsiasi domanda, non avete che da contattarmi. Ciao. Daniele.
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