RIVESTIMENTO ALA POLIESTEROLO

Premessa

Prima ancora di iniziare a parlare della ricopertura delle ali in espanso, possiamo anche dire che non sempre questa si rivela necessaria.

Infatti per modelli di piccola stazza ed in particolare per piccoli delta o schiumini, puo’ anche bastare, dopo avere introdotto nell’ala il / i longheroni di rinforzo, una leggera cartatura superficiale per togliere delle bave o della peluria ed essa  e’ gia’ pronta al volo.

Esempio di ala Delta

Mentre invece per ali di una certa grandezza e che devono rispondere a certe sollecitazioni non solo sara’ necessaria la ricopertura, ma addirittura si potrebbero rendere utili rinforzi in fibre di vetro o in carbonio applicati nelle zone piu’ sollecitate.

Ci sara’ quindi da prendere in esame le tipologie di rivestimento, le tipologie dei rinforzi e dei collanti.

Parleremo del solo metodo tradizionale dell’incollaggio sotto pressa o pesi, sapendo pero’ che esiste anche il metodo del sottovuoto.

Occorrera’ avere un buon piano di lavoro costituito preferibilmente da tavola con ottima planarita’ dello spess. Di 3-4cm  ricoperta in laminato che offre bene il fianco alla pulizia.

La ricopertura

Qua siamo di fronte a diverse scelte che sono funzione del tipo del modello innanzitutto, della reperibilita’ di mercato, della attrezzatura a nostra disposizione.

La prima scelta cadra’ sulle tavole di balsa. La massima lunghezza reperibile in commercio e’ di 1200mm. Questo, considerati i dovuti margini, ci permettera’ di ricoprire semiali fino a 1180mm di lunghezza. La larghezza standard e’ di 1000mm.

Il balsa e’ caro e dovremo fare quindi un buon uso cercando di incollare tra loro le tavole in modo da avere il minor spreco possibile senza andare a scapito della robustezza.

Disposizione tavolette copertura

Prima di essere stese sull’anima di espanso, le tavole saranno incollate tra loro e

ci tornera’ utile unirle preventivamente, una ad una, con del nastro adesivo.

Aprendo poi i fogli “a libro”, apporteremo un leggero filo di collante sulle testatine.

Bastera’ quindi appoggiarle sul nostro piano di lavoro e congiungerle con qualche striscetta di nastro per tenerle ben unite tra loro e lasciarle essiccare.

Il collante cellulosico sara’ il nostro preferito (tipo UHU-Hart) per le buone caratteristiche di presa.e di cartavertartura. Man mano che uniamo tra loro le tavolette, avremo la immediata cura di asportare con un panno eventuali fuoriuscite di colla, sui due lati.

Incollaggio tavolette

Altro tipo di copertura e’ dato da fogli di impiallacciatura. Qua la scelta si fa un poco piu’ delicata perche’, se non ferrati in materia, dovremo farci consigliare dall’amico falegname.

Il mercato offre legname per tutti i gusti. Personalmente, quando ne ho fatto uso, ho preferito sia  il Tanganica che l’Obeche.. La impiallacciatura e’ normalmente disponibile in tagli della larghezza max di 40-50cm. Lo spessore va da 0.5 a 0.8mm .

La impiallacciatura, specie  se siamo in stagione molto asciutta, va maneggiata con una certa attenzione per non farla schiantare , come prevenzione  io uso stendere trasversalmente al foglio qualche striscia di nastro adesivo.

Diverse sono le tipologie di collante, atte allo scopo,  oggi in commercio : A contatto (all’ammoniaca), vinilici o epoxi ecc. purche’ siamo ben sicuri che non aggrediscano l’espanso stesso

I collanti a contatto presentano il vantaggio di eseguire il lavoro con una certa rapidita’…..di contro, se malauguratamente sbagliamo a posizionare  il foglio altro non rimarra’ da fare, che gettare via tutto.

I collanti vinilici o alifatici sono ottimi ed a buon mercato rispetto agli altri e ci consentono tempi di lavoro abbastanza lunghi. Essendo a base acquosa e’ chiaro che la evaporazione della stessa sara’ lunga e la loro essiccazione necessita di qualche giorno almeno.

La mia preferenza quindi cade spesso sui collanti epoxi. Per stendere la epoxi ci avvarremo di una spatola dentellata larga perlomeno 5cm.  Per rendere piu’ fluida la colla e usarne in maniera dosata senza eccedere nei pesi, io uso allungarla con dell’alcool metilico nella proporzione di una parte di alcool e tre di colla.

