VENTOLE INTUBATE CON MOTORE TERMICO. F-104 ASA. F-16 FALCON. SU-27 FLANKER

il modello del SU-27 FLANKER in stato di avanzata costruzione

Verso la fine degli anni ottanta e durante gli anni novanta, se desideravamo far volare un Jet, oltre al rumorosissimo pulso getto si potevano utilizzare i motori a scoppio due tempi, il mercato ne offriva una certa quantità ed anche in Italia ne venivano prodotti alcuni, primo tra tutti era il ROSSI 90 FAN.

Bisogna dire però, che anche gli OS 91 FAN erano molto performanti e regolari, questo perchè, fu il diretto concorrente del motore Rossi e in quegli anni ricoprì un importante ruolo nella propulsione dei Jet.
Tornando al motore Rossi, si potevano utilizzare i 53 R FAN per modelli biventola, in quanto avendo gruppi ventola più piccoli, erano adatti per riproduzioni di dimensioni generose ma non esagerate, tipo un F-15 EAGLE con dimensioni ala attorno al metro e quaranta e lunghezza di circa un metro e ottanta/ due metri.
Oltre all’ R 53 FAN , la Rossi produceva il 90 R FAN e subito dopo mise in listino il 105 R FAN.

Anche alcune case costruttrici, il Italia, si dettero da fare presentando Kit di modelli Jet veramente belli e performanti, generalmente erano realizzati da stampo in compositi, ma alcune ditte misero in listino anche disegni per la realizzazione di modelli in legno.
Ovviamente i modelli in resina pesavano qualcosa meno e le rifiniture erano ottime, ma alcuni modellisti molto esperti realizzando i modelli in legno ottennero lo stesso degli ottimi risultati.

La propulsione a scoppio, non era il massimo come prestazioni, in quanto diventavano performanti solo quando avevano acquisito una certa velocità e poi la carburazione era sempre critica, fino la punto che si doveva regolarla in volo con un apposito servo.
Anche la difficoltosa messa a punto della risonanza non semplificava le cose, il rumore poi, non era certo esaltante, ma allora era così.
I modelli più in voga, erano i McDonnall Phantom, gli F-16, F-104, F-15, Dassault Mirage, MiG….in tutte le salse, ecc…ecc…
Il sistema di spinta era affidato ad un gruppo ventola/statore generalmente propulsivo, ma erano presenti anche ventole trattive.

Le ventole propulsive erano le Byron e le Gleichauf, mentre la Ramtec era una ventola trattiva e devo dire molto performante, le dimensioni di queste ventole erano da 90mm per motorizzazioni che andavano da 7,5cc a 8,5cc e 125mm per motori da 15cc. Il peso di un modello in ordine di volo, classe 125mm si aggirava sui 5000gr e la spinta statica era di circa 3000/4000gr. Le ventole Byron mostravano più spinta in volo e con velocità superiore alle Gleichauf, ma queste utime avevano maggior spunto in partenza, bruciando la pista più velocemente e avevano una maggior ” arrampicata”, per contro avevano uno statore formato da una quindicina di alette tutte incollate alla corona e questo rappresentava un problema nel momento della messa in moto, che avveniva dal tubo posteriore tramite una prolunga fissata all’avviatore, complice la compessione del motore e a volte l’ingolfamento che bloccava il pistone, questa prolunga sfuggiva alla presa del mozzo del motore e andava a sbattere contro lo statore rompendo sempre quelche aletta, con l’F-16 ( quando aveva la ventola Gleichauf) ho volato più volte anche con la metà delle alette diminuendo notevolmente la spinta. Mentre, le ventole Byron avevano uno statore a 5 alette del tipo monolitico e caricato in fibra e nylon, molto più robusto agli urti. Le Ramtec, anch’esse monolitiche e caricate in fibra e nylon erano del tipo trattivo, cioè il motore era dietro alla ventola, nel flusso d’aria. Questa soluzione mostrava evidenti vantaggi di rafferddamento del motore, mentre per questa conformazione le alette motore di rafferddamento erano dimensionate normalmente, per quelli propulsivi la testa cilindri era dotata di enormi alette di rafferddamento. Complessivamente, le Ramtec inglobavano le migliori prestazioni delle due precedenti.

Una vecchia foto di circa venti anni fà mi ritrae con il fedele F-16 FALCON

Il quel periodo anche io fui travolto dal desiderio di possederne uno e, visto che i costi, anche se non bassissimi, erano ancora abbastanza abbordabili, acquistai uno splendido F-16 FALCON con motore Rossi 90, non ricordo esattamente l’anno, ma comunque all’inizio degli anni novanta.

Essendo pratico solo di modelli ad elica e non avendo idea del tipo di difficoltà che avrei potuto incontrare, fui convinto da alcuni aeromodellisti del gruppo a cui appartenevo, a farlo collaudare e cosi di capire il tipo di volo che avrebbe fatto, ad una persona già esperta di questi modelli, in questo modo effettivamente avrei fatto prima a capire senza mettere a rischio il modello al primo volo.
Ricordo che ci recammo a Roma ed esattamente nella zona “settecamini” dove operava un gruppo aeromodellistico del quale non ricordo il nome, ma ricordo che allora la pista, in asfalto, era nei pressi di una cava.

L'F-16 sulla pista, presso la quale volava abitualmente.

Inizialmente incontrammo qualche difficoltà ad accedere alle strutture, ma subito dopo fummo presentati a un aeromodellista esperto nei modelli a ventola intubata; Maurizio Tuttolomondo.
Assemblammo insieme il modello e dopo alcune prove del motore, lo provò in volo, l’acclerazione sulla pista al momento del decollo, constatò, che era molto più veloce del suo modello dotato di ventola Byron, il mio modello montava un Gleichauf, però in volo la velocità massima era inferiore e costatammo anche che il motore in quota smagrava notevolmente perdendo molti giri ( non avevo installato il servo per la carburazione in volo) vista la scarsa potenza di cui si poteva disporre, il volo si dimostrò subito più difficoltoso del previsto, ciò nonostante, dopo alcune indicazioni mi passò la radio e iniziai a saggiare le doti del modello.

si possono notare le generose dimensioni del modello

Colgo l’occasione per ringraziare dell’assistenza ricevuta, Maurizio Tuttolomondo e tutti gli altri aeromodellisti presenti, fu una bellissima giornata.
Tornato a casa, mi dilettai a provare il modello per molto tempo, tanto che ad un certo punto dovetti sostituire l’accoppiamento cilindro/pistone per averlo ” finito”!

l'unica foto del modello in volo, appena decollato.

