SOLO RIFLESSIONI

Come da titolo, vorrei solo riflettere.
Su cosa?
Iniziamo da cosa è effettivamente accaduto al recente Campionato del Mondo di F4C e F4H, e non mi riferisco solo agli incresciosi fatti di cui il Team Russo è rimasto coinvolto e questo indipendentemente dal fatto che abbiano ragione oppure no, ma anche a come si sono svolte le gare e quale era il livello di organizzazione generale e non ultimo, quale conforf è stato offerto a tutti i concorrenti.
Riferendomi ai fatti che hanno coinvolto la squadra Russa, più o meno ne sono a conoscenza quasi tutti, potete eventualmente rileggerli su queste pagine in un altro nostro articolo, vorrei capire cosa è accaduto effettivamente.
Tutti sanno della difficile situazione politica Russa, di cosa sta accadendo in Ucraina, specialmente sul confine tra Russia e la zona di Crimea e, purtroppo sappiamo anche cosa è accaduto al volo Malese che, incredibilmente, si trovava a sorvolare proprio quella zona.
Posso capire il risentimento verso certe azioni, verso un certo popolo, verso delle persone ritenute colpevoli a torto o a ragione, ma quello che non posso capire è il metro di giudizio usato.
Chi è colpevole, in che misura e perché.
Siamo noi capaci, con le poche informazioni che ci vengono messe a disposizione e spesso contraffatte ad arte da chi di interessi se ne intende davvero, di poter giudicare, di poter pensare chi ha diritto e chi no!
Se ci riflettete bene, la risposta è sempre la stessa.
No!
Quindi, alla luce di tutto questo, ritengo che una squadra sportiva che viene invitata e si presenta ad una gara valevole per un mondiale, in questo caso di F4C e F4H e, appartiene ad un momento storico delicato come quello tra Russia e Ucraina, debba necessariamente ricevere delle attenzioni particolari, questo anche per l’incolumità fisica della squadra, in questo caso Russa, che di persone circostanti ed estranee.
Come misure precauzionali di sicurezza, temo ne siano state prese poche.
Passiamo invece alla gara ed al suo svolgimento, evidenzierei il solerte lavoro svolto dai giudici nell’evidenziare una “ mancanza” della squadra Russa, inizialmente fissano un certo punteggio, poi ripensandoci, lo abbassano.
Le motivazioni sono, evidente errore nella valutazione statica da parte dei giudici che erroneamente hanno valutato per buono un lavoro eseguito con l’ausilio di moderne tecniche costruttive, quel dato lavoro avrebbe potuto godere di un ben più alto punteggio se solo fosse stato eseguito a “ mano”.
Per inciso, si tratta di un lavoro eseguito su di una riproduzione JET, tipo YAK130, anche se il full-size è un aeroplano di piccole ( si fa per dire) dimensioni, è pur sempre un aereo di ultima generazione, realizzato con tecniche sofisticate e non parlo solo dell’avionica, ma dell’intero progetto.
Se analizziamo bene la natura della riproduzione in questione, ci pare opportuno realizzarla con tecniche costruttive che più si avvicinano a quelle realizzate per il Full-Size, e quindi siano ben accolte tecniche come l’uso delle moderne CNC.
Realizzare parti esclusivamente a mano, ci allontana inesorabilmente dalla verità, una fusoliera, faccio un esempio, realizzata a mano significa costruire il master positivo a mano, praticamente una scultura, merito a Michelangelo, ma quanti ce ne sono di Michelangelo?
Quindi, quale potrebbe essere il risultato finale facilmente immaginabile?
Sicuramente una fusoliera non simmetrica!
Volgarmente detta, “ storta”!
Risultato?
Vola male, fidatevi! Dritta vola meglio!
Non ci sono storie, impossibile realizzare le due metà perfettamente identiche, fosse solo per la pressione delle dita nel carteggiare il manufatto e, mi fermo qui per non andare oltre.
Potrei, anzi, sono pienamente d’accordo sul non usarla su modelli della Grande Guerra o di quella successiva, se vogliamo mantenere la veridicità nel modello, dobbiamo anche accettarne i difetti costruttivi e le imprecisioni che gli stessi costruttori dell’epoca commettevano assemblando e costruendo gli aerei.
A questo punto, vorrei fare una breve parentesi, riallacciandomi ad una frase che ho scritto in un altro articolo, riferita al Modello Caudron.
Ho trovato questo modello molto particolare e di una oggettiva difficoltà costruttiva, purtroppo il punteggio totale non è stato dalla sua parte, o meglio, forse i giudici non sono stati molto attenti,( non lo sono neanche gli arbitri di calcio, figuriamoci questi altri) questo per dire che se alla valutazione statica non gli sia andata tanto male, lo stesso non si può dire del punteggio ottenuto con i voli.
Le condizioni meteo durante i voli, a tratti sono state pessime, vento forte e di traverso alla pista ( rimane un mistero perché in gare di una certa importanza, non si svolgano su aree con piste disposte a croce, va bè, poi ce lo spiegheranno) e con una pista con asfalto a “ dorso di mulo” che più di un mulo quel dorso sembrava di un cammello, è importante drenare l’acqua e quindi che ci sia la possibilità di uno scolo di acqua laterale, ma tutto ha un limite, quindi se forse quel dato asfalto va benissimo per i Full-size, potrebbe non essere adeguato per altro uso, va be, anche questo ce lo spiegheranno un’altra volta, se ne avranno voglia.
Risultato, atterrando un po di traverso alla pista per rispettare il vento, ci si ritrovava forzatamente a compiere un balzo una volta arrivati sul colmo della pista.
Al termine dell’asfalto, passando al prato, uno scalino di 30 cm!
Con quello Raikkonen non ce l’avrebbe fatta a tornare in pista.
Ma torniamo al Caudron, la penalizzazione subita nei voli dipende più che altro dal rapporto del peso del modello ( il suo basso carico alare) con le condizioni meteo di vento notevole.
Da considerare che non avrebbe dovuto essere una penalità per il Caudron, poiché nel 1915 quegli aerei non volavano con il maltempo e se riproduciamo in scala la forza del vento durante la gara, paragonandola ad un aereo Full-Size, in quel frangente avrebbe dovuto stare a terra e non in volo, quindi per quei dati modelli, si dovrebbe imporre un volo in un momento più favorevole dandogli la precedenza su altri, altrimenti la valutazione risulta alterata.
Questo, sempre se siamo lì per valutare sia la statica che il volo di una effettiva riproduzione, se invece siamo lì per una sagra paesana, allora buttiamola in salsicce e vino e tutti felici.
Per un JET, la stessa cosa, è la riproduzione di un aereo classificato” ognitempo” quindi può volare anche con leggera pioggia o vento moderato.
Tutto questo per dire che, “forse” il Caudron meritava più attenzione alla valutazione dei voli e del suo comportamento in volo.
Dobbiamo dire, però, che la colpa non è tutta dei giudici, loro applicano solo il regolamento, quindi, forse, sarebbe ora di rivederlo questo regolamento.
Ed, in ogni caso, un giudice dovrebbe fare appello al buon senso ed alla propria iniziativa, se le circostanze lo impongono.
Ed in questo particolare caso, lo imponevano!