Nell’uso di questi collanti fare bene attenzione alle istruzioni per controllare se le proprorzioni di mescola sono date in peso o volume.

Puo’ accadere che a volte, attraverso qualche microfessura del legname o addirittura per la sua porosita’, il collante riesca oltrepassare lo spessore della copertura specie durante la fase della pressatura ritrovandoci ad un blocco unico.  Ecco allora, che ci converra’ interporre tra fogli di copertura e gusci esterni, un foglio di cellophane.

Pressatura delle coperture

Stesa  la colla sulla foglia, andremo a posizionarla sull’espanso sia lato ventre che lato dorso avendo cura di controllare che rimanga una eccedenza di materiale di circa 1cm lungo tutto il perimetro della semiala. Come ho accennato nella seconda parte attenzione a non far colare resina nella eventuale sede/i di baionette. Interponiamo i fogli di polietilene e procediamo alla collocazione del “panino” sul piano, sovrapponendovi una controtavola magari di 2.5cm e su di essa, alcuni pesi. Questi pesi possono essere costituiti da taniche piene di acqua o altro. Per una semiala dai 100 ai 120cm di lungh. possono bastare tre taniche da 20lt ciascuna.

Per chi ha amici falegnami puo’ approfittare delle presse idrauliche in loro possesso.

Questa e’ la procedura piu’ classica e semplice.

Per ali di una certa apertura e forte allungamento come quelle degli alianti si procede spesso alla stesura sull’espanso stesso di tele di rinforzo in vtr che saranno poi inglobate al disotto del materiale di copertura. In questo modo il vtr andra’ ad incollarsi su entrambe le parti dando robustezza strutturale

VTR irrobustimento

Alla stessa stregua possiamo rinforzare anche quelle zone dell’espanso che vengono debilitate dalla estrazione di materiale  per ricavare le sedi dei carrelli e le sedi dei servocomandi

Anche se fin dall’inizio di questo articolo ho preso in considerazione una sola tipologia di piazzamento dei B.E. e B.U. (cioe’ il piazzamento di testa), va da se’ che  ne esistono anche altre varianti ed ogni variante comporta un differente  tipo di sagoma di centina da taglio.

Alcuni esempi :

Bordi Entrata (B.E.)

Nella Fig. 7 e’ costituito da una sola stecca di balsa duro ed e’ incollato “di testa” sulla copertura e  sull’anima di espanso. Si puo’ incollare con alifatica o epoxi, a seconda dei materiali usati.

Con Bordi E. e copertura in balsa,  sconsiglio la vinilica per la caratteristica di portarsi dietro, durante la fase di sagomatura e avviatura con carte abrasive, briciole gommose che andranno a creare dei solchi nei materiali teneri. Consiglio una Alifatica visto che presenta una certa vetrosita’ una volta essiccata e si lascia ben cartare spolverando.

Nella Fig. 8 il B.E. e’ realizzato in due strisce.di balsa incollate tra loro. Una sara’ incollata e sagomata sull’espanso, prima della copertura e l’altra verra’ incollata in seconda mano seguendo la procedura della Fig. 7.

Bordi Uscita (B.U.)

Nella Fig 9 si vede che e’ piazzato alla stessa stregua del B.E. della Fig. 7 mentre nella 10 viene inglobato nella copertura.

Bordi Entrata e Uscita

In taluni casi i B.E. ed  B.U. possono essere ricreati con strisce di VTR  con tessuto da 100gr . Questo chiaramente se incolliamo le ricoperture con resine. E’ questo un caso in cui la sagoma di taglio ricopiera’ per intero la centina

Sagoma centina con BE e BU gia' compresi nella sagoma di taglio

Il Diedro

Il Diedro alle semiali puo’ essere creato sia nella  fase di preparazione iniziale delle tavole di espanso, che dopo avere gia’ ritagliato e ricoperto le semiali. Nel primo caso si trattera’ di inclinare la tavola di espanso sul nostro tavolo e asportare il materiale con filo caldo guidato da squadrette.

Nel secondo caso, sempre tenendo la nostra semiala inclinata andremo ad operare con tampone o, se la abbiamo, macchina utensile.

Una delle diverse maniere di come ottenere il Diedro su ogni semiala

Incollaggio dei pannelli

L’incollaggio dei pannelli e’ “il momento della verita’ “ per la buona riuscita dell’ala.

Non ci saranno vie di mezzo….o risultera’ bene allineata o avremo creato un’elica  e tutto finira’ nel cassonetto rifiuti.

Prima di incollare i pannelli tra loro sara’ bene avere fatto qualche prova affinche’ la baionetta/e risultino precise, ma non troppo forzate nelle sedi……questo per dare un leggero spazio anche alla colla. E ricontrolliamo:

Abbiamo fatto i condotti passaggio cavetti e tubi aria carrelli?

Abbiamo creato i pozzetti di comunicazione dei suddetti passaggi?

Abbiamo fatto le sedi dei servi? (alcune ali portano un servo centrale per alettoni a strip o flaps) .

Quando siamo ben sicuri procederemo con l’incollaggio che sara’ di preferenza fatto con epoxi. In inverno sara’ preferibile  diminuire la viscosita’ della colla aiutandosi con un phon caldo.

Rinforzi con VTR

Una volta creata l’ala e’ solito andare a rinforzare la parte centrale con  VTR.

Per questo rinforzo sara’ bene usare del tessuto da non meno di 80gr/mtquadro e ricordiamo sempre che due strati da 40 sono piu’ robusti di uno da 80. Si puo’ arrivare, a seconda del caso o della grandezza dell’ala, anche a 100gr/mtquadro.

Adesso che abbiamo familiarizzato con la resina epoxi, questo lavoretto ci risultera’ certamente piu’ facile. Ricordare che la resina , specie se in estate, indurisce piu’ velocemente, quindi cercate di avere tutto il materiale, compresi gli attrezzi, tutto a portata di mano.

Andiamo a tagliare la banda di tessuto. Avremo cura di farla larga quanto la fusoliera piu’ 4 o 5 cm  per parte. Questo fara’ si che il rinforzo di VTR aumenti la resistenza meccanica dell’ala alle sollecitazioni, all’usura ecc.

Finire la banda di VTR a filo fusoliera significa andare a creare una bella frattura prestabilita della semiala !!

Inoltre questo margine sara’ utile per non sciupare i bordi di uscita se fisseremo l’ala alla fusoliera con degli elastici.

Lo sviluppo in lunghezza della banda in vtr sara’ tale da avvolgere l’ala per tutto lo sviluppo del ventre piu’ il dorso.

Ai lati della banda di VTR, dopo avere lasciato circa 1cm di spazio, applicheremo del nastro adesivo.

E’ consigliabile eseguira la stesura del rinforzo in due fasi, cioe’ prima un lato e quando e’ polimerizzato si passa all’altro. Non applicate troppa resina, ma quel tanto che basta a ricoprire il tessuto.

Fasce VTR irrobustimento unione centrale semiali

Una volta che il tutto e’ ben essiccato si procede alla lisciatura e applicare un poco di stucco ai bordi del VTR sfruttando il cm di spazio che abbiamo preventivamente lasciato, andandosi a raccordare con la ricopertura.

L’ala cosi’ preparata e’ pronta per la finitura superficiale.

Con questo articolo si chiude questa “infarinatura” su quella che e’ la tecnica della costruzione delle ali in poliesterolo. Non voglio davvero pretendere di avere scritto tutto quello che ci sarebbe da sapere in merito, ma mi auguro perlomeno di avervi messo in condizione di provare a costruirvi un’ala completa. Sarete voi poi, con le vostre esperienze, a completare il tutto.

Tra l’altro, per chi ci legge, potra’ rendersi meglio conto del sistema di avanzamento lavori seguendo l’articolo sulla costruzione del Piper Arrow/Cherokee, nel quale si parla  di ali in poliesterolo, con dovizia di foto e particolari che vi saranno certamente utili.

Info su Sergio

68 anni, disegnatore meccanico progettista- Specializzazione in mezzi subacquei. Appassionato aeromodellismo e sottomarini RC. Aeromodellismo dall'eta' di 12 anni e RadioComandato dal 1966. Modelli naviganti di Sottomarini Radioc. dal 1987. Purtroppo, mi sono affacciato ai PC e ad Internet in eta' tale , per cui molte delle mie realizzazioni (dal semplice trainer alle mie maxi riproduzioni) potranno essere presentate solo in foto, gia' terminate e senza un Build Log allegato.
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Una risposta a RIVESTIMENTO ALA POLIESTEROLO

  1. Daniele scrive:

    Sempre attento alle tecniche costruttive, Sergio, completa i due articoli precedenti inerenti al taglio delle velature in polistirolo, con quest’ultimo articolo che ci illustra il processo di rivestimento delle ali in polistirolo.
    Che dire, complimenti per la completezza dell’argomento.

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