STORIA del 4° STORMO CACCIA di GROSSETO

Il 4° Stormo caccia di Grosseto è uno dei più longevi Stormi che l’Aeronautica Militare Italiana può annoverare tra le sue file, nell’autunno dello scorso anno presso l’Aeroporto Militare di Grosseto si è tenuta una cerimonia per ricordare questi ottanta anni di ininterrotta attività a tutela del paese. Proprio in quell’occasione è stata allestita anche una mostra fotografica a ricordo di tutti gli aeroplani che hanno servito il 4°Stormo, che come avremo modo di vedere non inizia la propria attività solo nel 1931, ma molto prima.

F.Baracca vicino al suo Spad XIII, il cavallino rampante sulla fiancata sarà poi lo stemma adottato dal 4°Stormo, oltre che dalla Scuderia Ferrari, infatti fu dato dalla madre di Baracca a Enzo Ferrari affinché continuasse ad essere glorioso.

Infatti le sue radici nascono già nella ormai lontana I Guerra Mondiale.
Fu proprio con Francesco Baracca che il ” Cavallino Rampante” spiccò il primo volo dipinto sulla tela della fusoliera del suo Spad XIII.
Quando fu designato il 4°Stormo, tra le sue file prese parte anche la 91° squadriglia, denominata ” Squadriglia degli Assi”, questa squadriglia vantava numerose vittorie in combattimento ed altrettante numerose medaglie d’oro e d’argento ornavano la loro bandiera. I piloti che si distinsero maggiormente furono; Baracca, Piccio e Ruffo.

i tre formidabili assi della 91° squadriglia Col. Piccio, il Magg. Baracca e il Cap. Ruffo.

Il 1° Giugno del 1931, con la fusione del IX e X Gruppo, nasce ufficialmente il 4° Stormo Caccia, con sede a Campoformido.
Gli aerei che equipaggeranno il ” neonato” 4° Stormo saranno i Fiat CR20 progettati dall’ing. Celestino Rosatelli, da qui le inziali che contrassegneranno tutti i modelli del progettista; C.R.

Fiat CR.20 progettati dall'Ing. Celestino Rosatelli, dalle iniziali del suo nome la sigla denominatrice del modello: CR.

La sostituzione con velivoli più moderni, ma sempre con formula biplana avviene a metà degli anni trenta, con i Fiat CR32. Questi velivoli, assieme al 4°Stormo,avranno un intenso battesimo del fuoco, partecipando in ruolo ” ufficioso” alla guerra civile Spagnola del 1936-1939.

il CR.32 fu utilizzato nella Guerra Civile Spagnola

Proprio in quella guerra una tragica fatalità, portò alla morte il tenente Corrado Baccarini, originario proprio della Città maremmana, mentre era in azione di guerra come volontario sul fronte Spagnolo di Gandesa.
Al comando del suo CR32, nel disperato tentativo di rientrare con il caccia danneggiato e con grave avaria al motore, si schiantava perdendo la vita. Per questo atto, giudicato eroico nel suo contesto, fu insignito alla Medaglia d’Argento al Valor Militare alla Memoria e su richiesta delle autorità locali l’Aeroporto di Grosseto venne intitolato al Tenente Corrado Baccarini il 15 Novembre del 1940 con foglio d’ordine n° 32.

il Tenente Corrado Baccarini insignito della medaglia d'Argento al Valor Militare, oggi la base del 4° Stormo porta il suo nome.

Proprio nell’occasione della guerra Spagnola, fu testato anche il velivolo Fiat CR42 Falco, velivolo ancora più performante del suo predecessore Fiat CR32, l’apparato propulsivo, in quest’occasione, fu affidato ad un Fiat radiale A.74 RC.38 da 840 cv.
Proprio in quegli anni iniziava ad affacciarsi la formula monoplana ed a rivestimento lavorante, purtroppo la Regia Aeronautica si affidava ancora una volta ad una formula biplana anche se ” sesquiplana” e con abitacolo aperto, più penalizzante per i piloti, con il successore del Fiat CR32 e cioè il Fiat CR 42 Falco.

