PIANTA ALARE, VEDIAMONE L’IMPORTANZA CHE RICOPRE

E’ noto che gli aerei che usano una configurazione con ala a pianta ellittica hanno uno stallo di estremità alare pressoché assente.
In genere la resistenza aumenta con l’aumento della velocità, ma la resistenza indotta aumenta con il diminuire della velocità, è infatti inversamente proporzionale al quadrato della velocità ed al quadrato della apertura alare, mentre la resistenza di attrito aumenta con l’aumentare della velocità e dipende largamente dal tipo di profilo e dalla quantità di superficie alare.
Se riusciamo a raggiungere la velocità alla quale la resistenza indotta e la resistenza all’attrito hanno lo stesso valore, in quel frangente avremo la massima efficienza e la minima resistenza.
Per un veleggiatore il miglior compromesso è quindi avere una minima superficie alare unita ad una grande apertura alare, adesso capite perché negli alianti si usa un alto allungamento alare.
La resistenza indotta dai vortici di estremità non è possibile eliminarla totalmente, ma ci sono alcuni accorgimenti che ne mitigano i problemi, oltre a ridurre la corda alare si possono adottare nelle estremità alari delle particolari alette o deviatori di flusso, queste alette possono essere applicate ricurve sia verso il basso ( Hoerner) che verso l’alto ( Winglet) quest’ultima è presente sia singola che con doppia aletta, una anteriore verso il basso ed una posteriore verso l’alto, in questo modo il compito da svolgere è srotolare letteralmente il vortice di estremità il quale si presenta come una treccia e di dividerlo in tante parti creando così dei micro vortici separati tra loro diminuendone gli effetti di resistenza dannosa.
Naturalmente realizzare queste appendici non è semplice ed in più ad ogni atterraggio si presenteranno puntuali problemi di, se non inevitabili, probabili rotture al terminale alare.
Altri modi di attenuare i vortici di estremità, è adottare una rastremazione verso l’estremità, diminuendo la corda alare e affinando il terminale stesso riducendolo il più sottile possibile, oppure applicare all’ultima centina una centina di dimensioni maggiori proprio sull’esterno, in modo che lo scalino che si viene a creare impedisca o disturbi il flusso che dal ventre tende a dirigersi verso il dorso.
Usando invece un ala a pianta rettangolare, avremo semplicità di costruzione, ottime caratteristiche di stallo visto che difficilmente avremo uno stallo di estremità alare in questa configurazione ed un ottimo comportamento alle alte velocità.
Per contro; rallentamento di velocità in rollio e prestazioni scadenti alle basse velocità.
Con un ala rastremata, invece, lo stallo inizierà dove inizia la rastrematura.
Inoltre adottando una svergolatura negativa in estremità con ala a pianta rettangolare avremo il controllo degli alettoni in estremità anche se la parte alla radice è già stallata.
Sono comunque da evitare rapporti di rastremazione troppo elevati.

Questa voce è stata pubblicata in tecnica. Contrassegna il permalink.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *