RITIRO DEL TEAM RUSSO DAL MONDIALE DI F4 SVOLTOSI IN FRANCIA

Le gare sono sempre motivo di stress per tutti i partecipanti, se poi pensiamo ad una gara valevole per il campionato del mondo, allora lo stress può anche diventare paranoia.
Il livello dei modelli, sia in F4C che in F4H è altissimo e quindi diventa sempre più difficile, anche per i giudici, avere un quadro completo e obiettivo della situazione e sopratutto delle finiture dei modelli nonchè dei voli, ma quello è il loro mestiere e non dovrebbero sbagliare, o comunque rimanere coerenti con decisioni già prese, altrimenti è facile pensare, anzi risulta certo, che qualcuno ha sbagliato giudizio, se non adesso allora prima.
Al concorrente Russo, Vitaly Robertus sono stati inizialmente presi per validi alcuni lavori effettuati sul proprio modello, ricevendo una valutazione statica che gli ha permesso di risalire fino alla 3° posizione poi, i giudici, ripensandoci, hanno modificato il loro giudizio penalizzando la votazione appena effettuata e portandola da 9 punti a 5 punti.
Quindi facendo cadere indietro nel punteggio finale il concorrente Russo.
Le motivazioni dei giudici sono che le parti realizzate con attrezzatura CNC non possono pendere un voto alto alla voce ” Craftmanship” ( qualità di costruzione ).
Lo YAK130, a questo punto è piombato al 13° posto nella valutazione statica.
Il concorrente Russo ha subito presentato ricorso, ma non è stato preso in considerazione dai giudici ed a questo punto la drastica decisione del Team Russo di ritirarsi e venerdì hanno abbandonato l’aerodromo dove stavano gareggiando.
Ovviamente questa storia non sarà senza conseguenze, anche perché sembrerebbe che il Team Russo abbia presentato anche un secondo reclamo, contro il concorrente Francese Marc Levy, anche in questo caso sembrerebbe che il modello presentato da Marc Levy, il Fouga Magister, provenga da un kit esterno ed estraneo al lavoro dello stesso Levy.
Purtroppo per il Team Russo, anche questo ricorso non ha avuto esito positivo per loro, essendo stato respinto dai giudici.
Sicuramente la questione è più complessa di quello che sembra e, ce ne possiamo rendere conto osservando il modelli presenti, con finiture e tecniche costruttive impensabili solo pochi anni fa.
D’altra parte è una gara di “alta tecnica” e adesso cosa vorrebbero fare, un passo indietro?
Tutto è possibile, ma si potrebbe correre il rischio di snaturare la vera ragione di questo campionato, ovvero raggiungere la massima espressione riproduzionistica .
Forse una o due categorie non bastano più, forse ne occorrono altre, dove ognuno può trovare la giusta dimensione, altrimenti liberalizzare le regole e vinca…chi??
Non lo sappiamo.
Un’altra occasione mancata, è stata l’assenza di concorrenti nella nuova categoria F4J.
Questa categoria, come già spiegato, permette di concorrere con un modello realizzato da un costruttore specifico e pilotato da un’altra persona, crediamo fermamente che questa sia una categoria che avrà un sicuro futuro, poter mettere insieme il miglior pilota con il miglior costruttore offre sicuramente un netto vantaggio sulla qualità finale, essendo ormai noto che un ottimo pilota non sarà mai anche un ottimo costruttore, entrambe le discipline hanno bisogno di allenamento, ricerca e comunque di potergli dedicare il più tempo possibile.
Tornando, invece, alla F4C, è impensabile che tali modelli possono essere costruiti interamente da un’unica persona, pensiamo invece che dietro ci sia il lavoro di un’intera squadra di tecnici, le differenze che si possono notare tra un modello ed un’altro, fanno pensare proprio questo.
Naturalmente ogni campionato detta le proprie regole, altrimenti non si spiegherebbe come lo YAK 130 osannato e vincitore di altri trofei, si ritrovi inesorabilmente indietro in quest’altra gara, ma è anche vero che il modello è sempre lo stesso…e allora?
Personalmente ritengo che l’uso di tecnologia avanzata è un buon input per fare sempre meglio e svilupparsi, quindi sono favorevole all’uso di lavorazioni a controllo numerico, questo ovviamente se vogliamo un prodotto sempre più performante.
Da notare che all’inizio sembra sempre una tragedia, adattarsi a nuovi sistemi, ma dopo un pò rientra tutto nella normalità, basta pensare ai modelli Jet, oggi diventati di uso comune, grazie anche ai prezzi dei loro accessori che sono sensibilmente scesi e all’affidabilità notevolmente salita.
Fino adesso abbiamo parlato solo di tecnica, però non vorremmo ci fosse anche dell’altro, sicuramente i giudici avranno svolto bene il loro lavoro, ma si sa, sbagliare è facile, lo abbiamo visto anche nelle partite di calcio!

Ritengo anche, che un atteggiamento più comunicativo e aperto dei bravi costruttori, che continuamente si adoperano nel realizzare riproduzioni, possa portare ad un tramandarsi dell’arte che con tanta fatica è stata accumulata e con l’aiuto delle nuove generazioni è possibile svilupparla ulteriormente.
Restare chiusi nelle proprie convinzioni, non condividere le proprie idee, costruire con la massima gelosia, porta solo alla fine di questa disciplina, solo che poi, magari, scarichiamo la colpa sulle nuove generazioni che riteniamo prive di valori.
Ma a questo punto, chi è veramente privo di valori?

Info su Daniele

Salve, pratico l'aeromodellismo dal 1988, dopo aver appreso il pilotaggio rc. con motoalianti, mi sono dedicato ai modelli, prima da acrobazia e poi da riproduzione. Il mio interesse e curiosità verso la progettazione degli aeromodelli, mi spinge a dedicarmi alla realizzazione di riproduzioni in scala progettandoli in proprio. Ancora oggi, dopo molte realizzazioni, continuo a progettarli, realizzarli, collaudarli e metterli a punto con grande piacere e divertimento. Per qualsiasi domanda, non avete che da contattarmi. Ciao. Daniele.
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