L’unico difetto, che personalmete, ho trovato nelle ventole intubate è il problema che si viene a creare nelle ” spente motore” di cui ne sono stato vittima diverse volte e per svariati motivi.
Una volta ferma la ventola, complice la grande presa d’aria si crea un tappo all’interno del condotto dove l’aria entra ma esce molto lentamente causa le alette dello statore e quelle della ventola, quindi il modello non ” sfonda” ma si ferma e perde quota dove si trova, il segreto per tornare in pista è di avere sempre una buona quota e quindi con il modello in picchiata si riesce ad arrivare in pista, il problema nasce quando c’è molto vento, una volta, mentre rientravo con motore spento il vento contrario mi fece fermare il modello in aria, la grande massa d’aria che investiva il modello lo manteneva governabile, ma no potevo “picchiarlo” per aumentare la velocità e cercare così di rientrare in pista, perchè subito sotto c’erano degli alberi.
Bè…..feci scendere il modello fin sopra le piante e lì lo appoggiai, dovemmo ricorrere ad una scala per recuperare il modello sano e salvo, incredibile!
Oggi, questo problema è in parte superato grazie a nuove tecnologie, di cui non disponevamo in quegli anni, mi riferisco sia ai motori elettrici a cui si può mantenere in ” folle” l’albero ( indotto) e quindi permettere alle pale di girare e quindi di non opporre resistenza all’avanzamento con motore spento, sia agli accumulatori elettrici.
Solo cinque anni fa non erano disponibili i nuovi tipi di accumulatori LI-Po in grado di erogare potenze notevoli e sopratutto di immagazzinare notevoli quantità di energia in poco peso e spazio.
Forse, non mi fossi disfatto dei miei modelli a ventola, oggi avrei potuto riconvertirli elettrici, ma con il senno di poi siamo tutti bravi e poi, personalmente, penso che ogni cosa ed oggetto debba appartenere al proprio tempo.
Quello che trovo strano, è il fatto che un tempo si utilizzavano modelli di una certa importanza e imponenza, mentre adesso i Jet a ventola intubata, per la maggior parte sono in materiale volgare, cioè l’espanso, volgare perchè usato per tutta la stuttura del modello e non solo per particolari, che in quel caso diverrebbe nobile. Ma sopratutto di piccole dimensioni, generalmente vengono usati modelli di un Kilogrammo di peso e ventole attorno ai 50/70mm.
Alcune persone che usano i Jet elettrici, hanno il complesso di essere ” figli di un dio minore” ma questo complesso se lo sono costruito da soli, forgiando una disciplina che li vede impegnati in ” giocattoli” più che in aeromodelli degni di rispetto.
Delegando l’uso quasi esclusivo a modelli in espanso e mal rifiniti, le ventole intubate sono state obbligate a cedere lo scettro del rango quale gli spettava, alle più performanti turbine.
E questo, non per le diverse motorizzazioni, ma solo per il diverso utilizzo su diversi modelli.
Oggi i Jet elettrici a ventola intubata sono sinonimo di ” giocattolo” e questo grazie alla grande diffusione voluta dalle case costruttrici, tutelando i propri interessi.

SU-27 FLANKER vista anteriore, si nota la coppia di ventole Byron già installate

Info su Daniele

Salve, pratico l'aeromodellismo dal 1988, dopo aver appreso il pilotaggio rc. con motoalianti, mi sono dedicato ai modelli, prima da acrobazia e poi da riproduzione. Il mio interesse e curiosità verso la progettazione degli aeromodelli, mi spinge a dedicarmi alla realizzazione di riproduzioni in scala progettandoli in proprio. Ancora oggi, dopo molte realizzazioni, continuo a progettarli, realizzarli, collaudarli e metterli a punto con grande piacere e divertimento. Per qualsiasi domanda, non avete che da contattarmi. Ciao. Daniele.
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3 risposte a VENTOLE INTUBATE CON MOTORE TERMICO. F-104 ASA. F-16 FALCON. SU-27 FLANKER

  1. sergior90 scrive:

    Bellissima ed interessante esperienza la tua, con le ventole intubate. Io questo tipo di esperienza non l’ho avuta direttamente…..ma ne ho viste e scuriosate abbastanza. Rimane di fatto che lo stesso concetto continua ad esistere anche se i motori a scoppio sono stati sostituiti da motori elettrici altamente performnti. “l’urlo” che emanano al massimo dei giri e’ davvero impressionante.
    Niente da eccepire sulle belle costruzioni che hai eseguito. Gia’ si vedeva la stoffa del progettista!!

  2. MARCO scrive:

    ciao. ho letto con ammirazione questo blog. Anche io la penso come te riguardo al modellismo. Il vero modellismo è quello che va dalla progettaziona alla messa a punto del modello, contemplando al suo interno la costruzione. Quello che vedo anche io nei campi di volo non mi piace affatto. Il compra&spendi non è la mia filosofia di modellista. Dalle mie parti va forte anche il volamale, che se fatto con modelli di 20 anni fa sai le buche a terra. Personalmente non ho più tanto tempo da dedicare alla costruzione ma ho tante idee per la testa. Una delle tante è proprio riproporre un modello a ventola termica! Un caro saluto
    Marco78

    • admin scrive:

      Ciao Marco, sono contento che ti piaccia l’impostazione di questo sito e anche che tu abbia le idee chiare sul modellismo in generale e comunque, poi, ognuno è libero di svolgere tale attività come meglio crede.
      Visto che hai abbastanza pratica con l’aeromodellismo, potresti dedicarti a diffondere le tue idee e esperienze su questo sito, apprezziamo i collaboratori.

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