E’ NECESSARIO L’ATTESTATO DI AEROMODELLISTA E ABILITAZIONE AL VOLO….OPPURE NO!

Ma non distraiamoci con queste sciocchezze, torniamo all’esame di teoria per l’attestato.
Come detto, si impone una conoscenza costruttiva di un aeromodello?! Ma come, il mercato aeromodellistico è anni che va verso una sola direzione e cioè modelli pronti al volo o tutt’al più pre assemblati e qui vengono chieste nozioni e concezioni costruttive.
La maggior parte degli aeromodellisti neanche sa perché un aereo vola e qui si pretende addirittura nozioni ingegneristiche?
Mah!
In Aeromodellismo è ormai consolidato il fatto che si è Aeromodellisti solo se si sa radiopilotare un modello, tutto il resto non è neanche preso in considerazione, anche perché molti potrebbero chiedersi; ma tutto il resto non c’è …si pilota e basta!
Scrivo questo perché non prendo in considerazione piccoli assemblaggi e installazione sia del propulsore che della parte elettronica, cosa peraltro non contemplata nell’esame.
Comunque non siamo qui per obiettare, questa è la tipologia delle domande e adesso ne siete a conoscenza.
Sempre per quanto riguarda le domande del test teorico, i classici quiz, non si è ben capito se c’è un libretto che comprende una serie di quiz di tipo standard e quante domande vengono sottoposte all’esaminato.
Adesso passiamo, sempre se abbiamo superato l’esame teorico, all’esame pratico..e qui viene il bello!
Questa è una fase un po più divertente, almeno si unisce l’utile al dilettevole.
Prepariamo sul campo il nostro amato modello, tirato a lucido per l’occasione, orgogliosi di sfoggiare l’ultima creazione o prodotto industriale che dir si voglia, pronti a dar fuoco a tutte le micce ….quando una doccia fredda , fredda appunto i nostri bollenti intenti.
No, no no no, niente di tutto questo, il Jet con il motore ancora caldo ritorna in auto, sperando che non prenda fuoco tutto. Il modello da acrobazia 3D super ala bassa con rapporto peso/ potenza 1:10 ( 10 cavalli per ogni kilo di peso impiegato!) ritorna nell’auto noleggiata per l’occasione.
La nostra fantastica riproduzione di 3 metri di ala con motore radiale da 250 c.c che ruggisce a più non posso e appena imbrigliata sulla pista con un guinzaglio in acciaio deve far tacere il suo ruggito e rientrare nel furgone per fare un mesto ritorno all’ Hangar di casa.
Alianti, di 3, 4, 5 e chi più ne ha più ne metta di metri, ritornano a casa, elicotteri e multirotori idem!
Tutti a casa, parafrasando un vecchio film con Alberto Sordi.
Quindi?!
Niente esame pratico?
Ma certo che si!
Il regolamento parla chiaro, il modello con cui si deve effettuare l’esame deve essere un trainer, possibilmente ala alta, meglio in polistirolo e possibilmente elettrico.
Per chi non ne è provvisto e, mi verrebbe a dire…tutti, viene fornito un modello analogo dalla direzione esaminatrice, dopo versamento di una cauzione di 200 euro restituibile dopo l’esame e solo se il modello non presenta danneggiamenti.
Personalmente qualche modello ce l’ho, ma un simile fenomeno devo ammettere che manca, anche perché è un tipo di modello che si usa agli esordi e poco dopo risulta noioso.
In conclusione, l’esame deve essere obbligatoriamente effettuato con un aeromodello con determinate caratteristiche.
Fare un esame con un modello simile e poi andare a casa e far volare un modello molto più complesso, presenta molte diversità e perplessità, comunque non si mettono in campo i giusti valori. Sarebbe meglio fare una prova pratica con modelli di medie prestazioni, anche Jet, oppure elicotteri se l’esaminato lo mette a disposizione per la prova pratica.
In fin dei conti, non si possono equiparare gli esami aeronautici con quelli automobilistici, gli aerei presentano molte diversità tra loro, infatti per passare da un aereo ad un altro occorre sempre una abilitazione per quel tipo di aereo ( intendo i full-size, ma il volo degli aeromodelli non è così diverso), cosa che non avviene con le auto.
Intendiamoci, non è che chiedo un’abilitazione per ogni modello, è solo per far capire il paradosso.
Questo per dire che radioguidare un modello Jet è molto diverso da radioguidare un aliante, un elicottero oppure un modello riproduzione con determinate caratteristiche e anche un piccolo Jet elettrico, ogni modello deve essere interpretato a se ed il volo è sicuramente diverso tra un modello sopra citato ed un altro.
Quindi dobbiamo interpretare l’utilizzo di questo modello trainer, come un modo per verificare se l’esaminato sa tenete la radio in mano ed il modello in aria …e basta.

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5 risposte a E’ NECESSARIO L’ATTESTATO DI AEROMODELLISTA E ABILITAZIONE AL VOLO….OPPURE NO!

  1. Mattia scrive:

    Interessante questo articolo, avrei una domanda in riguardo, già da alcuni tempi al mio campo volo è giunta voce, che in caso di sinistro che coinvolga le assicurazioni, quest’ultime richiederebbero l’attestato per coprire eventuali danni.. In questo caso quindi l’attestato sarebbe d’obbligo a tutti gli aeromodellisti..

    • admin scrive:

      Non mi risulta, ma probabilmente ogni compagnia assicurativa adotta il sistema che gli pare.
      Personalmente sono, e non solo io, iscritto alla FIAM, come tutti sanno ormai ha abbandonato vellità amministrative riguardo all’aeromodellismo e si sta dedicando al campo assicurativo e devo dire che questo lavoro lo svolge abbastanza bene, con ottime coperture e assistenza legale. Il presidente del campo volo a cui sono iscritto si occupa delle iscrizioni alla FIAM e relative assicurazioni. La copertura assicurativa che propone la FIAM non prevede che si debba essere in possesso di alcun attestato e abilitazione al volo.
      Se la compagnia assicurativa che avete vi impone questo, allora abbandonatela e iscrivetevi alla FIAM.
      Questo è quello che la FIAM ci ha detto e non penso che ci abbia preso in giro.
      Visto il paese in cui viviamo, non c’è da meravigliarsi se a breve tutte le compagnie chiedano quello che tu adesso affermi.
      Ma per adesso non mi risulta.

      • Mattia scrive:

        Anche io sono iscritto alla FIAM, proprio perché siamo in un paese come l’Italia chiedevo conferma.. Sempre meglio essere prudenti.
        Grazie della risposta

  2. Valfredo Sclano scrive:

    Caro Daniele,
    hai fatto una relazione ben articolata, precisa e apolitica, intesa a chiarire le idee a diversi aeromodellisti, ma soprattutto a quelli che non hanno più di 300 Euro da spendere per il loro Hobby, che sono i più, e non possono tenersi aggiornati su Enac, AeCi, Fiam, Fani, e Blog vari.
    Bravo, ben fatto
    Valfredo Sclano
    Presidente del Gruppo Volo RC Costa d’Argento

    • admin scrive:

      Ciao Valfredo, grazie, sono contento che questo articolo può essere utile a chiarire le idee, in effetti per acquisire info si dovrebbe fare un bel giro di siti, qui invece, in questo articolo, trovi condensato quello che serve.
      Un ultima precisazione; l’ENAC prevede anche il volo fino a 70 metri di quota e dichiara che non occorre alcuna abilitazione per volare fino a 70 metri, quindi come fanno le compagnie assicurative a chiedere l’attestato?

      Saluti.

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