RICHIESTE AD ENAC DA PARTE DELLA FIAM

Come pubblicato sul sito FIAM, la federazione mette al corrente tutti gli aeromodellisti che la nuova bozza del regolamento appena varata dall’ENAC e quindi alcune modifiche alla legge dello scorso anno, sono merito della FIAM.
Naturalmente ci congratuliamo con la FIAM per l’interesse e per la tutela degli aeromodellisti tutti.
Ma vediamo con esattezza quali sono i suoi meriti.
Gli stralci presi ad esempio qui sotto, sono tratti proprio dal sito FIAM, il più interessante sembrerebbe proprio questo….
Come si evince dalle dichiarazioni FIAM, il patentino che l’Aero Club d’Italia aveva il compito di rilasciare per avere l’autorizzazione a raggiungere i 150 mt di altezza è stato è stato eliminato e di questo dobbiamo ringraziare la FIAM, personalmente sono pienamente d’accordo, ed io, per principio non mi sono sottoposto ad esame, lo scorso anno, per acquisire tale patentino che trovavo ridicolo e totalmente inutile.
Il problema è che insieme al patentino, l’ENAC, ha eliminato anche la possibilità di arrivare al fatidici 150 mt!
Allora mi domando, dove stà la vittoria della FIAM, a 70 mt ci si arrivava anche prima e senza patentino.
In sostanza, la FIAM, a detta sua, è riuscita a convincere l’ENAC ad eliminare il patentino che rilasciava l’ AeCI, se fossero stati loro ad essere delegati a tale compito di rilascio di tale patentino averebbero agito così?
Forse si, forse no e chi lo sa..
Questa manovra, a me che sono un semplice aeromodellista, lascia molti dubbi.
La FIAM spiega anche che comunque le gare si svolgono ad altezze superiori ai 150 mt e questo è vero, ed allora perché non si è mossa in tale senso, invece, per superare i 70 mt di altezza, adesso occorre una autorizzazione dell’ENAC, autorizzazione che solo determinate categorie di aeromodellisti e per gare valide a livelli nazionali ed internazionali possono ottenere e non i comuni mortali aeromodellisti della domenica.
Effettivamente una vittoria c’è stata… ma gli aeromodellisti ancora una volta non ne hanno beneficiato, almeno se fosse stato eliminato il patentino lasciando i 150 mt di altezza, un passo avanti si sarebbe fatto, ma così è un pò penalizzante la situazione.
Va bè, non fa niente, gli aeromodellisti ” veri ” sono abituati a questi eventi, andremo avanti lo stesso.
Subito sotto, potete trovare quello che la FIAM a scritto di proprio pugno, leggete attentamente e vi renderete conto di cosa ha fatto e quindi ognuno potrà trarre le proprie conclusioni, buone o cattive che siano.

Modifiche alla sezione VI per gli Aeromodelli.

La massima altezza consentita è ora di 70 metri con raggio massimo di 200 metri. E’ stata rimossa la possibilità di raggiungere la quota di 150 metri solo con il rilascio di abilitazione al pilotaggio rilasciata da scuola certificata dall’AECI.
E’ stata introdotta la possibilità che, nel caso di attività di volo non rispettante le condizioni del paragrafo 3 inclusa quella della quota massima di 70 metri, ENAC può istituire aree dedicate all’attività aeromodellistica oltre agli spazi aerei riservati a fronte di specifica richiesta. Precedentemente, era ammessa solo la possibilità di spazi aerei regolamentati o segregati.
L’abilitazione al pilotaggio di aeromodelli radiocomandati, rilasciata da scuola certificata AeCI, viene ora richiesta solo nel caso non siano soddisfatte le limitazioni sul peso e sulla potenza di propulsione del paragrafo 3.

Questa bozza di regolamento ha recepito molte delle richieste effettuate direttamente ad ENAC dalla commissione sicurezza F.I.A.M. e successivamente con il Ricorso al Presidente della Repubblica del Luglio 2014.

” ” La più importante modifica riguarda l’abolizione della possibilità di volare ad un’altezza di 150 metri qualora si sia in possesso di una “patente” di aeromodellista rilasciata da una scuola certificata dall’AeCI.” ”

Viene quindi risolto un obbligo che F.I.A.M. aveva denunciato fin dall’inizio e che comportava pesanti obblighi, notevoli costi e grosse responsabilità:
Obbligo di iscrizione all’AeCI.

Obbligo di modifiche sostanziali e riduttive alle garanzie assicurative
Obbligo di organizzare con relativi costi di gestione, di personale addestrato, di dislocazione e di assicurazione.
Gli oneri di cui sopra, limitavano lo sviluppo dell’aeromodellismo ed in più lievitavano i costi per mancanza di regime concorrenziale.
Difficoltà negli eventuali risarcimenti, anche i più modesti, nel caso di non possesso della “patente” di aeromodellismo. Da cui l’obbligo di conseguire tale “patente”.
La quota di 150 metri comunque non assolveva al requisito di circa 300 metri richiesto nella maggior parte di gare FAI e quindi dei relativi allenamenti.

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