MODELLI JET: SONO RIDICOLI E NON LO SANNO

Già, proprio così, loro non lo sanno ma stanno usando una tecnologia che nel migliore dei casi risale addirittura agli anni 30′.
Ma come, diranno i fruitori dei modelli Jet, noi siamo all’avanguardia riguardo all’aeromodellismo…usiamo i Jet!
Già, proprio così, usate i turbojet…sorpassati.
Visto che ben pochi possono usufruire di un ufficio progettazioni al passo con i tempi, possiamo coniarci così vista l’imbarazzante situazione in cui versano le ” grandi case costruttrici” le quali producono ancora materiale che nel migliore dei casi risale a qualche decennio e scarseggiano in nuove idee, anzi proprio non ne hanno e, non mi riferisco solo alle turbine, possiamo anticiparvi che a breve potreste buttare le vostre turbine nel secchio dei rifiuti speciali, visto che, con le nostre innovazioni, faremo fare un balzo di oltre 40 anni alla tecnologia dei motori a turbina e quindi renderemo improvvisamente vecchie le vostre amate ” turbine”.
Vantaggi?
Ve ne dico solo uno, che ne direste di far volare il vostro modello per il doppio del tempo con prestazioni decisamente superiori?
Ovviamente con la solita quantità di carburante a bordo!
Il fatto di anticiparvi questa notizia prima ancora di aver realizzato il prodotto è solamente per il motivo che non usufruendo di alcun tipo di divulgazione pubblicitaria, abbiamo pensato di anticiparci mettendovi al corrente delle nostre intenzioni.
Abbiamo anche preso in considerazione di collaborare con una azienda leader nelle turbine RC, al momento sono in corso alcune trattative ma non potendo essere troppo espliciti sul nostro progetto, le trattative vanno avanti con difficoltà.
Le idee non ci mancano, il modo di progettarle in 3D per renderle pratiche nemmeno, purtroppo, al momento, pecchiamo nella produzione in proprio ed è per questo che per realizzare sia il variatore di passo in volo che il disassatore/riduttore ci siamo rivolti a delle officine di precisione specializzate su macchinari a controllo numerico ed i tempi di consegna si sono allungati notevolmente.
Se non troveremo altre strade, dovremmo prendere in seria considerazione la collaborazione con una azienda che già produce turbine, sperando in una loro collaborazione.
Lo scopo di questo articolo è di mettere a conoscenza tutti gli aeromodellisti che usano modelli Jet che stiamo lavorando per migliorare la propulsione di questi modelli.
A distanza di circa un anno e mezzo dall’inizio della prgettazione, abbiamo mantenuto la promessa fatta ad inizio articolo, con questo progetto abbiamo fatto fare un balzo di quaranta anni alla propulsione dei modelli Jet, se poi nessuno è interessato, pazienza.
Dopo circa un anno e mezzo di lavoro sulla progettazione del Turbofan, il progetto è completamente terminato in ogni suo particolare.
Abbiamo realizzato i disegni dei pezzi in CAD 3D, quindi per realizzare i pezzi necessari basta lavorarli con macchine a controllo numerico.
Abbiamo anche individuato una azienda per sviluppare il lavoro con tanto di preventivi alla mano.
Per il motore che fornisce la spinta ci siamo avvalsi di un comune motore turbogetto da 8 Kg di spinta acquistabile in Cina completamente smontato, questo perché alcune parti di quel motore non ci servono.
Mentre per il secondo stadio i pezzi vanno fatti exnovo ed anche per quelli abbiamo tutti i preventivi in mano e abbiamo preso contatti con una azienda Cinese che può realizzarli.
Naturalmente, come già spiegato a Francesco Pieroni, con il quale abbiamo avuto il piacere di discutere a lungo sulla realizzazione di questo motore, la ventola è collocata nella parte anteriore del motore e non nel posteriore come il tentativo della Wren non andato poi a buon fine come era facile immaginare.
Come intuito anche da Francesco Pieroni, per una operazione del genere sarebbe meglio poter usufruire di finanziatori o aziende del settore, in questo ultimo caso i costi di sviluppo si abbasserebbero notevolmente, trovando una azienda già attrezzata.
Con i preventivi alla mano abbiamo potuto capire a che tipo di costi andavamo incontro, per realizzare un prototipo è ovvio che i costi salgono notevolmente, data la bassa tiratura dei pezzi da fare e sopratutto la nota più dolente viene dallo stampo della seconda girante della turbina in inconel.
Se realizzato in acciaio, lo stampo, si sfiorano i 3000 euro per lo stampo più 600 euro per un paio giranti stampate, da notare che il prezzo di una girante della turbina si aggira sui 150 euro, sono quelle che si trovano attualmente su tutte le turbine e vengono fatte in Cina da una unica casa costruttrice e noi l’abbiamo individuata.
Se invece, e sarebbe più consono, facciamo fare uno stampo a perdere in cera, i costi si dimezzano e questa sarebbe la strada da seguire perché il passo delle palette della seconda girante, nonostante sia stato calcolato con un certo criterio, non da noi ma da persone qualificate al di fuori dei confini nazionali, è facile intuire che ci potrebbe essere la possibilità di modificare il passo delle palette e quindi costi aggiuntivi per rifare gli stampi.
Indicativamente abbiamo stimato un costo per il prototipo attorno agli 8000 euro, ma personalmente ho fissato un costo minimo di 20.000 euro per tutto lo sviluppo, questo perché potrebbero esserci anche dei problemi e quindi rifare altri pezzi.
Classificandoci come ideatori e progettisti, pensiamo che per un progetto del genere occorra un’altra figura per finanziare l’opera, oltre che per la sua divulgazione o commercializzazione, come detto, non ci occupiamo del settore commerciale, ci limitiamo a progettare.
Sarebbe come dire che un Ingegnere che lavora alla FIAT, dovesse ideare, progettare, costruire ed infine lanciare e commercializzare la vettura!
Ad ognuno il suo, come ho anche cercato di spiegare a Massimo Martina in uno scambio di opinioni.
Quindi, noi progettiamo un certo prodotto, poi ci devono essere delle persone che si occupano della parte finanziaria e costruttiva in serie.
Il turbofan da noi progettato, prevede un motore da 8 Kg di spinta che unito ad una ventola da 145 mm esistente in commercio ( Aeronaut) dovrebbe fornire secondo dei calcoli prudenti circa 16 kg di spinta con un consumo di un motore da 8 Kg quale è quello usato. Quindi un dimezzamento dei consumi.
Ovviamente ci sono anche vantaggi a livello di prestazione, una ventola offre maggiori prestazioni in termini di trazione e accelerazione rispetto ad un turbogetto, il quale ha per natura una mancanza di rapidità nella risposta immediata.
Un turbogetto deve girare alto per avere una risposta in tempi decente, un motore con ventola è pronto alla risposta anche a giri bassi.
Come già risposto a Massimo Martina, collocare una ventola anteriormente è fattibile e neanche poi tanto complicato ed in tutta sicurezza.
Un pò come la lubrificazione separata sui motori a 4T, funziona ed è un metodo estremamente semplice.
A differenza del motore a 4T con lubrificazione separata ed alimentato al alcol metilico puro ed al riduttore/disassatore ( entrambi ideati da noi) il motore Turbofan ha dei costi di sviluppo più alti, mentre per i primi due esempi abbiamo potuto realizzare un prototipo con le nostre sole forze, questo non è possibile per il terzo esempio.
Nonostante i contatti avuti con i costruttori di motori a getto, a tutt’oggi non abbiamo avuto risposte soddisfacenti, se qualche azienda avesse avuto voglia di rinnovare i loro prodotti avrebbe potuto tentare la strada dello sviluppo del motore da noi progettato, non credo che un investimento di 20.000 euro per lo sviluppo del motore sia poi una cifra inaccessibile per codeste aziende, da considerare che l’intera cifra è da destinare esclusivamente al motore ed a noi progettisti non andrebbe neanche un centesimo ed il tempo necessario per lo sviluppo sarebbe totalmente a nostro carico.
Il nostro profitto avverrebbe solo in caso di pieno successo.
Obbiettivamente non capiamo l’ottusità di queste aziende e ci riferiamo anche al motore 4T alimentato ad alcol puro, lo sporco e l’untuosità che producono questi motori è uno dei fattori principali che costringono all’abbandono di questi motori ed a rivolgersi ( per le piccole cilindrate) ai motori elettrici, quindi questa evoluzione per i 4T sarebbe nuova linfa vitale ed allungherebbe la vita di questi propulsori.
Tornando al Turbofan, con il giusto compromesso di passo tra girante e ventola si hanno le massime prestazioni, con i calcoli da noi fatti dovremmo avere una ventola che gira tra 35.000 e 38.000 giri, ma tutto da provare ovviamente, la ventola deve comunque girare al di sotto di un limite stabilito pena la messa in ombra e lo stallo delle palette stesse.
Di parole se ne scrive tante, se qualcuno è interessato a vedere il progetto completo al solo fine di produrlo,( la semplice curiosità non è contemplata) non abbiamo problemi a mostrarlo, basta sedersi ad un tavolo e discuterne le questioni economiche.
Se questo progetto è ai fini commerciali valido, a noi non interessa più di tanto, ci divertiamo a progettare ed a superare dei imiti imposti per nostro ed unico piacere e per dimostrare che si può fare ricerca e migliorare i prodotti già esistenti e questo non con delle piccole messe a punto come avviene oggi.
Con questo progetto abbiamo dimostrato che ci sono ottime possibilità per seguire la strada del Turbofan e sopratutto è possibile installare una ventola anteriormente e non posteriormente.
Purtroppo, non sono le idee che mancano, ma le aziende che credono dell’innovazione e nello sviluppo.
Con questo non dico che le nostre innovazioni siano le panacee a tutti i mali, ma hanno le basi per tentare uno sviluppo commerciale con alte probabilità di successo.
Vedremo in futuro cosa accadrà.

Info su Daniele

Salve, pratico l'aeromodellismo dal 1988, dopo aver appreso il pilotaggio rc. con motoalianti, mi sono dedicato ai modelli, prima da acrobazia e poi da riproduzione. Il mio interesse e curiosità verso la progettazione degli aeromodelli, mi spinge a dedicarmi alla realizzazione di riproduzioni in scala progettandoli in proprio. Ancora oggi, dopo molte realizzazioni, continuo a progettarli, realizzarli, collaudarli e metterli a punto con grande piacere e divertimento. Per qualsiasi domanda, non avete che da contattarmi. Ciao. Daniele.
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5 risposte a MODELLI JET: SONO RIDICOLI E NON LO SANNO

  1. Daniele scrive:

    Abbiamo ricevuto un commento da un utente di nome Marco, ovviamente non lo abbiamo pubblicato e vi spieghiamo il motivo; prima di tutto non è la prima volta che ci scrive e sempre in tono polemico e non costruttivo e quindi non ci aiuta a crescere, ed è per questo che non sarà pubblicato.
    Comunque vorrei provare a rispondergli ugualmente: questo ambiente, come avrai notato non è un forum dove vengono chiesti consigli e spiegazioni, è un blog dove rendiamo pubblico quello che facciamo, anche se poco e con fatica, visto che tra tutti non arriviamo ad una decina di persone ed ognuna con i problemi che quotidianamente la vita ci offre.
    Quindi, tutto quello che cerchiamo di fare lo mettiamo poi a disposizione di tutti gli utenti, ovviamente tutto ha un costo e inoltre, quando vendiamo un prodotto rilasciamo regolare ricevuta fiscale, visto che possediamo una regolare partita IVA e ti posso garantire che averla costa molto, fortunatamente per vivere non facciamo solo questo.
    Per quanto riguarda i prodotti che progettiamo, non sono poi così difficili e non inventiamo niente di nuovo, ma cerchiamo di perfezionare soluzioni già esistenti ma poco diffuse.
    Il riduttore/disassatore lo abbiamo realizzato e provato, ma abbiamo dovuto modificare l’albero secondario e i sistema di fissaggio, l’Ingegnere Marco, che per l’occasione è venuto da Genova, dove vive, ad Orbetello per effettuare questa prova, ha constatato le modifiche da fare e le ha portate alla officina di precisione dove le aveva realizzate, ci siamo dovuti rimettere in fila e attendere pazientemente che l’officina realizzasse i nuovi pezzi, visto che sono dei prototipi non ci danno la precedenza, ma la danno a chi gli ordina più pezzi, lo stesso vale per il variatore di passo che per il quale abbiamo aspettato più di due mesi dei cuscinetti speciali e poi abbiamo avuto grosse difficoltà per l’approvvigionamento delle pale, per il momento abbiamo usato delle pale Tedesche, ma l’ordine definitivo e su una ditta in U.S.A. che guarda un po ha venduto tutto e il nuovo acquirente ci ha garantito di evadere l’ordine per metà estate, che dobbiamo fare? Gli spariamo? Purtroppo le pale in circolazione sono per lo più per motori elettrici e non sono indicate per motori a scoppio perché le pulsazioni che producono gli scoppi la mettono in crisi e quindi non la garantiscono.
    Inoltre, nella prova che abbiamo fatto, abbiamo ritenuto di effettuare una modifica importante, cioè, il moto di cambio passo lo abbiamo trasferito dal collare esterno all’interno dell’asse porta puleggia e quindi abbiamo fatto un dispositivo che lateralmente aziona la vite senza fine.
    Tutto questo, nonostante lo abbiamo ripreso in video, non lo abbiamo pubblicato perchè lo faremo solo quando funzionerà perfettamente e ti spiego anche il motivo, una volta realizzato non abbiamo intenzione di brevettarlo per ovvie difficoltà e quindi ci basta mostrarlo e pubblicarlo con data certa, in modo che nessuno, dopo, possa chiedere il brevetto perché ormai è già stato fatto, ma possono comunque produrlo e venderlo senza chiederci l’autorizzazione.
    Altrimenti ci troveremo nella paradossale situazione di averlo ideato e realizzato, ma qualche ditta con grandi possibilità economiche ne chiede il brevetto e noi poi non potremo neanche più produrlo e venderlo.
    Questo vale per tutti gli altri prodotti.
    I turboJet che usano i modellisti, come già detto,sono sorpassati, ma questo non lo diciamo noi, ma qualsiasi fonte tecnica di informazione.
    Abbiamo avuto l’idea di trasformarla adattandola a tempi più moderni, ma non è difficile, anzi è abbastanza semplice e se tutto andrà per il verso giusto ve la mostreremo, in ogni caso, anche se non riusciremo a produrla divulgheremo i disegni in modo che qualche azienda economicamente più quotata di noi la possa realizzare e comunque non è niente di nuovo, però adesso nessuno usa quel sistema.
    Alcuni vantaggi sono quelli già descritti.
    Sul fatto di aver anticipato tutti i progetti, lo abbiamo fatto per avvantaggiarsi sulla diffusione del prodotto, visto che non usiamo pubblicità da nessuna parte e quindi a noi occorre molto tempo prima di far conoscere il prodotto, per questo ci avvantaggiamo.
    Gli short-kit, stanno andando molto bene, sopratutto negli States ( ne partono due subito dopo Pasqua) alcuni li abbiamo costruiti e fatti volare, ma quando ci siamo resi conto che tecnicamente sono tutti uguali, infatti usiamo gli stessi profili a secondo del tipo di aereo, incidenze e svergolature, provate e collaudate, a secondo della classe i pesi sono quasi tutti uguali, abbiamo ritenuto superfluo costruirli e provarli tutti.
    Chi li ha costruiti ci ha confermato che volano ottimamente e ancora non abbiamo avuto lamentele, inoltre il volo dipende molto da come viene costruito ed è per questo che li vendiamo specificando che sono per aeromodellisti esperti. Alcuni modelli che sono stati incidentati per motivi estranei al progetto( confermato dal proprietario) hanno potuto godere di tutti i pezzi di ricambio che ci hanno chiesto a prezzi ridicoli, riparando il modello come fosse nuovo e questo nessuna ditta lo fa, visto che nel migliore dei casi forniscono la fusoliera intera e ali intere a prezzi esorbitanti.
    Spero di aver chiarito i tuoi dubbi, in caso contrario mi dispiace, inoltre ti ho risposto per educazione, poiché non dobbiamo rendere conto a nessuno del nostro operato e tanto meno a te.
    Comunque, se sei interessato a quello che facciamo e da quello che vedo mi sembra di si, puoi iscriverti al nostro sito e iniziare a pubblicare quello che fai e se ne hai intenzione anche a partecipare ai nostri progetti, così ti potrai rendere conto da vicino cosa facciamo e come lo facciamo, noi lavoriamo alla luce del sole e non abbiamo risentimenti per nessuno, tanto meno per te.

