GESTIONE COSTRUTTIVA PER AEROMODELLI

Come abbiamo avuto, più volte, occasione di scrivere nei nostri articoli indirizzati ai neofiti della costruzione aeromodellistica vogliamo, adesso, dare delle indicazioni mirate alla gestione di una realizzazione che sia questa, una riproduzione o più semplicemente un modello da divertimento.
Più o meno, tutte le persone che si dedicano alle costruzioni in proprio hanno acquisito una conoscenza generale e quindi, per questo, sono sicuri che il successo sia dietro l’angolo, almeno per quanto riguarda il progetto, l’incidente di collaudo, invece, è un’altra cosa che può dipendere da molti fattori non ultima causa…l’apprensione di distruggere qualcosa che ha richiesto molto impegno e molte ore di lavoro.
Tornando alla gestione di una realizzazione di aeromodello costruito in proprio, è necessario creare una “scaletta” di lavori, ben programmata e ordinata.
Naturalmente, non finiremo mai di ripetere che è fondamentale avere le idee chiare su cosa fare, abbiamo visto molti progetti prendere forma e poi naufragare miseramente perché in corso d’opera le idee tendevano a confondersi, passando da una soluzione costruttiva ad un altra con la velocità della luce e poi ancora ritornare indietro per modifiche dell’ultimo momento ed infine continuare nell’errore pur riconoscendolo e questo perché ormai stremati dagli innumerevoli tentativi di modifiche, confidando in un collaudo miracoloso, anche se in cuor vostro sapete che quel dato modello finirà, nella migliore delle probabilità, in un non precisato angolo lontano dalla vostra vista.
Quindi, per non perdere; tempo, denaro e, cosa più importante, la fiducia in voi stessi nonché la “ dignità” aeromodellisticamente parlando, gestite come si deve la vostra costruzione.
Una volta deciso il modello da realizzare o riprodurre, se si tratta di una riproduzione e dopo aver iniziato i lavori, sappiate che non è possibile tornare indietro, l’unico modo per cambiare progetto è gettare, tutto quello che avete fatto fino adesso, alle ortiche e ricominciare.
Chiarito questo aspetto fondamentale, possiamo addentrarci nell’acquisizione di materiale utile per il progetto.
Fondamentali sono: trittici, disegni, fotografie, documentazione storica e quant’altro possiamo procurarci, esaminare bene tutto il materiale e decidere il livello di riproduzione a cui vogliamo arrivare, tenendoci sempre aperte alcune “porte”, cioè realizzare una struttura che può ospitare determinati accessori, il fatto che poi li metteremo oppure no, potremo deciderlo in seguito.
Adesso la documentazione è completa e le idee sono chiare, possiamo procedere al progetto, abbiamo la possibilta di avvalerci di disegni costruttivi ( reperibili su internet se liberamente scaricabili o acquistabili ) altrimenti possiamo procedere alla realizzazione del progetto in proprio.
Nel primo caso, assicuratevi che il disegno sia in scala e che non ci siano delle incongruità, assicuratevi anche se le dimensioni sono in millimetri oppure pollici.
Nel secondo caso, la libertà di manovra è molto più ampia e la scelta quasi illimitata, essendo voi a decidere quale modello riprodurre, naturalmente il progetto deve essere realizzato con criterio e non mi addentrerò nella progettazione poiché è una questione che esula dal concetto di questo articolo, mirato esclusivamente alla gestione costruttiva.
In entrambi i casi ( disegno o progetto proprio) dobbiamo tener conto del dimensionamento strutturale e dell’approvvigionamento del materiale, quindi decidete, eventualmente con dati alla mano, oppure seguendo e ricontrollando il disegno, considerate sempre la possibilità di errori di trascrizione o dimenticanze dell’autore.
E’ buona norma controllare sempre la reperibilità dei materiali prima di iniziare il lavoro ed anche in fase di progetto usate sempre legname facilmente reperibile, sostituendolo in dimensioni ad un precedente tipo di legname, molto importanti sono anche gli spazi a disposizione, per esempio se in un dato posto abbiamo difficoltà ad inserire una determinata misura, prevediamo allora una misura inferiore con un prodotto dalle caratteristiche meccaniche uguali in totale, un esempio molto chiaro accade nei piani di quota e direzionale, superfici relativamente piccole e con spessori limitati.
Da non sottovalutare la resistenza che questa appendice può avere, specialmente in modelli con bracci di leva posteriori notevoli in manovre troppo rapide e con un conseguente aumento esponenziale di “G”.
In questi casi è opportuno inserire listelli di resistenza ( longheroni) di piccole dimensioni e questo per permettere che le sottili centine possono alloggiare i longheroni, senza andare da inficiare sulla struttura stessa della centina.
Siamo tutti d’accordo che in coda la leggerezza è una parola d’ordine, ma dobbiamo anche realizzare una struttura che, per il suo basso spessore non possa presentare zone critiche, quindi piccoli listelli con misure da 3X3, 4X4, 5X5, a secondo del caso, del modello e dalle dimensioni che quest’ultimo presenta, possono essere sostituiti dai classici listelli in balsa con abete/pino ed aggiungendo delle piccole solette in balsa, rispettando il senso della venatura obbligatoriamente verticale, possiamo creare dei veri e propri longheroni scatolati dalla resistenza notevole e con minimi ingombri specialmente nelle estremità dove la rastremazione spesso potrebbe creare problemi di ingombro, naturalmente è sempre consigliabile realizzare la parte terminale con blocco di balsa da sagomare adeguatamente, in modo da mantenere una dimensione accettabile per l’ultima centina.
Anche per il rivestimento dei piani di coda, abbiamo qualche parola da spendere, anche in questo caso, siamo tutti d’accordo nel mantenere il minimo spessore indispensabile, poiché è noto a tutti che la funzione di questo materiale è “quasi” solo aerodinamica ( questo comunque solo nel caso non si decidesse di realizzare un rivestimento lavorante), ho specificato “ quasi” poiché possiamo avere la possibilità di una resistenza mista e cioè longherone+rivestimento lavorante.
Naturalmente possiamo anche realizzare un rivestimento in tela o termoretraibile, con la dovuta struttura di sostegno e irrigidimento.
Tornando, invece, al rivestimento in balsa, gli spessori sono in funzione alle dimensioni del modello, ma potremmo trovarci davanti a qualche problema applicando le classiche tavolette di balsa, infatti non sempre è corretto incollare tavolette di spessori troppo bassi, generalmente su modelli medi, 1,5 mm di spessore potrebbe essere un valore accettabile ma dobbiamo tener conto della diminuizione dello spessore percentuale della centina, visto che lo spessore del rivestimento lo sottrae e quindi relative difficoltà di inserimento listelli per longheroni e poi dobbiamo tener conto della carteggiatura finale dei piani di quota al fine di togliere eventuali imperfezioni, ondulamenti ecc..e questo porta ad una diminuizione dello spessore del rivestimento, a volte molto sensibile, visto che la balsa è molto tenera e quella poi per il rivestimento delle velature è del tipo più leggero e morbido, alcuni punti potrebbero assottigliarsi pericolosamente ed al limite dello sfondamento anche con una leggera pressione delle dita, quindi, a volte è preferibile usare uno spessore leggermente più alto, tipo 2 mm, in modo da avere un margine di lavorazione più alto. Oltre tale misura, si potrebbero presentare problemi di curvatura e comunque 3 mm sono decisamente sconsigliabili.
Tutto questo vale anche per ali e fusoliera, quest’ultima poi è soggetta a fasi di carteggiatura molto più intense e quindi almeno 2,5 mm di rivestimento si rendono indispensabili, mantenendo così una rigidità ottimale anche dopo una energica carteggiatura.
Queste accortezze migliorano la lavorazione del modello, evitando di fare delle riparazioni già in corso di costruzione.

