TAGLIO ALI IN POLIESTEROLO – Prima parte

PRIMA PARTE- L’ATTREZZATURA

L’uso del poliesterolo espanso nella costruzione degli aeromodelli risale a diverse decine di anni orsono e non sara certo questo mio articolo a portare novita’ nel settore riguardante l’uso di materiali in aeromodellismo.

Ma e’ proprio per questo motivo che RCAeromodellismo non puo’ esimersi dall’annoverare tra i suoi articoli anche questo.

Perche’ usare il poliesterolo innanzitutto……questa e’ la domanda che dobbiamo subito porre sotto esame.

In un aeromodello il poliesterolo puo’ essere usato in maniera parziale o anche totale. Parziale se ci limitiamo al suo impiego nel ricavarne semiali e impennaggi, o totale, come nel caso degli “schiumini” , dove l’aeromodello e’ nella sua quasi totalità ricavato da espanso.

VANTAGGI

La leggerezza, il rispetto delle forme, la rapidita’ di costruzione, la robustezza, la economicita’ sono solo alcune delle qualita’ che invogliano all’uso di questa tecnica.
SVANTAGGI
Di contro possiamo dire che bisogna fare un uso attento dei collanti e dei pesi specifici dell’espanso stesso. Che presenta maggiori difficolta’ in eventuali riparazioni, e non ultimo, il fatto che bisogna dotarsi di una attrezzatura specifica.

Attrezzatura quest’ ultima che ci portera’ via un poco di tempo nella ricerca dei materiali e la costruzione stessa.

MATERIALI

Mi limitero’ a prendere in considerazione il solo poliesterolo espanso in quanto maggiormente usato nel settore aeromodellistico.

Ne vengono commercializzate diverse varieta’ che si distinguono tra loro per la differenza di peso specifico con conseguente diversita’ di aspetto della grana che lo costituisce.

A differenza di quanto si puo’ pensare, piu’ il pol. è leggero e piu’ la grana e’ grande, peggiore e’ il risultato del taglio.

Per uso aeromodellistico e nello specifico, per ali, impennaggi o altro, le grane piu’ usate vanno da 20 a 25 kg/mcubo, in quanto presenta una buona grana con tagli netti e precisi e si puo’ utilizzare per aeromodelli da allenamento come su maxi da acro o riproduzioni. La scelta dell’espanso presenta una certa accuratezza in quanto esistono in commercio prodotti ricavati da riciclaggio che presentano evidenti difformita’ nella qualita’ della grana ( cioe’ le cellette o le sfere alla vista) ed anche nella variazione a zone del colore delle stesse. Caratteristiche queste che possono rivelarsi fatali per improvvise criccature e distacco tra cellula e cellula e addirittura difficolta’ nel taglio a filo caldo.

Il poliesterolo e’ prodotto normalmente in travi con sezione di un metro per un metro e lunghezza sui 4 mt circa.. Sara’ poi’ l’artigiano a sezionarlo a seconda della richiesta dei vari clienti.

METODO DI TAGLIO

Il metodo piu’ usato e’ quello “del filo caldo”. Il principio e’ assai semplice:

Un filo resistivo tenuto costantemente in tensione (sotto tiro cioe’) tramite una struttura ad arco, viene portato ad una determinata temperatura per il passaggio di corrente elettrica.

ATTREZZATURA NECESSARIA PER IL TAGLIO

Sono essenzialmente due gli accessori necessari:

L’archetto e il trasformatore di corrente.

L’ARCHETTO dovra’ rispondere a delle precise caratteristiche quali la rigidita’, la robustezza, l’isolamento, la leggerezza e ultimo, ma non ultimo, il costo. Qualita’ essenziali queste che prediranno il buon esito dei nostri tagli.

Un archetto puo’ essere costruito con varie tipologie di materiali che vanno dal legno, alla lega, all’acciaio. Da esperienza fatta da me e da molti e molti aeromodellisti, le qualita’ sopracitate sono tutte ritrovabili nell’uso del legno come materia prima.

Per il disegno ed il concetto dovremo rifarci alle vecchie seghe manuali da falegname.
                                                 

 
 
 
 
 
        
 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dove vediamo in alto la corda tenditrice con il suo paletto arrotolatore, la barra intermedia con terminali incernierati e in basso la lama.

La apertura dell’archetto sara’ funzione della lunghezza delle semiali che noi vorremo produrre. Nella previsione di un modello con Ap. Al. di 2,50 mt la lunghezza utile del nostro filo di taglio sara’  di 1,20mt.

Questa e’ la foto del mio vecchissimo archetto  ma ancora efficiente

 
 
  Con alcune foto di dettaglio
  

Particolare dell’interrutttore e della partenza di un cavetto sul filo da taglio

  

 
 

 

 

 

L’altro terminale filo da taglio con molla di tensione

 



La molla di tensione superiore

Sorvolo direttamente sull’uso di altri materiali  per la costruzione dell’archetto e passo direttamente alla esposizione di un disegno per la costruzione di un archetto un tantino meno rozzo e piu’ presentabile del mio.

Vedi disegno





Per i montanti e la traversa sara’ utilizzata una barra di legno della sezione di 40x20mm in pino, abete o altro che avrete a disposizione. (ricordate che la leggerezza e’ importante).

 

Trasformatore  e filo da taglio

E’ assolutamente consigliabile non maneggiare cavi o alimentazioni al filo da taglioche portino direttamente la 220V alternata!!

Quindi va da se che dovremo procurarci un trasformatore che riduca la corrente di alimentazione a 12 o 24 V e poco importa se l’uscita in bassa tensione sara’ continua o alternata.

Potremo utilizzare ad esempio un trasformatore 220V /24V a prese multiple capace di erogare da 3 a 6 A su tensioni da 12 a 24V o 10 a 20A su tensioni da 6V.

Reperibile su  Catalogo RS in internet al costo di circa 40 euro.

L’altra possibilita’ e’ quella di usare un carica batterie piuttosto potente con uscite 6-12-24V  con possibilmente anche un regolatore di intensita’ da 6 a 10 A.

Le connessioni al filo caldo saranno realizzate con cavetto da 0.75 a 1.5mmq pe revitare  perdite di carico. Non superare i 2 o 3mt di lunghezza.

Per il filo da taglio e’ consigliabile che sia in Nichel cromo da 0.4 a 0.8mm dia .

Lo schema allegato da’ una idea del circuito da realizzare.

Schema di principio

 

trasformato da me in realta’ circa 35 anni orsono e tutt’ora ben funzionante.

Il trasformatore fu  “reperito” presso la azienda dove lavoravo

Il reostato variabile fu realizzato con materiale “da garage” facilmente reperibile a costo zero .

Le foto e i disegnetti che allego sono abbastanza esaurienti sulla costruzione molto molto rudimentale  ma efficacissima  del mio Reostato.

Viste oggi queste costruzioni possono indurre alla risata, ma riportate la mente a 35 anni fa quando non c’erano certe disponibilita’ . Non esisteva Internet dove andare a cercare informazioni e questi materiali nei negozi  erano disponibili su ordinazione e assai costosi. Per i tempi

Si ricorreva allora all’amico piu’ anziano ed esperto conosciuto, che  nel mio caso era rappresentato da un ex sottufficiale elettromeccanico sommergibilista, ex IIWW,

cresciuto in una MM dove  la parola d’ordine “arrangiarsi” era d’obbligo !!!

Lui mi ha insegnato questo reostato……”tre  chiodi ed un po’ di bachelite”!

Questo amico non c’e’ piu’ adesso ed e’ a lui, Paradisi Etrusco , che dedico con orgoglio questo articolo

L’ultima realizzazione uscita da questo “accrocco” e’ stata l’ala dello Zlin 50, costruito nel 2011 e oggetto di un articolo in questo stesso blog.

Vista esterna del gruppo trasformatore/reostato variabile Dimensioni : 200x150x150mm

Scatola aperta Si vede trasformatore e interno del “reostato” con i collegamenti

Scatola lato cavo 220V

Info su Sergio

68 anni, disegnatore meccanico progettista- Specializzazione in mezzi subacquei. Appassionato aeromodellismo e sottomarini RC. Aeromodellismo dall'eta' di 12 anni e RadioComandato dal 1966. Modelli naviganti di Sottomarini Radioc. dal 1987. Purtroppo, mi sono affacciato ai PC e ad Internet in eta' tale , per cui molte delle mie realizzazioni (dal semplice trainer alle mie maxi riproduzioni) potranno essere presentate solo in foto, gia' terminate e senza un Build Log allegato.
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5 risposte a TAGLIO ALI IN POLIESTEROLO – Prima parte

  1. Michele scrive:

    Veramente un bell’articolo e molto interessante, se avessi avuto sotto mano la componentistica ed un tantino di tempo in più si potrebbe creare anche un taglio a filo caldo con cnc 😉

  2. Daniele scrive:

    Ho visto dei programmi per gestire il taglio del polistirolo, ma quello che effettivamente occorrerebbe, come dici tu, è una macchina CNC per il taglio vero e proprio,magari in futuro… :)

  3. Fabrizio scrive:

    Ciao, vorrei una delucidazione sul progetto della archetto tagliapolistirolo: io lo vorrei fare di alluminio e mi chiedevo se il filo di nickel vuole isolato dal resto della archetto?
    Grazie, fabrizio

    • admin scrive:

      Certo che deve essere isolato.

    • sergio scrive:

      Ciao Fabrizio,
      come ti ha anticipato l’amministratore Daniele, il filo da taglio in NC dovra’ essere assolutamente isolato per evitare cortocircuito.
      Preferendo tu un tubolare in lega leggera, al posto del classico legno, dovrai inoltre tenere di conto, al momento della scelta del materiale per isolare il filo, che questo si scaldera’ , trasmettendo parte del calore alle sue estremita’ e alle viti sulle quali e’ fissato. Sara’ quindi consigliato un materiale che sopporti un po’ di questo calore.
      ciao da Sergio

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