“LADY BE GOOD” L’AEREO FANTASMA

Il ” Lady be Good ” B-24 Liberator era arrivato in Libia verso la fine del Marzo 1943, nuovo di fabbrica e fu assegnato al 376° gruppo, il suo numero di identificazione, il “64”, fu dipinto nella parte anteriore della fusoliera come era di uso.
Il Lady be Good fu scelto, assieme al suo equipaggio ed ad altri tredici B-24 Liberator per una missione di bombardamento su Napoli prevista per il 4 Aprile 1943.

Verso le 15 del 4 Aprile l’equipaggio del B-24 N° 64 :
Primo luogotenente William J. Hatton – pilota – Whitestone, Stato di New York
Secondo luogotenente Robert F. Toner – copilota – North Attleborough, Massachusetts
Secondo luogotenente D.P. Hays – navigatore – Lee’s Summit, Missouri (il nome era composto solo dalle due lettere, per cui veniva riportato anche come “Dp”)
Secondo luogotenente John S. Woravka – bombardiere – Cleveland, Ohio
Sergente tecnico Harold J. Ripslinger – motorista – Saginaw, Michigan
Sergente tecnico Robert E. LaMotte – operatore radio – Lake Linden, Michigan
Sergente Guy E. Shelley – armiere – New Cumberland, Pennsylvania
Sergente Vernon L. Moore – armiere – New Boston, Ohio
Sergente Samuel R. Adams – armiere – Eureka, Illinois,
decollò per ultimo e si attardò ulteriormente per le pessime condizioni meteo, una volta in volo causa la bassa visibilità non riusci a riunirsi alla formazione principale e proseguì la missione in solitario.
Dopo alcune ore di volo nove B-24 furono costretti a rientrare per la scarsa visibilità e le pessime condizioni meteo, mentre quattro aerei proseguirono verso Napoli, a notevole distanza anche Lady be Good tentava di concludere la missione.
Quando i quattro B-24 superstiti raggiunsero finalmente Napoli alle 19.50 e non poterono far altro che constatare l’impossibilità di sganciare il carico bellico, la visibilità sull’obbiettivo era zero, dopo due passaggi decisero di recarsi sull’obbiettivo secondario, ma anche su questo bersaglio solo due B-24 riuscirono a sganciare le bambe, gli atri due furono costretti a scaricare il loro carico in mare e quindi rientrare alla base.

Il Lady be Good, giunse in ritardo sull’obbiettivo, non si hanno notizie se riuscì a sganciare il carico bellico sull’obbiettivo, ma da una comunicazione avvenuta verso mezzanotte con la base di provenienza, il comandante del Lady be Good affermò di avere problemi con il radiogoniometro e chiedevano la posizione, ma non fu chiaro se ricevettero la risposta.
Da quel momento, del Lady be Good non se ne seppe più nulla, nonostante le accanite ricerche effettuate dall’aviazione Americana.
Il Lady be Good ed il suo equipaggio sembrava scomparso nel nulla.
Solo nel Novembre del 1958, un gruppo di ricercatori petroliferi individuò i resti di un quadrimotore Americano nel deserto del Calanshio, uno dei più grandi deserti sabbiosi, informarono le autorità della base aerea Wheelus e dopo alcuni mesi ricevettero un’altra segnalazione da altri ricercatori di giacimenti su quel territorio, solo nel Maggio del 59′ fu inviata una spedizione di ricerca sul luogo del disastro.

L’aereo si presentava con la coda spezzata in due, ma per il resto era perfettamente integro semiaffondato nella finissima sabbia del deserto, le mitragliatrici erano perfettamente in ordine e la radio apparentemente funzionante con una batteria sostitutiva, l’unica cosa che mancava, oltre ai paracadute, era l’equipaggio, non c’era traccia di corpi, ne sull’aereo ne nei dintorni, probabilmente se ne erano andati oppure, cosa più probabile, si erano lanciati e l’aereo miracolosamente era atterrato da solo strisciando sulla sabbia limitando i danni e dall’elica piegata di un solo motore si poté supporre che quel motore era in funzione al momento dell’atterraggio avvenuto con danni tutto sommato lievi.

Furono trovati a bordo anche delle razioni di cibo e acqua e questo per la spedizione di recupero non fu una buona scoperta, poiché il punto dove si trovava l’aereo era a circa 440Km nell’entroterra Libico e quasi tutto desertico, quindi le probabilità di sopravvivenza molto scarse senza una buona scorta di acqua e cibo.
Agli inizi del 60′ l’esercito Statunitense aprì una ricerca formale per L’equipaggio del Lady be Good, le ricerche portarono alla scoperta di cinque corpi e tracce di altri tre che si incamminavano verso Nord, ma di quest’ultimi, nonostante le intense ricerche non fu possibile trovare i corpi, forse inghiottiti dalla sabbia nelle frequenti tempeste.
La notizia del ritrovamento dei cinque corpi destò molto scalpore negli Stati Uniti, tanto da promuovere nel 60′ un’operazione di ricerca per gli altri corpi, congiunta tra Aviazione ed Esercito, chiamata ” Operazione Climax ” e fu impiegato un C-130 Hercules e due Elicotteri H-13 per setacciare l’area interessata.
A ritrovare il corpo di uno dei dispersi furono dei ricercatori Inglesi, anch’essi in zona, avvisarono subito il comando di ricerca e nella zona fu inviato un elicottero che continuò le ricerche e fu ritrovato un altro corpo.

Verso Luglio le ricerche furono completate e si concluse ” l’Operazione Climax”, nell’ Agosto del 60′ un gruppo di ricercatori Inglesi, trovarono il terzo corpo e fu recuperato dall’ U.S. Air Force.
Sul corpo del Copilota Robert Toner, fu trovato un diario, nel quale era descritto parte dell’accaduto, del mancato contatto con la base e l’errore di volare oltre la costa Libica, le sofferenze del viaggio attraverso il deserto e come, dopo essersi lanciati con il paracadute, si riunirono con l’aiuto di bengala di segnalazione ad esclusione del Bombardiere John Woravka probabilmente morto nell’impatto con il suolo.

Nella convinzione di essere vicini alla costa, si incamminarono verso Nord e spesso erano caduti nell’inganno di vedere la costa e il mare, ma si trattava solo di visioni e miraggi, abbandonarono parte dei vestiti e giubbotti di salvataggio lungo la strada con lo scopo di facilitare il lavoro agli eventuali soccorritori, purtroppo non sapevano che il quadrimotore era atterrato senza danni rilevanti e che si trovava a poco più di un centinaio di km e con a bordo viveri e sopratutto una radio funzionante, però avevano scelto di andare a Nord rispetto a Sud, perché avevano capito, probabilmente, che l’oasi di El Zighen era di poco più lontana della costa, quindi dovevano sapere la loro posizione.
Solo dopo quasi vent’anni, il mistero dell’aereo fantasma ” Lady be Good ” fu svelato e parte dell’equipaggio trovò finalmente la pace della sepoltura.

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2 risposte a “LADY BE GOOD” L’AEREO FANTASMA

  1. Mattia scrive:

    Davvero molto interessante questa storia, vorrei sapere da dove è stata tratta e se esistono libri con queste testimonianze o simili..

    saluti

    Mattia

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