Boeing Stearman pt17 da ARF a riproduzione

Salve a tutti,

a distanza di qualche periodo causato da impegni di lavoro, eccomi nuovamente a scrivere e documentare questa nuova avventura, iniziata da qualche mese, ovvero la trasformazione di un kit ARF in una riproduzione.Spero di riuscire in questa”impresa” anche se non sarà facile modificare una costruzione già fatta ma ci proverò.

Il modello trattato sarà il Boeing Stearman PT 17.Il kit che proverò a modificare viene prodotto dalla ditta americana Maxford USA e commercializzato da Lindinger modellbau è in scala 1:5 quindi con un’apertura alare di mm. 1950.Come tutti i modelli ARF all’apertura della scatola troviamo tutte le parti del modello pronte ad essere incollate, rivestite in termoretraibile tipo oracover o monokote, il dummy motore, accessori vari ed adesivi.

La mia scelta di modificare questo kit è nata appunto quando aprendo la scatola per prima cosa mi si è presentata la fusoliera con il rivestimento gia allentato e pieno di quelle maledette grinze che sono il difetto del termoretraibile, seconda il colore lucidissimo che non è per niente reale in un modello del genere, terza la mancanza di particolari, secondo me fondamentali e che danno fascino e veridicità ad un modello.

Inizio a documentare il lavoro svolto fino ad oggi:

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Fusoliera, ala superiore e piano di coda appena tolte dalla scatola, a mio punto di vista questa pellicola lucida stona proprio.

A questo punto il primo passaggio da fare dopo aver rimosso le guarnizioni in gomma dei due cockpit è quello di rimuovere il rivestimento sia dalla fusoliera, dalle ali e dai piani di quota.Cosa importantissima da fare prima di scoprire il direzionale, come si vede nella prima foto esso non è in tinta unita, è quella di prendere le misure delle dimesioni delle righe in modo da riprodurle esattamente in fase di verniciatura.

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Ecco la fusoliera e le ali “nude”.

Dopo aver tolto il rivestimento delle ali, ho provveduto a fare la prima modifica.Leggendo il manuale di istruzioni mi ha colpito, negativamente, il sistema di fissaggio delle ali adottato dalla Maxford USA.Preciso che l’ala superiore è in tre parti, la parte centrale fissata alla cabana e le due semiali che si innestano tramite due baionette in tubo di caronio, mentre l’ala inferiore è in due parti che si innestano in fusoliera anch’esse con due baionette in tubo di carbonio.Fino a qui tutto bene.Il problema  secondo il mio punto di vista, sarò anche all’antica seppur quarant’enne, è il sistema di fissaggio.Esso avviene mediante l’inserimento di perni denominati Matlox in acciaio che vengono infilati nei fori sia nella parte fissa dell’ala sup. che sotto la fusoliera per quella inf., passanti dentro il fori delle linguette di fissaggio che fuoriescoso dalle centine di attacco delle ali e si vanno a bloccare nei magneti che si trovano all’interno dell’ala fissa sup. ed all’interno della fusoliera per quella inf.

Dopo aver provato l’assemblaggio a secco ho notato che le ali avevano molto gioco e quindi non sicure.Provate a pensare se con le vibrazioni molla un magnete e fuoriesce un perno cosa succederebbe? un patatrack ed il modello andrebbe nel cassonetto dell’immondizia.

Per risolvere a questo problema ho provveduto a sostituire i perni ed i magneti con delle viti m 5 che si vanno a fissare in una piastra di compensato di betulla da mm. 5 precedentemente forata di dimensioni leggermente più piccole in modo da serrare fermamente le ali.

Stessa cosa vale per le cabane laterali.Esse sono formate da tre stecche in acciaio fissate tra loro con dadi e bulloni, e secondo il manuale andrebbero incollate nelle sedi delle ali.In questo modo le ali risulterebbero non smontabili tra di loro ma solo sfilabili dalla fusoliera.

A questo punto ho provveduto a lasciare le loro sedi ma a costruire di fianco ad esse dei supporti in compensato di bettulla incollati alle centine in modo da poter avvitarci le cabane e poter smontarle in caso di bisogno e manutenzione.

Nella foto di seguito si nota la modifica

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si nota la sede della cabana alare con il supporto di betulla per il fissaggio della stessa

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inquadratura dal lato opposto dove si vede il taglio del rivestimento in balsa, per l’incollaggio dei supporti alle centine, e successivamente reincollato

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in questa foto si notano le cabane fissate al supporto sull’ala superiore mentre sull’ala inferiore solamente inserite nelle sedi.In questa immagine è più chiaro in cosa comporta la modifica.successivamente ho modificato anche il fissaggio sull’ala inferiore.

Nel mentre che attendevo l’arrivo delle nuove ruote con la camera d’aria e gli strumenti per i cruscotti ho iniziato il lungo lavoro del rivistemento della fusoliera.Esso avverà con il Solartex di colore naturale.

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La fusoliera durante il rivestimento

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rivestimento ultimato

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applicazione delle strisce di tela a zigzag realizzate in opera con la forbice da sarti su ogni listello della struttura.

Ho preferito farle personalmente in quanto quelle che si trovano in commercio hanno dimensioni troppo larghe e risulterebbero fuori scala.Lo stesso procedimento andrà adottato sia sulle ali che sui piani di coda.