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3 risposte a GESTIONE COSTRUTTIVA PER AEROMODELLI

  1. Matteo Guerra scrive:

    Inanzitutto complimenti per il lavoro che fate in questo sito davvero bellissimo .
    Sono un recente appassionato dell aereomodellismo dinamico. Ho iniziato con piccole costruzioni d’alianti da lancio non rc molti anni fa.Ora che mi sono riavvicinato da tre anni al mondo del modellismo, con vari modelli usati,vorrei iniziare una costruzione per passare da semplice pilota a modellista. Sicuramente c’è più gusto nel far volare una propria creatura che uno dei tanti più o meno pronti al volo!
    Sto cercando un kit semplice da costruiree abbastanza completo ( se possibile con nacca motore e capottina pre fatte) con dimensioni 1.5m 1.8m. motorizzazione possibilmente benzia per riutilizzare i motori che gia possiedo. Ho visto che avete moltissimi modelli e kit ma non se so giudicare la complessita costruttiva, per cui chiedo un consiglio a voi che certamente avete piu esperieza in questo campo.
    Cordiali saluti Matteo

    • Daniele scrive:

      Ciao Matteo e grazie per i complimenti, non conosco il tuo livello di pilotaggio e neanche quello costruttivo, i kit che noi offriamo hanno una difficoltà costruttiva medioalta, ma non difficile e poi con l’assistenza che offriamo sulla costruzione passo passo non dovresti trovare grandi difficoltà, se hai grande volontà e un minimo di abilità.
      Mentre non so, una volta terminato se hai capacità di pilotaggio di modelli ad ala bassa e riproduzioni, molto più impegnativa di un aliante da addestramento. In quest’ultimo caso, purtroppo non possiamo esserti di aiuto ma ti dovrai appoggiare a qualcuno al tuo campo volo.
      Kit, delle dimensioni da te indicate, c’è il Macchi 202, ma anche il Caproni AP-1 potrebbe andare bene, molto più facile da pilotare.

      • Matteo Guerra scrive:

        Grazie mille per la così veloce risposta!
        Come abilita di volo non credo d avere grandi problemi ho iniziato da circa 3 anni a volare facendo la normale gavetta dall’ala alta ad un calmato ala bassa. E in ogni modo posso contare su un buon appoggio per i collaudi preliminari al campo volo che frequento.
        Come abilita costruttiva ho costruito solamente da progetti molto semplici alianti non RC.
        Volontà tanta i lavori manuali mi piacciono molto e sono un ottimo modo per rilassarsi. Ho guardato i 2 modelli che mi hai proposto e direi che il macchi 202 è quello che più mi attira. Cortesemente mi potresti inviare cosa contengono i vari kit ed il loro costo in modo da potermi rendere conto della spesa complessiva e di cercare i materiali necessari alla costruzione prima di iniziare la stessa per non bloccarmi a metà per mancanza di qualche materiale. Nel frattempo cercherò qualche altra informazione su questo pezzo di storia italiana.
        Grazie ancora per la risposta!
        Cordialmente Guerra Matteo

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