Fiat CR.42 Falco assegnati al 4° Stormo

I piloti Italiani dovranno aspettare l’inizio della Seconda Guerra Mondiale, per poter usufuire di un caccia con formula monoplana e interamente metallico, fu proprio nel 1940 che il 4° Stormo fu equipaggiato finalmente di un caccia, con il quale i coraggiosi piloti Italiani del 4° Stormo poterono misurarsi alla pari con i caccia stranieri più blasonati, era il Macchi MC.200 Saetta, un caccia agile e ben armato.

Macchi 200Saetta schierati in una base nella piana di Catania, sullo sfondo si nota il vulcano Etna.

Nel 1941 il 4° Stormo viene impiegato sul fronte Jugoslavo e il IX gruppo viene addestrato al nuovo caccia Macchi MC 202 Folgore.
Questo modello viene giudicato e non a torto, il miglior caccia Italiano della Seconda Guerra Mondiale, successivamante modificato in “Serie5″ con la versione 205 prima Orione e poi con la versione definitiva ” Veltro”.

i nuovi Macchi 202 Folgore presero il posto, presso il 4°Stormo, degli MC. 200

Il Macchi 202 era spinto da un motore di derivazione Tedesca, il DB 601 e successivamente prodotto in Italia su licenza dalla Alfa Romeo con designazione R.A 1000 R.C. 41 Tifone da 1175 cv.
Il 4°Stormo è presente anche in Africa Settentrionale e partecipa in modo determinante alla strenua difesa di El Alamein.
Ancora, nel 1943 partecipa alla difesa della Sicilia e della Calabria fino ai giorni dell’armistizio. Dopo l’otto settembre entra a far parte dei reparti cobelligeranti ed il 4° Stormo è impiegato in operazioni sui Balcani a fianco delle forze alleate, questa volta a bordo dei Macchi 205 prima e successivamente sugli Airacobra P-39, dotati di un pesante armamento grazie anche alla dislocazione del motore, subito dietro al pilota, lasciando tutta la parte anteriore a disposizione di armi pesanti.

utilizzati più che altro dopo l'armistizio dell'8 Settembre, i Macchi 205 Veltro combatterono a fianco degli alleati sui territori Jugoslavi ancora occupati dai Tedeschi.

il Bell P-39 "Airacobra" la caratteristica di questo aeroplano era la posizione del suo motore, subito dietro al pilota, l'elica veniva mossa tramite un lungo albero di trasmissione che collegava l'elica al motore, mentre la parte ant. veniva occupata da materiale bellico tipo cannoni da 20 mm e oltre

Al termine del conflitto il 4°Stormo viene riorganizzato e nel 1946 prende in carico gli aerei bimotore da caccia P-38 “Lightning”, nel 1947 con il trasferimento della sede a Capodichino arrivano i primi ” Mustang”.
Verso la fine degli anni quaranta e inizio anni cinquanta, l’Italia entra nella NATO e iniziano ad arrivare i primi De Havilland ” Vampire” D.H.100, è il primo aereo a reazione impiegato in Italia ed il 4° Stormo lo utilizza come intercettore.

Mustang P-51 del 4°Stormo a Capodichino

il De Havilland D.H. 100 " Vampire" fu il primo jet che equipaggiò le file del 4° Stormo

Verso la metà del 1956, con la riorganizzazione dell’aeronautica il “Quarto” si trasferisce a Pratica di Mare ed avviene la riconversione sui caccia Sabre F-86 E il miglior caccia disponibile del momento, con il quale viene formata la Pattuglia Acrobatica Nazionale.
Ma è nel Novembre del 1962 che il 4°Stormo si trasferisce definitivamente in pianta stabile nel capoluogo Maremmano.

una coppia di SABRE F-86, con insegne del 4°Stormo, sorvolano le alpi

Ma ancora non c’è sosta per lo sviluppo tecnologico, nel 1963 vengono sostituiti gli ormai obsoleti F-86 con i più moderni F-104 e così è il primo reparto a diventare ” Supersonico”, i nuovi cacciatori di stelle, questo sarà il loro appellativo saranno definiti anche caccia ” ognitempo” questo grazie alla tecnologia che portano in dote.

il Lockheed F-104 Starfighter in volo, con questo aereo il 4°Stormo entra di diritto nell'elite degli intercettori.