Chiudiamo questa breve, ma doverosa parentesi per il Caudron e, torniamo allo YAK 130.

I principi da applicare, sono dunque gli stessi di cui abbiamo scritto poco sopra, è impensabile realizzare un aereo JET di ultima generazione, non facendo uso di macchine a controllo numerico.
Realizzare un file digitale, delle superfici dell’aereo, per esempio con programmi della Dassault come CATIA V5, permette di riprodurre fedelmente le forme ( la pelle in gergo) dell’aereo che si vuole realizzare in riproduzione.
Abbiamo anche noi, con la collaborazione di www.amicocad.it provato a realizzare un aereo, in questo caso un F22 RAPTOR in file digitale, il risultato è stato strabiliante, con l’animazione 3D abbiamo potuto realizzare anche le più piccole zone nascoste, riproducendo perfettamente il modello in scala, trasformabile poi con un semplice tasto in qualsiasi altra scala.
Tutto questo si traduce in rapidità di esecuzione, ovviamente se lo si sa maneggiare un programma del genere e, sopratutto pulizia di esecuzione con conseguente guadagno di salute fisica, non maneggiando per la realizzazione, degli stampi alcun tipo di materiale nocivo e, quindi anche benessere per l’ambiente che ci circonda e che ci ricorda troppo spesso che lo stiamo maltrattando.
E invece cosa accade?
I giudici, impassibili nel loro lavoro, penalizzano questa scelta, avvallando la realizzazione a mano, danneggiando la salute delle persone, in un momento dove la prevenzione della salute e sugli infortuni sul lavoro è presa in grande considerazione da moltissimi governi.
In ogni caso, anche se avvelenare il pianeta riamane rimane un divertimento di pochi, usare macchine a controllo numerico, per realizzare aerei in scala dove i full-size stessi hanno goduto di tale tecnica costruttiva, basta pensare alle tante parti in composito di cui sono formati oggi e non credo che abbiano realizzato quei particolari esclusivamente a mano, chiamando uno “ scultore”, significa, quindi, una cura maniacale nello stare più vicini possibili al full-size.
Quindi alla luce di queste considerazioni, dovrebbe essere ben accolto l’impiego di ultime tecnologie su modelli adeguati.
Inoltre, vorrei anche dire che respingere a priori reclami presentati dalle squadre non è del tutto corretto, si devono incontrare le parti e discutere bene il problema, il concorrente ha tutto il diritto di far valere le proprie ragioni, anche in virtù di tenere conto della loro buona fede fino a prova contraria e sopratutto i giudici dovrebbero ricordarsi che sono al servizio dei concorrenti e non i concorrenti al servizio dei giudici.
Ritengo indispensabile che i giudici facciano rispettare le regole scritte, ma come ho già spiegato, dovrebbero usare anche il buon senso per offrire al concorrente tutti i chiarimenti possibili e fugare qualsiasi dubbio, invece di mettere in discussione la loro buona fede.
Questo e, mi riallaccio al discorso iniziale, perché guarda caso si tratta di un Team Russo, con cittadini coinvolti in una situazione politica delicata e quindi si potrebbe anche intravedere un trattamento discriminatorio nei loro confronti.
Basta leggere i commenti fatti sulle pagine di F.B. dai lettori di RUSJET, per capire che aria tira.
Chi commenta, l’ha anche buttata in chiave politica, quindi sarebbe stato meglio approfondire la natura dei ricorsi presentati dalla squadra Russa, prima di respingerli in toto.
Naturalmente, la squadra Russa fa sapere, tramite F.B. Che presenterà un corposo ricorso alla FAI contro il trattamento subito.
Probabilmente, la tecnica usata oggi non è più quella di una volta, quindi c’è bisogno anche di un cambiamento dei regolamenti, che si adattino alle nuove esigenze, oppure creare nuove categorie, dove tutti possono trovare la propria dimensione.

