CAPRONI Ca.310 LIBECCIO


Il Ca. 310 Libeccio era un interessante bimotore ad ala bassa, derivò direttamente da uno sviluppo del Ca. 309 Borea.
Le principali modifiche interessarono i carrelli che divennero retrattili e la motorizzazione, i due motori in linea del Ca. 309 costruiti dalla Alfa Romeo, gli A.R. 115 derivati dal deHavilland Gispy Six a sei cilindri in linea rovesciati e rafferddati ad aria con potenza di 185 cv. vennero sostituiti con i più performanti Piaggio P.VII C.16 STELLA, costruiti su licenza della ditta francese Gnome-Rhone e la versione era quella del GR.7K Titan Major, con sette cilindri a stella e 500cv di potenza e per l’occasione furono montate delle eliche a passo variabile in volo costruite dalla stessa Piaggio.

La costruzione dell’aereo seguiva gli schemi classici dell’epoca, senza particolari innovazioni, la cellula fusoliera era costruita in traliccio di acciaio saldato e con la parte ant. rivestita in alluminio e la parte centrale e posteriore rivestita in tela e compensato per i punti di maggior resistenza.
Le ali erano costituite con centine in legno rinforzate in metallo e rivestimento in compensato e tela.
Anche gli impennaggi erano costruiti in legno e rivestiti in compensato per le parti fisse ed in tela per le parti mobili.
Quindi possiamo confermare la tradizionalità delle ditte Italiane riguardo alle costruzioni aeronautiche, senza preoccuparsi minimamente di di sviluppare tecniche moderne, quali strutture metalliche e rivestimenti portanti metallici. Inoltre il tallone di Achille per la produzione aeronautica Italiana rimase sempre la motorizzazione, nonostante le tradizioni fino dagli albori dei motori a scoppio che l’industria Italiana aveva sempre avuto.

Infatti come si potrà sempre notare, quasi tutti i motori e comunque quelli più incisivi saranno sempre costruiti su licenze estere e comunque senza mai riuscire ad eguagliarne sia la potenza che la qualità, tutto questo è anche da imputare, oltre alle scelte ottuse del governo e delle specifiche ministeriali varate da persone oltremodo incompetenti del settore e comunque, cosa ancora più grave la scelta di produrre particolari meccanici con attrezzature mai in linea con i tempi e con macchine non capaci di eseguire particolari di elevata precisione e quindi consentire bassi attriti, causa principale delle scadenti prestazioni delle unità motrici.
Inoltre, nel periodo a cavallo tra le due guerre tutte le nazioni che parteciparono a gare o raids aeronautici, fecero tesoro degli importanti sviluppi ottenuti in queste occasioni, primi tra tutti gli Inglesi con i motori Rolls-Royce ed i tedeschi con i Daimler-Benz, mentre gli Italiani, spesso tra i primi posti con Fiat e Isotta-Fraschini non riuscirono a concretizzare quei successi e utilizzarli in seguito durante la seconda guerra.
Tornando al Caproni Ca.310 Libeccio, fu impiegato per la prima volta nella Guerra Spagnola e in seguito durante il secondo conflitto, fino al 1948, anno in cui fu radiato dal servizio.
Questi aerei vennero esportati in vari paesi, tra cui la Norvegia e per l’occasione furono approntati modelli con galleggianti e pattini per neve.

L’insuccesso di questo bimotore fu dovuto sopratutto alla scarsa potenza dei motori, che non permettevano di trasportare un carico elevato, anche nelle versioni usate in combattiemento, il massimo carico bellico arrivò a 320kg di bombe e tre mitragliatrici da 7.7mm con 500 colpi per arma.

A seguito di queste prestazioni, la Caproni si apprestò a far uscire dai suoi cantieri una ulteriore versione, battezzata Ca. 310 bis. con motori Piaggio P.XVI RC 35, sempre produtti su licenza, con potenza di 700cv.e comunque la sua produzione fu relegata esclusivamente a piccole serie.
Dopo l’IMAM Ro. 57 bimotore, anche il Ca. 310 Libeccio è un interessante bimotore, adatto a repliche in scala, a dimostrazione che non è necessario andare sempre a pescare i soliti bimotori stranieri per avere una valida riproduzione in scala.

Questo il trittico che può essere molto utile per una replica in scala di questo interessante bimotore, che naturalmente verrà presa in considerazione da RCAeroModellismo per un futuro progetto e Short-Kit.

Info su Daniele

Salve, pratico l'aeromodellismo dal 1988, dopo aver appreso il pilotaggio rc. con motoalianti, mi sono dedicato ai modelli, prima da acrobazia e poi da riproduzione. Il mio interesse e curiosità verso la progettazione degli aeromodelli, mi spinge a dedicarmi alla realizzazione di riproduzioni in scala progettandoli in proprio. Ancora oggi, dopo molte realizzazioni, continuo a progettarli, realizzarli, collaudarli e metterli a punto con grande piacere e divertimento. Per qualsiasi domanda, non avete che da contattarmi. Ciao. Daniele.
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