    • Daniele scrive:

      Dimenticavo, il RevCounter, realizzato da Federico Ingegnere elettronico funziona perfettamente e adesso è su Google Store al prezzo di 8 euro, non abbiamo inventato nulla di nuovo, già esistono e anche gratuiti, ma ci siamo divertiti a farlo e lo dobbiamo fare pagare perché l’agenzia delle entrate non crederebbe che lo cediamo gratuitamente e poi c’è sempre lo studio di settore che dice; vendi o non vendi hai partita IVA quindi paghi le tasse.
      Se eravamo residenti negli States, lo avremmo offerto come gadget, ma purtroppo: Welcome to Italy.
      Dimenticavo, è stato modificato e adesso legge anche i motori elettrici.

  2. LUIGI scrive:

    Complimenti, finalmente qualcuno che ha capito che le turbine che abbiamo sono sifoni aspiranti….hahahaha…..ma quando vedo un compressore assiale a stadi con il giusto concetto di funzionamento come quello che vedo avete postato e ho capito che la vostra realizzazione e mirata alla fedeltà di funzionamento cosa che io condivido in pieno…..mi emozione non poco pensare che esistono persone appassionate che credono nello stesso concetto che ho io, rivolto alla riporduzione che non deve essere solo aereodinamica e strutturale ma anche meccanica….e ora che le nuove tecniche in CNC ci danno man forte non vedo perché dobbiamo lasciare il merito ad altri. La dove noi Italiano sappiamo essere davvero forti e competitivi.

    Complimenti ancora per il progetto….aspetto notizie con notevole interessamento…e mi sa che mene concederò uno pure io…. :-) di questi capolavori visto che sono negato per questo tipo di motori ma mi piacciono da morire se realizzati come i veri….

    • Daniele scrive:

      Ciao Luigi, finalmente qualcuno, come me, ha capito che c’era bisogno di un’evoluzione, tu sei uno dei pochi che ha capito le mie intenzioni e cioè evolversi.
      Non confondere però, l’articolo sui Turbogetto con quello che stiamo progettando, anche se sono d’accordo con te sul fatto che riproduzione significa anche, oltre alle strutture dell’aereo, riprodurre al meglio anche il propulsore, proprio come hai fatto tu con i tuoi splendidi ” gioielli”.
      Ovviamente è una strada lunga e irta di difficoltà, io e i miei collaboratori ci metteremo tutta la nostra volontà e determinazione, poi sarà quel che sarà.

      • LUIGI scrive:

        Caro Daniele, ti dirò……

        1) che sono fortemente convinto (e lo sento dalla tua determinazione) che riuscirete nel progetto e in quello che avete deciso di fare con tanto amore e passione.
        2) io pratico il modellismo da quando avevo 11 anni……con i primi arei a elastico che mi facevo da solo….ora ne ho 46 e ho passato i miei ultimi 17 anni a studiare progettare e realizzare i motori radiali.
        Tanti hanno apprezzato e mi stimano.
        Tanti mi hanno volto fregare e far male.
        Tanti hanno voluto sfruttare e hanno cercato di buttare fango sul mio prodotto e sul mio nome.
        Tanti mi invidiano a tal punto che nemmeno mi salutano più…
        Ho anche sbagliato io in prima persona come tutti possono sbagliare.
        Ma posso dirvi che amo questi motori e il volo e porterò avanti questa mia passione finché potrò metterla a disposizione di tutti per il puro desiderio di farlo.

        Sappiate che la strada sarà dura ma vi chiedo di essere forti non demordere e risolvere i problemi….e forse un giorno saremo compagni di Stand esponendo da Italiani orgogliosi all’estero la nostra passione e tecnologia costruttiva, senza esser meno di altri che in altri paesi dicono di essere meglio di noi ITALIANI.

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