Vorrei anche soffermarmi, sull’organizzazione di queste gare.
Intanto c’è da dire che molti partecipanti sono in età abbastanza avanzata, generalmente superano i sessanta anni e anche settanta, quindi si rende necessario offrire il massimo confort possibile, affinchè possono gareggiare in condizioni ottimali, perché è solo così che possono offrire la massima prestazione.
Invece, le sequenze dei lanci hanno reso questo mondiale più un calvario che un piacere, basti pensare che specialmente nella F4H sono stati trasferiti i concorrenti con un pulmino in testata pista ( i lanci sono avvenuti contemporaneamente sui due lati della pista, a un lato la F4C e da l’altro la F4H) in sette/otto alla volta, con condizioni meteo variabili, cioè un giorno 14° ed un altro 38°, ebbene il primo a lanciare se l’è cavata abbastanza bene, mentre man mano ci si avvicinava all’ultimo concorrente, le condizioni psico/fisiche si erano ormai ridotte a meno della metà, quindi era già un miracolo se riuscivano a vedere il modello in volo.
Adesso, dovrebbero spiegarmi come si fa a giudicare un volo effettuato in quelle condizioni!
Arrivare in testata pista alle 15 con 38° ed aspettare fino alle 17 il proprio turno, sa più di tortura che di gara, naturalmente ricordatevi l’età che i concorrenti hanno, alcuni 60/70 anni!

Da notare anche la scarsità dei servizi igenici, solo due cabine chimiche a disposizione di tutti i concorrenti ed…udite udite, anche per il folto pubblico!
Non c’è bisogno di descrivere lo stato nel quale versavano solo dopo due giorni, praticamente inavvicinabili.
Quasi tutti hanno dovuto fare ricorso presso i loro Camper, Rulotts o alberghi e, poi dove potevano!
Ma in una gara del genere, almeno un po di organizzazione, per fornire il massimo confort possibile ai concorrenti, in modo da potersi esprimere al meglio delle loro capacità, si poteva provare a migliorarla?
Questi concorrenti passano anni ad allenarsi ai voli e poi si vedono vanificare tutto per un trattamento inadeguato, anche questo i giudici non lo vedono?
Non ne tengono conto?
Non reclamano?
Un arbitro, quando la palla non rimbalza per la troppa pioggia, sospende la partita, se le strutture non sono adeguate non fa procedere la gara.
Perché i giudici non si adoperano per migliorare queste situazioni, perché non fanno presente agli organizzatori che i concorrenti devono poter agire nella migliore condizione possibile?
Mi rendo conto che anche in queste gare, c’è tanto da fare ancora, per migliorare la qualità di vita dei concorrenti, in modo da offrire davvero il massimo e comunque per non vanificare tutti gli sforzi fatti per prepararsi a gare di questo tipo.
Ripeto, in questo modo, sembra più una tortura che una gara.
Nonostante tutto e nonostante i risultati, discutibili o meno, c’è da ringraziare comunque tutti i partecipanti; concorrenti, giudici, organizzatori e pubblico, perché senza di loro, adesso non saremmo qui a …scrivere e discutere su come migliorare quello che è migliorabile.
Come da titolo, queste non sono altro che riflessioni e noi più di riflettere non possiamo fare…oppure no!

RCAeroModellismo

Info su Daniele

Salve, pratico l'aeromodellismo dal 1988, dopo aver appreso il pilotaggio rc. con motoalianti, mi sono dedicato ai modelli, prima da acrobazia e poi da riproduzione. Il mio interesse e curiosità verso la progettazione degli aeromodelli, mi spinge a dedicarmi alla realizzazione di riproduzioni in scala progettandoli in proprio. Ancora oggi, dopo molte realizzazioni, continuo a progettarli, realizzarli, collaudarli e metterli a punto con grande piacere e divertimento. Per qualsiasi domanda, non avete che da contattarmi. Ciao. Daniele.
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