Arriviamo agli anni settanta e all’Aeroporto Maremmano si presentano i nuovi F-104 “S” migliorati nel motore , nell’avionica e nell’armamento.
La tecnica fa passi da gigante in quegli anni e nel 1985 approda al 4°Stormo il 4° R.V.M. Reparto Manutenzione Velivoli, necessario per la manutenzione dei caccia F-104 ed il 20° Gruppo Addestramento Operativo, dotato di modelli TF-104G e F-104G, un gruppo, il 20°, che vanta importanti tradizioni storiche, costituito nel 1918 a Castenedolo ha operato nel 1940-1941 sulla manica e ancora in Africa Settentrionale, dopo l’armistizio era di base nel sud Italia con i Macchi 202 e 205, successivamente con gli Spitfire.

diedro alare negativo per l'F-104 e pochissima ala, la virata di questo aereo non era agevolissima, ma la priorità era stata data alla velocità di circa 2125 km/h doppia di quella del suono.

La data storica che segna una svolta decisiva nel 4°Stormo è il 16 Marzo 2004, in quella data hanno l’onore di essere il primo stormo ad essere equipaggiato con il nuovo caccia Eurofighter EF 2000 Typhoon, supportato dal neo costituito 904° Gruppo Efficienza Aeromobili.

post bruciatori accesi per l'Eurofighter 2000, la caretteristica configurazione canard gli consenteun'ottima manovrabilità sopratutto alle basse velocità e l'enorme superficie alare offre bassi carichi alari.

Iniziano molti riconoscimenti di elevata professionalità dello Stormo di Grosseto, sia nazionali che esteri. Dal 2010 il 4° Stormo è l’unico reparto operativo ad assicurare la sorveglianza dello spazio aereo centro-nord della penisola Italiana.
La Città di Grosseto è riconoscente a questa formidabile arma di difesa la quale ha offerto ai cittadini maremmani motivi di orgoglio, oltre che un notevole indotto economico.
Naturalmente la tecnologia non si fermerà con gli Eurofighter, ma siamo sicuri che qualsiasi mezzo, in futuro, venga usato per difendere i cieli Italiani, questo mezzo sarà affidato allo Stormo del ” Cavallino”.

Info su Daniele

Salve, pratico l'aeromodellismo dal 1988, dopo aver appreso il pilotaggio rc. con motoalianti, mi sono dedicato ai modelli, prima da acrobazia e poi da riproduzione. Il mio interesse e curiosità verso la progettazione degli aeromodelli, mi spinge a dedicarmi alla realizzazione di riproduzioni in scala progettandoli in proprio. Ancora oggi, dopo molte realizzazioni, continuo a progettarli, realizzarli, collaudarli e metterli a punto con grande piacere e divertimento. Per qualsiasi domanda, non avete che da contattarmi. Ciao. Daniele.
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7 risposte a STORIA del 4° STORMO CACCIA di GROSSETO

  1. Simone scrive:

    bellissimo articolo Daniele, per rinnovare i ricordi del glorioso 4° Stormo Caccia, complimenti.
    mi ricorda una visita, da bambino, alla base durante un’apertura al pubblico: sgattaiolai lontano da mio babbo e mentre tentavo l’arrampicata alla scaletta di uno Spillone un maresciallo mi riprese per la collottola…….che ricordi…..
    Mi permetto una piccola annotazione “storico-nomenclativa” per quanto riguarda il ( non proprio ottimo ) Bell P-39: benche molto spesso, come hai scritto tu, venga usato comunemente il nome Aircobra, la dicitura esatta sarebbe Airacobra.

    • Daniele scrive:

      Meno male che ci sei tu a…correggermi i compiti a casa :)
      Per me era ” Aircobra” alla ” A” non ci ho mai fatto caso.
      Comunque, non usare il condizionale quando le cose le sai, non “sarebbe” ma “è” :)
      A parte questo divago grammaticale, quando mi hanno chiamato per ritirare le foto al 4°Stormo, mi sono goduto una spettacolare acrobazia di un Eurofighter, siamo stati circa 15 minuti a naso in sù.
      Le acrobazie le ha fatte direttamente sulla pista di volo a circa 200mt dal suolo, virate a coltello senza uscire dall’area delle piste sottostanti, passaggi sulla pista sempre a coltello, ha fatto dei passaggi a velocità bassissima con i carrelli estratti e pure bordo di entrata e flap, e viaggiava sulla pista con angolo di attacco di 45° io dico che uno in bicicletta lo avrebbe sorpassato, era quasi fermo in aria ad una altezza di una cinquantina di metri, mai visto cose del genere con un aereo così grosso, eseguiva dei looping a pochi metri da terra ad una velocità imbarazzante tanto era bassa, ha una manovrabilità fuori dal comune, ti dico che ha fatto più numeri in aria lui che quelli con i modelli. A tratti il rumore spariva completamente e anche per vari secondi, poi all’improvviso riattaccava e si vedevano due fiammate dagli ugelli di scarico impressionanti, ma non schizzava via, rimaneva sempre li fermo a roteare sopra il campo. L’atterraggio è stata una formalità, si è presentato sulla pista praticamente fermo, ha appoggiato le ruote ha percorso si e no 10 metri ed ha parcheggiato.
      Mai visto niente del genere, manco con un modello.

      • Simone scrive:

        Ciao Dan, cerco di fare appunti e correzioni solo con molto “garbo”…non mi piace salire in cattedra e fare il professorino ( anche se, da giovane ho fatto ore e ore di lezioni ai ragazzotti di medie e superiori )
        per voi che state lì vicino è più semplice vedere qcosa…anche se, quello che hai descritto non era certamente un pilota “comune”…mi risulta che quel genere di acrobazie siano espressamente e severamente vietate.
        qualche volta avviene anche qua da me di assitere ad eventi di questo tipo, lo spazio aereo è usato per le esercitazioni e capita di assistere a dogfights tra caccia e cacciabombardieri, in particolare qualche mese fa una simulazione di combattimento tra Tornado e F16 ha portato quest’ ultimo sopra casa mia in volo rovescio relativamente basso…..vedevo chiaramente il pilota ! uno spettacolo…

  2. Pregevole la sintesi storica del Reparto; per onore di cronaca devo ricordare che il Quarto è stato costituito in forma provvisoria a Campoformido il 1°giugno 1931, come da voi citato ma il riconoscimento ufficiale avviene il 10 ottobre dello stesso anno quando si trova sulla nuova base dell’aeroporto di Gorizia dove resterà fino al 1941.
    Purtroppo anche la letteratura ufficiale è lacunosa in merito e spesso non cita il periodo goriziano dove il Reparto ha le radici della sua storia.
    Per lo Stormo Gorizia è una pietra miliare e le recenti manifestazioni anche civili (incontro dei sindaci delle due città nel 2011) confermano il legame storico e affettivo.

    Grazie per avermi ospitato e auguro buon lavoro
    Il Segretario
    Renato Cocianni

    • Daniele scrive:

      Ciao Renato,
      ti sono grato per questa specificazione, interventi utili a poter chiarire fatti storici accaduti molto tempo fa, ci fanno molto piacere.

  3. Nando Lucci scrive:

    Sono orgoglioso di averne fatto parte

  4. Nando Lucci scrive:

    Il documentario presentato oggi 7 febbraio alla sala pegaso del palazzo della provincia è veramente meritevole di essere visto.Eccelente sintesi storica

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