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Anche le ali hanno applicate le strisce a simulare le cuciture della tela.

Terminato il rivestimento ho iniziato, dopo aver reperito più documentazione possibile, la rivettatura della parte anteriore della fusoliera, aggiunto qualche particolare realizzato con il lamierino ed ho esegito inoltre la chiodatura sulle strisce a zigzag.In realtà il fullsize più che chiodatura avrebbe le cuciture ma sono sicuro che l’effetto sarà decente anche cosi’.

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dopo aver segnato le linee di riferimento con una matita ho provveduto a rivettare con la tecnica della siringa e vinavil.Una volta asciutti i rivetti  diventeranno trasparenti e si noteranno meglio in rilievo a verniciatura ultimata.

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ugualmente verrà fatto sulle ali e piani di coda

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In questa immagine si nota il finto sportellino in lamierino e vicino alla coda lo sportellino amovibile per l’ispezione del servo del carrellino di coda.

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Sono arrivate anche le ruote con valvola di gonfiaggio.

Passiamo ora al cockpit.Questo modello ne ha due, essendo biposto, uno per l’istruttore posteriormente ed uno per l’allievo anteriormente, quindi avranno strumentazione simile ma posizionata in maniera differente.Dopo aver acquistato i quadranti in scala appositi per questo modello ho proceduto cosi’:dopo essermi ricavato la sagoma delle ordinate del cruscotto ho provveduto a costruirne una in compensato di betulla da mm. 2 ed una più piccola in compensato di betulla di mm. 1,5 in quanto la parte centrale del cruscotto è in rilievo.Dopo aver presentato i quadranti nella posizione desiderata, con il trapano e la punta svasatrice ho realizzato i fori di adeguato diametro per l’alloggiamento dei quadranti.

Successivamente ho rivestito il tutto con il solartex ed ho verniciato a spruzzo di colore nero opaco;ho applicato switch e finte spie, decal identificative dei comandi ed ho realizzato con il lamierino la finta chiave di accensione in scala con il modello ed applicato delle micro viti intorno ai quadranti. Il risultato è quello nelle foto successive.

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cruscotto istruttore

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cruscotto allievo

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prova sul modello.

Ho voluto mettere anche i pilotini.La mia idea era quella di metterli a tutto busto ma visto che proprio sotto al posto del pilota posteriore è posizionato il servo del direzionale lo spazio era limitato quindi sono stato costretto a metterli a mezzo busto.In scala 1/4, perchè la scala giusta è questa, a differenza del modello che è in scala 1/5, non se ne trovano tanti in tema con il periodo del modello;gli unici che ho trovato li ho acquistati in germania da PAf model, unica pecca che sono in polistirolo, non il massimo ma devo accontentarmi almeno per adesso.Ho realizzato la base di incollaggio degli stessi in compensato di pioppo da mm. 3 e la ho rivestita con vera pelle color marrone ed infine ho messo la sciarpa ai pilotini cercando di completarli un po’.

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prova di montaggio a secco dopo aver ultimato le chiodature, aver montato le nuove ruote ed il vano piloti.Ad essere sincero sono fino a qui soddisfatto e rispetto all’inizio sembra un modello di maggiore categoria.

Siamo giunti alla fase di verniciatura.Per adesso mi dedichero’ alle ali ed ai piani di coda in quanto la fusoliera ha sempre bisogno di qualche lavoretto prima di essere verniciata, ma per adesso la metto da parte.

Per prima cosa stendero’ il fondo prima della verniciatura finale.I colori che ho scelto sono quelli come aveva originariamente quindi ali e piani di coda gialli e fusoliera azzurra, colorazione in forza alla u.s. army, la u.s. navy aveva la fusoliera blu scura.I colori li ho fatti fare dopo una ricerca con i codici di quelli originari con finitura opaca quindi almeno la verniciatura sarà fedele al full size dell’epoca.

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fondo ultimato, si vedono le chiodature in rilievo.

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Verniciatura per adesso terminata, il direzionale è in attesa di ricevere i colori rosso, bianco e nero come nell’originale.

 

Per adesso mi fermo qua a breve altri aggiornamenti

Un saluto a tutti

A presto.

 

 

 

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4 risposte a Boeing Stearman pt17 da ARF a riproduzione

  1. admin scrive:

    Scelta coraggiosa la tua. Ma perfettamente in linea con chi fa dell’aeromodellismo serio. Stai dimostrando che; anche acquistando un pronto al volo, è possibile migliorare le condizioni esistenti e presentarsi in pista con un modello degno di nota.
    Complimenti sia per la tua opera che per l’ottima riuscita.

  2. lucio scrive:

    Bel lavoro Filippo! Resto a bocca aperta a ammirare i lavori fatti fin qui ed a studiare i ragionamenti che fai in corso lavori! Anche perchè imparo così a ragionare in modo razionale valutando e prendendo decisioni come fai tu. Vedere la trasformazione di un ARF in un modello unico è veramente appagante!
    Grazie per la precisa descrizione che fai, mi tengo sintonizzato e non mancherò di seguire tutti gli aggiornamenti che farai nel tuo blog! Un caro saluto da Lucio

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