AVRO 683 LANCASTER SHORT-KIT SCALA 1:8,8 by RCAeroModellismo.

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L’Avro 683 Lancaster era un bombardiere quadrimotore pesante notturno.

Due note di storia.

L’ Avro 683 Lancaster era un bombardiere pesante quadrimotore ad ala media progettato e costruito principalmente dall’azienda britannica Avro (A.V. Roe and Company). Utilizzato dalla RAF a partire dal 1942, assieme all’Handley Page Halifax fu il principale bombardiere strategico della RAF e delle altre forze aeree dei paesi del Commonwealth. Venne utilizzato principalmente come bombardiere notturno.

L’Avro Type 683 Lancaster nacque per rimediare ad un progetto fallimentare, quello del bimotore che l’aveva preceduto. Infatti, nel luglio 1936, i principali costruttori di cellule ricevettero le bozze delle specifiche B.12/36 e P.13/36 emesse dall’Air Ministry britannico. La prima richiedeva un bombardiere pesante strategico, con il quale sostituire l’Armstrong Whitworth AW.38 Whitley. La seconda verteva su un “bombardiere medio bimotore per l’impiego in tutto il mondo”, per sostituire gli Handley-Page HP.50 Heyford.

Entrambe le specifiche comportavano alcune limitazioni pratiche: per poter rientrare negli hangar disponibili ed essere trasportato via terra con i mezzi in dotazione, doveva avere un’apertura alare massima di 30,50 m, la sezione centrale di fusoliera non più lunga di 10,70 m e non più larga di 2,44 m e corda alare in corrispondenza delle gondole dei motori di non più di 6,70 m. Per il P.13/36 era previsto il ricorso a due motori Rolls-Royce Vulture, e il carico bellico avrebbe dovuto essere rilevante:16 bombe da 225 kg o 4 bombe dirompenti-perforanti da 900 kg ma, elemento determinante per le fortune degli aerei prescelti, si chiedeva anche una stiva unica, per consentire il trasporto di due siluri lunghi 5,56 m. Una proposta fu presentata dalla de Havilland, che offrì un DH.91 Albatros passeggeri, riprogettato e rimotorizzato con due Rolls-Royce Merlin, scartato già in fase preliminare, mentre furono presi in considerazione l’Avro Type 679 e lo Handley-Page HP.56, entrambi con due motori Rolls-Royce Vulture.

Già nel luglio 1937, la Handley-Page e la RAF cominciarono a nutrire dubbi sulla scelta del motore e presero in considerazione un impianto propulsivo più frazionato, con quattro Bristol Pegasus o Taurus, Napier Dagger, Rolls-Royce Kestrel, Wright G-200 Cyclone o Pratt & Whitney R-1830 Twin Wasp o R-2000, ed in agosto la Handley-Page optò definitivamente per quattro Merlin, dando vita all’HP.57, che fu prodotto in grande serie con il nome di Halifax. La Avro ritenne, invece, di procedere con il bimotore, per non affrontare una riprogettazione così importante: il Type 679 Manchester volò per la prima volta il 25 luglio 1939 con due Rolls-Royce Vulture, pilotato dal Capitano Brown, seguito quasi un anno dopo, il 26 maggio 1940 dal secondo prototipo. Come le altre macchine con gli stessi propulsori, anche il Manchester incontrò ritardi e grossi problemi e già nel maggio 1940 la Avro decise di adottare i meno potenti Merlin, montandone quattro. Era nato così il Type 683, chiamato ancora Manchester III. Il bimotore fu comunque approvato come corrispondente alla specifica B.19/37 e ne furono ordinati 200 esemplari, poi aumentati a 400.

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Il Lancaster parcheggiato al museo della RAF di Hendon.

I primi Manchester Mk I avevano impennaggi con tre derive, mentre i successivi Mk IA ne avevano solo due, il disegno delle quali fu mantenuto per il Lancaster.La RAF, in risposta ai problemi del Manchester, propose alla Avro di produrre su licenza l’Halifax, ma la dirigenza rispose che, sostituendo i due Vulture con quattro Merlin, come aveva fatto la Handley-Page, si sarebbero ottenuti gli stessi buoni risultati.La RAF ebbe fiducia e convertì parte degli ordini per il Manchester Mk IA nella richiesta di 454 Manchester III (poi Lancaster Mk I), il cui primo esemplare volò il 9 gennaio 1941 con quattro motori Merlin X, seguito dal primo esemplare di serie il 31 ottobre.Le consegne cominciarono il 25 dicembre 1941 con il No.44 Squadron di Waddington.

Il Lancaster entrò in servizio con il No.44 Squadron della RAF a Waddington nel dicembre 1941, ed ebbe il suo battesimo del fuoco il 3 marzo 1942, procedendo per tutta la durata della guerra e arrivando a totalizzare 156 000 missioni, delle quali 107 085 sulla Germania, per le quali furono necessari 608 612 t di bombe e più o meno un miliardo di litri di benzina.

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In questo schema si notano le diverse dimensioni tra i bombardieri pesanti Lancaster, Handley Page Halifax e Short Stirling.

3936 Lancaster furono perduti in combattimento, ma ciò non indica che l’aeroplano presentasse particolari carenze, quanto il fatto che fu oggetto di impiego intensissimo e in condizioni difficili. Il tasso di perdite risultò di un aereo ogni 39,6 missioni, uno tra i più favorevoli, così come risultò particolarmente elevato il carico di bombe medio per missione, pari a 3,9 t.

Non è assolutamente esagerato definire il Lancaster uno degli strumenti decisivi della vittoria alleata, con il conseguimento di risultati eccezionali come l’affondamento della corazzata Tirpitz con le bombe Tallboy, la distruzione del viadotto di Bielefeld con le Tallboy e le Grand Slam, o la più volte celebrata distruzione delle dighe sui fiumi Möhne, Eder e Sorpe tramite le bouncing bomb. Nella maggior parte di queste imprese, i “Lanc” (o “Lankie”, com’erano soprannominati dai propri equipaggi) riuscirono dove qualsiasi altro tipo di aereo aveva fallito.

I Lancaster continuarono a prestare servizio nella RAF ancora per qualche tempo dopo la fine della seconda guerra mondiale, per essere poi rilevati dai Lincoln. Argentina, Australia, Canada, Francia ed Egitto impiegarono questo bombardiere anche nel dopoguerra.
(Fonte Wikipedia)

Adesso la riproduzione in scala 1:8,8

Oltre al disegno del bombardiere Consolitated B-24 Liberator, offerto sempre da RCAeroModellismo con progetto a cura di Sergio Poli, abbiamo deciso di offrire anche uno short-kit del famoso bombardiere pesante Avro 683 Lancaster, questo perché un modello di dimensioni importanti e oltretutto quadrimotore è formato da molti pezzi e molti alleggerimenti e ricavare tutti i pezzi da un disegno potrebbe risultare un lavoro molto lungo, con questo short-kit speriamo di alleggerire la fatica( anche monotona) del taglio dei pezzi e concentrarsi solo sulla costruzione.
Come è noto, gli short-kit offrono solo la base di partenza di una riproduzione, offrono un’impostazione precisa dello scheletro di tutto l’aereo senza doversi preoccupare di incidenze, profili, posizionamento dei motori e carrelli. Il lavoro che deve svolgere il costruttore riguarda tutto il rivestimento e tutti i particolari riproduttivi, nonchè gli accorgimenti tecnici e la personalizzazione del posizionamento degli accessori, compresa la leggerezza ed al tempo stesso la robustezza dell’intero modello, importante per il successo finale.
In questo modo, il costruttore, si pone allo stesso livello del progettista riscuotendo la legittima ” paternità” dell’opera.
Dopo questa doverosa precisazione, parliamo del tipo di costruzione che interessa questa riproduzione.
Come detto, la scala è 1:8,8 e questo comporta un’apertura alare di 3450 mm ed una lunghezza di fusoliera di 2370 mm. La scelta è caduta su questa scala per una serie di motivi, la motorizzazione da utilizzare di tipo medio, con motori 4T 91 ( 15 cc.) minimo e motori 120 4T ( 20 cc.) max.
L’installazione di motori benzina da 35 cc. oppure 50 cc. avrebbe comportato delle dimensioni vicino ai 5000 mm e quindi molto impegnativo come modello, sia nella costruzione che nel trasporto, oltre naturalmente al costo da affrontare.
Le dimensioni della scala 1:8,8 permette un buon compromesso di assorbimento dei ” carichi paganti” essendo equamente distribuiti sul carico alare.
Il tipo di costruzione permette di formare la fusoliera in due parti rendendo più comodo sia il trasporto che la rimessa del modello, stessa cosa per l’ala, formata in 4 parti, un motore per ogni parte.
Anche per i piani di quota e direzionali, stesso discorso, completamente smontabili.
La parte interna della fusoliera è caratterizzata da una serie di fiancate verticali, queste, partendo dal bordo di attacco ala.
Nella parte dove è collocata l’ala, sono presenti anche paratie orizzontali, stessa cosa per la zona dei piani di coda, in questo modo le due semiali sono fissate ad un cassonetto dove trovano alloggio le due baionette ( sfilabili) in compensato di betulla.
Le semiali trovano la propria sede di battuta sul fianco della fusoliera, le tre ordinate, la 8, 9 e 10 hanno una sede sul fianco che serve ad appoggio della centina di battuta, inoltre questa sede ha una ulteriore sede per fissare la centina di battuta, con un intaglio verticale in corrispondenza di ogni ordinata.
Qui sotto alcune immagini del progetto riferite a particolari di progettazione.

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Vista del disegno fusoliera.

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Zona di separazione in due parti della fusoliera.

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Si nota la separazione delle due parti, i bulloni e i dadi a griffa di fissaggio e le due baionette di centraggio e resistenza.

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Le ordinate dove sono presenti le sedi di fissaggio della centina di battuta.

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Centina di battuta con gli intagli di fissaggio alle ordinate 8, 9, 10.

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Vista d’insieme della tavola di progettazione, in alto a sinistra si nota il trittico sul quale lavorare per le dimensioni affinché risulti una perfetta riproduzione.

Date le dimensioni, saranno smontabili anche i piani di quota comprensivi di direzionali. Le due parti del quota sono smontabili e sono unite da due baionette, al centro della fusoliera ci sono due cassonetti per accogliere le due baionette, sia le baionette ( in compensato di betulla) che i cassonetti sono forniti nel kit.
Le baionette saranno disponibili in due versioni, quella sopra citata con baionette e cassone contenitivo in compensato, oppure ( come indicato nel disegno) con baionette in tubo di carbonio o dural da 10 mm con guaina da realizzare in tessuto e resina.
Dopo aver rivestito il tubo in carbonio con pellicola tipo domopack, passare del distaccante e successivamente inserire una calza di tessuto di misura adeguata ( queste calze si allargano e si restringono facilmente) poi impregnare di resina epossidica e attendere che si vetrifichi.
Se non riuscite a sfilare la guaina, potete inciderla con una lama e toglierla più facilmente, dopo, riposizionarla sul tubo di carbonio sempre protetto da un film di pellicola e riparare con una fascia di tessuto e resina il taglio, ad essiccazione completata sfilare di nuovo la guaina, questa volta verrà via facilmente.

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Vista dall’alto, si notano i due cassonetti per accogliere le baionette.

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Vista laterale, sulla fiancata viene inserita una centina, che servirà da battuta. Sulle fiancate interne del quota trovano sede, oltre alla sede ricavata sul perimetro della ordinata 17, anche 3 supporti che servono per inserirci la centina di battuta.

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9 risposte a AVRO 683 LANCASTER SHORT-KIT SCALA 1:8,8 by RCAeroModellismo.

  1. filippo scrive:

    complimenti, come al solito hai tirato fuori dal cilindro un altro capolavoro.Per gli amanti dei plurimotori questo modello è il top a mio punto di vista.
    Filippo

  2. admin scrive:

    In effetti è una riproduzione poco sfruttata dagli amanti dei plurimotori, visto che generalmente è il B-17 a fare la parte del leone sui campi ed ai raduni aeromodellistici di mezzo mondo…e anche dell’altra metà.
    Speriamo che qualcuno possa apprezzare che, in circolazione, ce ne sono pochi di Kit del Lancaster.

  3. Gianni Vernazza scrive:

    Peccato che non sia disponibile il solo disegno, io appartengo a quella categoria di modellisti a cui piace costruire e personalizzare i modelli .
    Non è un assolutamente una critica e sono certo che lei mi capirà. devo comunque complimentarmi per le per le stupende realizzazioni.
    Seguo sempre le vostre recensioni con grande interesse, ancora complimenti
    Gianni

    • admin scrive:

      Capisco che non è una critica :) comunque accetto di buon grado anche le critiche, purché costruttive.
      Se sei un modellista a cui piace costruire, allora appartieni alla categoria a cui mi rivolgo e grazie per leggere RCAeroModellismo.
      Comunque gli short-kit eliminano il lavoro ripetitivo di taglio, tu come procedi, da disegno cartaceo e tagli tutto a mano? Oppure ti avvali di CNC?

      • Gianni Vernazza scrive:

        Ciao Admin , io appartengo alla vecchia scuola, una categoria che sta scomparendo, faccio tutto a mano dalla scelta del legno al taglio ,alla modifica de progetto e in alcuni casi il progetto stesso , riga e squadra naturalmente.
        Forse non ti ricordi ma sto lavorando allo Zero ,un tuo progetto.
        Devo comunque complimentarmi un sito da cui non si smette mai di apprendere,
        Gianni

        • Gianni Vernazza scrive:

          Dimenticavo di scusarmi per aver ritardato tanto a risponderti .
          gianni

          • admin scrive:

            Nessun problema.
            No, non mi ricordo dello Zero, mi spiace.
            Sono perfettamente d’accordo sul tuo approccio per le costruzioni, purtroppo non possiamo accontentare tutti.

            Daniele.

  4. Gianni Vernazza scrive:

    Mi rendo conto, sarebbe impossibile . Continuate comunque cosi ,ancora complimenti.
    Gianni

  5. Pietro Pelli Via Casamorata 15 - Firenze 50139 scrive:

    SONO interessato all’acquisto del kit del LANCASTER,prego inviarmi a chi mi devo rivolgere,via email – Sono un vecchio radioamatore,sono in possesso dell’apparato rice-trasmittente montato sui LANCASER ,T1154 – R1155 -perfettamente operativo,da me utilizzato in molti QSO –Grazie ,cordiali saluti -Pietro – I5 PLK –

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