ALA DI ROGALLO

Francis Melvin Rogallo, laureato in Ing. Aeronautica alla Stanford University nel 1935, è stato l’inventore dell’omonima ala, “Ala di Rogallo”.
Con l’idea di realizzare un velivolo a basso costo e quindi alla portata di molti, arrivò alla conclusione che tutto il problema doveva risolversi nell’ala e dopo vari tentativi ideò e provo un’ala che a secondo del suo impiego poteva diventare un paracadute oppure un’ala.

Questa ala era formata da 3 tubi in acciaio convergenti e intelaiati con un telo autogonfiabile dalla corrente d’aria che ne percorreva l’interno.
Una volta gonfia, questa struttura, mostrava la forma in sezione di due coni affiancati e Rogallo ne provò la funzione come veleggiatore con piccoli carichi sospesi e come aquilone.
Questa configurazione fu sottoposta agli studi della NACA, National Advisory Committee for Aeronautics, dove Rogallo lavorava, trasformata poi in NASA.
Nel 1957, con l’inizio dei voli spaziali, l’interesse verso una struttura per riportare a terra, nel caso degli Americani in oceano, le navicelle spaziali, la NASA investì un’ingente somma nello sviluppo dell’ala di Rogallo, in quanto era interessata alla funzione di paracadute ma anche ad una funzione di volo in planata per portare la navicella nel punto stabilito.

Furono effettuati anche studi e prove in volo di un sedile eiettabile sui Jet, dotato di un paracadute con ala di Rogallo, questo per dare la possibilità al pilota, dopo essersi lanciato, di poter allontanarsi dal luogo dell’abbattimento.
Venne anche dimostrato in volo, che un elicottero pesante poteva trainare un veleggiatore dotato di ala di Rogallo e questo veleggiatore poteva sostenere un carico di circa 8 tonnellate!
Purtroppo tutti questi studi non ebbero i risultati sperati e comunque non ci fu un grande interesse delle forze armate e presto l’ala di Rogallo venne abbandonata.
Rogallo, però, non si diede per vinto e continuò a proporre la sua idea, sopratutto continuò nell’idea principale e cioè poter offrire a basso costo il volo a tutti gli amanti del volo.

A questo proposito si inserì la società Ryan e nel 1961 collaudò un modello dotato di ala Rogallo e con appeso una cabina di pilotaggio dotata nella parte posteriore di motore termico, era nato il primo ultraleggero e fu denominato ” Flex Wings ” ( ala flessibile).
Gli Ing. della Ryan, risolsero brillantemente il problema di manovra il velivolo dotando di cavi la struttura alare e tramite un maniglione centrale il pilota poteva intervenire per variare l’assetto in picchiata o cabrata e per virare.
Questo tipo di ultraleggero, dotato di cabina confortevole chiusa nella parte inferiore e con un piccolo parabrezza, motore termico, controllo del volo tramite cavi fissati all’ala Rogallo, è stato il capostipite degli attuali ultraleggeri e ancora oggi possiamo osservare questo modello volare.

Sicuramente vi sarà capitato di osservare motoscafi che trainano degli alianti o vele, con sotto appeso il pilota, bene, l’ala di Rogallo inizialmente era stata studiata proprio per quel compito, trasportare del carico, poi seguendo una evoluzione e grazie sopratutto a collaudatori senza alcun senso del pericolo, siamo poi arrivati a trasformare l’ala di Rogallo in un vero e proprio mezzo volante autonomo.

Questa ala, però, nascondeva un’insidia molto pericolosa, l’unico mezzo per sostenere in volo tutta l’aerodina, era mantenere gonfia e in modo costante la
velatura assicurata dal traliccio e questo si poteva avere solo con un volo rettilineo senza condurre manovre ardite, ma sarebbe bastata una turbolenza o un’improvvisa picchiata per imperizia del pilota, o una manovra acrobatica, per mettere in crisi la velatura, sgonfiandola, l’aerodina sarebbe precipitata con assetto picchiato e non ci sarebbe stato alcun modo per rigonfiare la velatura e tutto quello che avrebbe fatto la tela di rivestimento, sarebbe stato sbattere contro i tubi del traliccio.
Solo negli anni 70′, grazie ad una semplice intuizione, vennero applicati dei profili in lega di alluminio al profilo della vela, in modo da mantenere sempre e costantemente la forma della vela come fosse gonfia e quindi fu scongiurato il pericolo di afflosciamento della tela e quindi dell’ala di Rogallo.
In aeromodellismo, questa soluzione, tecnica è stata molto usata, in particolare per modelli lenti e dal volo molto veleggiato, questo nel video ne è un esempio.

VIDEO ALA DI ROGALLO

Questa voce è stata pubblicata in Storia e Aerofilatelica e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

Una risposta a ALA DI ROGALLO

  1. Luca scrive:

    Interessante e bello.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *